STEFI PASTORI GLOSS

Purtroppo (o per fortuna) da almeno sette anni si può dedicare alla scrittura a tempo pieno. Aborre l'uso di fotosciop per poter applicare con coerenza il suo Forforisma1 Pastorology preferito: “Indosso le rughe come medaglie”. La redazione dei Neologiorni2 si ispira all’ironia scanzonata di Gianni Brera e all’arricchimento del dizionario alla D’Annunzio.

Sceneggiatrice ghost writer nei Novanta per Benvenuti, Verdone, Brizzi, selezionatrice di opere letterarie sotto contratto, redige da circa tre anni un blog3 di recensioni dedicate a emergenti, il cui titolo è smaccatamente ispirato a Nanni Moretti. Le migliori recensioni sono ospiti di un podcast radiofonico4. Oggi si occupa di valutare solo quei grandi autori contemporanei che abbiano almeno una trasposizione in fiction al proprio attivo. Suo prediletto è Houellebecq. Grazie ad un ex partner, la si può fregiare dello pseudonimo di Gloss, Gruppo di Lavoro e Osservatorio Sessismo e Stalking. Nel 2013 esce CORPI RIBELLI - resilienza tra maltrattamenti e stalking. Nel 2020 è totalmente riscritto con gli indispensabili aggiornamenti legislativi. Diventa RINASCITE RIBELLI - resilienza nei maltrattamenti intrafamiliari e stalking, per il quale vorrebbe un nuovo editore che non sia mero stampatore. Nel 2016 è stata pure pubblicata una silloge poetica, MICA VAN GOGH, ispirata a Caparezza. La rivista online Dol's vara la sua carriera da novellatrice contro l'uso improprio degli stereotipi di genere.

Sta per firmare il contratto di edizione per il nuovo spicilegio di POESIE SPOLLICIATE, neologismo che riguarda lo scrivere coi pollici sullo smartphone, un altro ispirato al sito UPAG, intitolato PARERGHI POETICI, un’ulteriore raccolta di racconti dal titolo RESISTERE PER SOPRAVVIVERE - ciascuno a suo modo, ambientata durante la II Guerra Mondiale, a sfondo erotico. La spigolatura di novelle STEREOTIPI A BAGNOMARIA, già sotto contratto di casa editrice nel frattempo volta a migliori lidi che non quelli editoriali, è da pochi giorni al vaglio di successivo editore. Due romanzi, uno giallo, uno rosa erotico sullo stile di Cristina Comencini e David Foster Wallace, in corso di valutazione.

Tutt'ora è scrittrice fantasma per un'avvocata ninfomane, la famigerata @ninfoavvocata di Twitter; non se ne adonta, pur dovendo lottare con chi la crede tale, e comunque scrive per chiunque abbia idee ma non tecnica: redattrice della biografia personale del nonno di turno, il cui tronfio ego vuole lasciare traccia di sé ai nipoti, copywriter per il titolare della fabbrichetta di piastrelle, stufo della scarsa qualità di scrittura del figlio del fornaio per redigere il proprio sito internet, scrittrice del fotografo di fama che negli Ottanta si scoprì make-up artist (e gayo) per Versace a Milano, pur di fuggire dalle OP (Oppressive Puglie). È convinta da sempre che sia meglio essere cretini che troppo intelligenti: si soffre di meno. Lo straripante successo letterario di una partecipante ad un Reality televisivo lo conferma.

Intervista:  https://www.youtube.com/watch?v=6moovcL31i8

Recapiti per collaborazioni artistiche

Stefania Pastori (Stefi Pastori Gloss)

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1 Forforisma [for-fo-rì-sma] SIGN Aforisma faceto, non serioso, frutto di grattacapi dovuti alla forfora.. Dalla voce medicale [fór·fo·ra] ‘Fine desquamazione lamellare frequente in quelle parti della pelle che sono coperte da peli’. Quello di questo neologismo è un caso curioso: nonostante si possa ormai classificare come nato da donna, non è poi così incomprensibile che sia nato anche da uomo. La paternità (o meglio, la maternità) è di chi compila il significato dei vostri neologismi, ma coadiuvata come nella migliore tradizione creattiva (con due T) da un uomo, ormai perduto amico. La curiosità non è binaria, e nella sua scala il forforisma non siede sui gradini delle parole incomprensibili - si continua a usare da un paio d'anni, ovvero da poco, ma avrà successo. Almeno quanto gli aforismi di Lord Byron. Almeno quanto è frequente la forfora sulle teste degli esseri - a volte senzienti - come quelli umani. Il suo significato è semplice: siccome l'autrice degli aforismi grattacapo è autoironica e non desidera salire in cattedra e fare la maestrinadallapennarossa, ha preferito attaccare alla desinenza -isma dell'aforisma un po' di forfora per sdrammatizzare, augurandosi che non diventi un fondamentalismo. Questo tipo di -ismo è da temere. Ora, non serve essere grandi poeti per intendere come è che figuratamente si possa usare questo termine. Non serve, per quanto la prima attestazione di rilievo di quest'uso sia giusto nella prima metà dell'anno 2017, nel corso di un concorso letterario in quel di Città del Sole (ebbene, sì, proprio la tanto vagheggiata dal Tommaso Campanella, frate dominicano ispirato dalla Repubblica di Platone. Scritta sotto forma di dialogo tra l’Ospitalario, cavaliere dell’ordine di Malta, e il Genovese, nocchiero di Colombo, trattasi di città ideale per leggi e costumi, ma tuttavia utopica. È retta da un Principe Sacerdote, chiamato Sole che detiene assoluto potere spirituale e temporale. I requisiti fondamentali di questo governatore devono essere: erudizione, saggezza, conoscenza sia dal punto di vista teorico e pratico, creatività e vena artistica. Inoltre deve avere più di trentacinque anni perché abbia l'esperienza necessaria a condurre lo stato. Ora voi capite come in siffatta località, sia agevole inventare qualcosa di fruttuoso, succoso, fantasioso come ‘forforisma’. Ascoltatene la dolcezza sul palato, la scioglievolezza che scorre sulla lingua, fino a chiudere le labbra in un suono materno e vi convincerete d'emblée della sua validità estrema. Comunque, poeti e no, si bacchetta un impenitente amorale con il forforisma, si resiste al fallimento di amori e amicizie con il forforisma che ricorda una fiducia assoluta nelle proprie capacità, e si rimembra il forforisma dell'amore di mamma che non ci lascia mai nudi. Non è una sentenza inappellabile, non mantello protettivo a fare da corazza di armadillo, non rinserra come un'armatura: il forforisma, col suono farfallino e materno (f-f-ma), ha un fascino démodé, quasi cerimonioso. E la frase in cui è usato non passa inosservata.

2 Neologiorno, neologismo. Nasce dal motto “un neologismo al giorno toglie il medico di torno”. I neologismi sono stati recentemente sdoganati dal petaloso dell’Accademia della Crusca e dal webete di mentaniana creatività.

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