NOVEMBRE 2022: Intervista a Giovanni Santese, “Questo amore” è il nuovo singolo ! A cura di Alessia Marani

Dall’11 novembre 2022 è disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale e in rotazione radiofonica “Questo amore”, il nuovo singolo di Giovanni Santese che anticipa il nuovo album.

“Questo amore” è un brano che riporta l’amore ad una dimensione umana, celebra l’incontro e lo scontro, il consueto e lo straordinario, è un canto che toglie, ma che togliendo aggiunge un qualche cosa di più. Gli attimi che non abbiamo per dirci quanto ci amiamo, gli attimi sprecati nelle noie quotidiane, il tempo dedicato a desiderare sempre qualcosa di più. 

Commenta l’artista a proposito del brano: “Questo amore cancella secoli di poesia alle storie d’amore ma ricambia con attimi di verità.”

Il videoclip di “Questo amore”, diretto da Lorenzo Kruger, parte da una suggestione contenuta nel testo: questo amore non è. Assecondandola il video diventa altro dalla canzone, attraversandola e donandole un nuovo piano di lettura.

Descrive così l’idea del videoclip il suo regista: “Molte canzoni che ascoltiamo vogliono raccontarci cos’è l’amore, quella di Giovanni cerca di dirci cosa l’amore non è. Questa formulazione del brano mi ha innescato una visione che diventa alternativa e allo stesso parallela al testo. Ho pensato a questa coppia che per tutto il video sembra incontrarsi ma che non si trova mai. Un amore che non è. Una coppia apparente come lo sono molte che vediamo per strada, che sembrano vicine ma che la vita, il tempo e le esperienze tengono su due piani sfalsati.”

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Giovanni Santese è un cantautore italiano. 

Il suo album d’esordio, prodotto da Taketo Gohara, sarà pubblicato a fine 2022 per Irma Records.
In precedenza ha pubblicato come non giovanni altri due album: “Ho deciso di restare in Italia” (2014 – Irma Records) finalista per l’assegnazione della Targa Tenco come Migliore Opera Prima 2015, e “Stare Bene” (2017 – Irma Records).

Ai precedenti due dischi sono seguite numerose date live in band e in acustico, che hanno toccato le principali città d’Italia e i club del circuito indipendente.

Giovanni Santese ha preso parte inoltre allo storico concerto del Primo Maggio di Taranto davanti a 100.000 presenze insieme a Fiorella Mannoia, Afterhours, Vinicio Capossela, Tre Allegri Ragazzi Morti e tanti altri.

GUARDA IL VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=4f697YNvRjo

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Ma Intervistiamolo ! Ciao Giovanni, Benvenuto su Almax Magazine.  Grazie a voi, piacere anche mio.

Percorso artistico?  Dopo una serie di lavori autoprodotti, ho pubblicato il mio primo album ufficiale, Ho deciso di restare in Italia, nel 2014, poi Stare Bene nel 2017, e adesso a breve questo nuovo lavoro, prodotto da Taketo Gohara, tutti i dischi sono usciti per Irma Records. Negli anni ho avuto le mie soddisfazioni, come la candidatura al Premio Tenco come miglior opera prima nel 2015, o anche solo suonare in tantissimi locali e festival della musica indipendente in Italia.

Influenze musicali? Sono cresciuto a musica italiana, tutti i cantautori, a partire dalla triade Guccini, De Andrè, De Gregori, per poi passare a tantissimi altri, ma amo tanto anche Dylan, che consumo a piccole dosi, per paura che un giorno mi venga a noia. Gli italiani, Dylan e qualcun altro sono riferimenti per quanto riguarda la scrittura, ma chiaramente ascolto ed ho ascoltato anche roba diversa, citarli tutti sarebbe un
po’ impossibile.

Come nascono tue sonorità? Tendo a dare molta importanza alle parole, perciò la musica per me è funzionale a vestire un testo, anche se la maggior parte delle volte scrivo le due cose contemporaneamente. Spesso le parole hanno già una loro melodia, e a seconda di come le metti insieme cantano da sole.

È più importante un buon cd o tanta esibizione live? Un bel disco è fondamentale, ma non sono molto legato all’idea di riprodurlo integralmente dal vivo, preferisco riarrangiare in parte le canzoni, per adattarle al diverso impatto che un live deve avere.

