MAGGIO 2022 KALUSH ORCHESTRA "VINCITORI DELL'EUROVISION 2022 TESTO DI RENATO GARBIN

Sono poco conosciuti, però sono sempre i  Kalush Orchestra sono i vincitori, piacciano o meno, dell'Eurofestival e andrebbero presi in considerazione, non per il fatto che siano ucraini, proprio come realtà artistica che fino a prima, appunto, nessuno conosceva e che, grazie a questo evento, stanno raccogliendo consensi, essenzialmente per il loro modo di suonare e proporsi. Non so se senza la guerra, come Popolo aggredito, avrebbero comunque ottenuto questo grande consenso popolare , fatto sta che è un genere musicale che dovrebbe insegnare molto, specie ai nostri Artisti di casa, in fatto di stile e innovazione. Oddio, non è che debbano per forza insegnare chissà che cosa, ma almeno, propongono un genere che non è nuovissimo, anzi, anche in Italia viene proposto, in un certo qual modo, ma considerato un po' troppo di nicchia. Viene seguito bene, a livello popolare, specialmente nelle zone del Nord Est d'Italia, vedi Bergamo, Brescia, Veneto e Friuli. Qualcosa appare, di tanto in tanto pure in Emilia, ma non fanno così tanto scalpore. Ti do un esempio, tipo i FolkStone e altri gruppi affini. In un certo qual modo, possiamo ritrovare qualcosa dello stile dei Kalush Orchestra, anche nei Pitura Fresca e un'altra band di cui ora non me ne sovviene il nome, ma qualcosa di simile, con la differenza che questi cantano in dialetto veneto, mentre i Kalush Orchestra si esibiscono in inglese e/o ucraino... Purtroppo, come accennavo, c'è di mezzo il "fenomeno guerra" vissuto da aggrediti, per cui la solidarietà sociale era ben prevedibile, ma io li avrei ascoltati volentieri comunque, così come mi sono piaciuti il gruppo spagnolo, quello inglese (che avrei dato per vincente) e altri tre o quattro Artisti.

Kalush Orchestra

Mi stupisce moltissimo che l'Italia, rappresentata da Mahmud e socio, con quella "canzone" (ma poi è questione di puro de gustibus personale, si porti pazienza), sia riuscita ad arrivare sesta, se non erro, mentre l'avrei prevista almeno per il diciottesimo posto su 40...  In Italia ancora non ci si è schiodati dalle canzoni tipiche sulla chiave di proposta di roba come "amici" e cose simili, per cui è ovvio che Mahmud & socio, a Sanremo, abbiano fatto incetta di voti e che abbiano, secondo certi sondaggi social, ottenuto ragguardevoli numeri di visualizzazione. Nel resto d'Europa, invece, specie del Nord, il criterio di consenso, va per ben altre impostazioni musicali, voci, personaggi, con uno spettro di ascolto molto, ma molto più ampio, al punto che mentre da noi, determinate espressioni musicali, sono considerate "orride", mentre "là sopra", hanno un consenso popolare molto elevato. Il tutto parte dal Metal Symphonic, il Gothic, Classic e simili, con sperimentazioni strumentali addirittura esasperate, mentre qui da noi siamo ancora fermi al Rock/Pop tendenzialmente neo melodico, quasi tutto omologato, sia nella formula musicale vocale, che strumentale. I Maneskin, diversamente da come viene detto (e scritto), non hanno per nulla "riscoperto il Rock". Il Rock c'era già da tempo, anche prima, solo che era stato chiuso in una specie di bolla. Il loro Management è stato molto abile a rilanciarlo e a cogliere lo slancio giusto. Ovvio che i rockettari, anche se non tutti, di almeno due generazioni, si siano ritrovati a proprio agio, in questa "riesumazione rockettara".

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E questa cosa ha dato slancio anche per quei gruppi ormai caduti in quiescenza e poca voglia di risorgere, dando loro la voglia di darsi da fare per spaccare, se non tutto tutto, almeno un bel po' di roba, dai loro palchi fisici, concreti, come da quelli virtuali delle varie piattaforme digitali. Chi ha vissuto il Rock degli Anni '60, '70, '80, sa bene che era nato come forma di ribellione, una sorta di rivalsa contro certi conformismi musicali, con tanto di odiose censure, mente si richiedevano, allora, giustizia e libertà. Dopo tutti quegli Anni, ecco che il Rock risorge, sia pure sotto diverse forme, sempre con quello spirito di ribellione, mentre negli ultimi due, tre decenni, si era fatto schiacciare da fenomeni Pop, più o meno melodici, da Talent Show, principalmente mediasettini, come da tanto presunto "italic rap", che ha di fatto, appiattito più o meno l'orizzonte musicale Italiano, non consentendo a veri talenti di emergere come si sarebbero meritati. Penso, personalmente, che il Rock sia stato condizionato, fino ad un anno, due fa, da una sorta di "coperchio" che lo tenesse compresso nel suo ambiente, tutt'altro che sopito, anzi e che poi, seguendo il teorema di Pitagora, avesse ricevuto quella spinta, dal basso verso l'alto, proporzionale al volume spostato nella sua immersione. Il fenomeno Maneskin è stato il classico tappo che non è più riuscito a trattenere la pressione ed è saltato, per cui, ora ecco uscire diverse band allo scoperto, con la speranza che questo fottuto Covid abbia smesso di rompere i cosiddetti (e non solo). I Kalush Orchestra, come diritto da vincitori, in un modo o nell'altro, piaccia o non possa piacere, sia in un certo senso una forma di promozione verso quell'espressione rabbiosa, tipica del Rock, per esprimere, in generale, al di là del brano specifico da loro proposto, sdegno, rabbia, dolore, forza di ribellione che, in moltissimi altri posti - inclusa l'Italia - potrebbe cambiare molte cose, ma che non si riesce a fare venire fuori, se non per delle fottute partite di calcio e basta...

Renato Garbin