Che valenza ha l'aspetto estetico sul palco? L’aspetto estetico che contorna l’uscita di un disco o la produzione di un live, è una parte da curare con amore e dedizione, sempre dopo aver messo a segno delle belle canzoni.

Chi si occupa della tua sponsorizzazione? Lavoro fin dal primo disco con la label Irma Records, storica etichetta bolognese, e l’ufficio stampa Red&Blue di Marco Stanzani. Ci conosciamo da anni ormai, e sono grato a questa squadra di professionisti che mi sostiene fin dal primo singolo.

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Quale opinione a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? Trovo un po’ complicato rispondere a questa domanda, nel senso che mi piacerebbe dire che c’è spazio per tutti, e in parte ci credo, ritengo cioè che con il giusto lavoro nel tempo ognuno possa ritagliarsi la fetta di pubblico adatta a sé. Ma non posso fare a meno di constatare che il mainstream sia uno spazio complicato, assai poco vario, composto di artisti che nascono e muoiono alla velocità della luce, di mode che si spengono in fretta. E siccome lo spazio tra mainstream e indipendente si è fatto sempre più angusto, oggi è molto più difficile per un artista crearsi una sua storia, ignorando completamente le dinamiche legate alle grandi major. Qualche anno fa un artista indipendente avrebbe trovato molto più facile costruirsi una carriera di tutto rispetto, riempiendo i live, senza essere passato un giorno in radio, o avere fatto grossi numeri di vendite. Non penso ci sia una soluzione, bisogna capire le nuove regole del gioco, e se ci si riesce, giocarci.

Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? In un tempo che non è nemmeno quello della mia generazione, le etichette si prendevano il lusso di veder crescere gli artisti, dai primi dischi più acerbi, fino magari al secondo, terzo disco in cui la vena creativa fioriva nel suo splendore.
Ma oltre a un fatto di cultura per la canzone in sé, credo fosse più semplicemente una questione economica: c’erano molti più soldi da investire e lo si faceva. Oggi si dosano le risorse e si preferiscono quindi gli artisti già belli e finiti, che per qualche motivo, sono riusciti a creare rumore intorno a sé stessi. Insomma si è eliminato il rischio, e si punta alla resa immediata dell’investimento.

Mai fatto provini in qualche Talent show? Perché? No, per diversi motivi. Non mi sento un interprete, e per quanto negli anni siano poi passati sui palchi dei vari talent show anche dei cantautori puri, quel tipo di spettacolo richiede delle doti di flessibilità che io non credo di avere. Un’altra resistenza che ho è quella legata al giudizio: non mi piace molto l’idea di essere continuamente sotto la lente di un critico che dice la sua sempre e comunque. Questo non significa che io non accetti pareri o riflessioni sulla mia musica, ma l’aspetto della gara continua legato a qualcosa di artistico è qualcosa che nella mia mente fa scintille. Accetterei forse una cosa del genere in un palco come Sanremo, ma solo perché l’elemento gara in questo caso è leggermente mascherato dalla semplicità dello show che vede artisti susseguirsi uno dietro l’altro, cantando la canzone che hanno voluto portare.

Rapporto con i fan? Sono grato a tutti quelli che ad ogni uscita di singolo o album dedicano del tempo per farmi sapere quanto hanno apprezzato, quel sentimento, quel verso, quel ritornello. Senza un pubblico questo mestiere manca di un pezzo, per questo ho sempre tempo e voglia di rispondere a chi mi scrive o mi chiede qualcosa di persona riguardo alla mia musica.

Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica? Grazie alla musica continuo a fare esperienze che mai avrei potuto compiere in altro modo e conoscere sempre gente interessante ovunque. Non nascondo il desiderio di volere di più, come anche il fatto di attraversare momenti di scoramento, in cui tirando le somme le energie vengono meno. Ma questi momenti durano sempre un tempo limitato, non riesco a non ripartire dopo qualche giorno carico delle solite grandi speranze e aspettative.

Sogni nel cassetto? Il sogno è quello di vedere fiorire tutto il lavoro di questi anni in qualche cosa di grande e importante.

Progetti futuri ed aspettative? Nell’immediato c’è un tour che voglio duri per tutto l’anno prossimo. Poi un altro disco, e altri concerti, così fino a quando ne avrò voglia.

Grazie di essere stato con noi e a presto ! A presto !

 “Questo amore” è il nuovo singolo di Giovanni Santese su tutte le piattaforme di streaming digitale e in rotazione radiofonica dall’11 novembre 2022 che anticipa il nuovo album.

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