MAGGIO 2021 INTERVISTA ESCLUSIVA AL GRANDE LUCA WARD Testo di Alessia Marani e Foto di Archivio

Ciao Almax Friends e ben arrivati ! Questo mese abbiamo un' emozionantissima intervista con il mitico Luca Ward che non ha sicuramente bisogno di presentazioni: Ha dato la voce a Russell Crowe nel Gladiatore, a Samuel L. Jackson in Pulp Fiction, a Pierce Brosnam in James Bond, e anche a Hugh Grant nel Diario di Bridget Jones. E questo solo per citare alcuni nomi. Luca Ward è senza dubbio il più celebre doppiatore italiano, ma è anche molto di più. E’ un attore di straordinario talento che ha calcato palcoscenici leggendari e che è diventato un volto noto del piccolo schermo per aver preso parte a fiction di successo come Centovetrine ed Elisa di Rivombrosa. Il pubblico lo ama e lo segue con grandissimo interesse sui social, dove raccoglie più di un milione di fan grazie alla sua ironia e alla sua genuinità. Ma la verità è che di lui si sa molto poco. L’adolescenza difficile, gli amori appassionati e il legame indissolubile con il mare: per la prima volta, Luca Ward si mette a nudo. Un libro sorprendente che racconta, attraverso aneddoti e ricordi, tutta la verità sul mondo del cinema e del doppiaggio, e che non risparmia il lato più intimo e privato di Luca Ward. Una storia che diverte e commuove in tutti i modi possibili.

GUARDA IL VIDEO COMPLETO DELL'INTERVISTA SU YOU TUBE : https://www.youtube.com/watch?v=L3Zu8hlw1Fs

Ciao Luca, ben venuto su Almax Magazine, è un piacere ed un onore poterti intervistare.

Grazie dell'invito.

Parlando dell'uscita del tuo primo libro "IL TALENTO DI SSERE NESSUNO" Quanto è stato difficile esporsi a livello emotivo?

Nessuna difficoltà, un pò nell'immaginario, noi attori siamo visti come persone inarrivabili, mentre invece siamo esseri umani normalissimi. Io sono un ragazzo di Ostia, figlio di attori non particolarmente blasonati, anche se mio padre e mia madre non ci hanno mai fatto mancare nulla. La vita dell'attore negli anni '60 non era facile, non è facile adesso, figuriamoci allora.

Il segreto del tuo successo?

Non c'è il successo, c'è il lavoro. Bisogna lavorare sodo e rimboccarsi le maniche, soprattutto se non si è raccomandati. Quanto può valere la critica di un critico? Marcello Mastroianni stesso mi invitò a non leggere le critiche, costruttive o non costruttive che fossero. A me piace far divertire anche i miei fans sui social, soprattutto in questo periodo dove siamo silurati di brutte notizie. Negli altri Paesi non è così.

Mai fatti gesti scaramantici?

No, pensa che i miei colleghi mi chiamano IL DISSACRATORE, perchè io dissacro tutto ! il teatro è un'aggregazione pazzesca di esseri umani, dove si convive insieme, si piange e si ride. Non è un tempio sacro con la famosa quarta parete di cui anche Vittorio Gassman spesso mi parlava quando avevo 18 anni. Io non faccio riti scaramantici, arrivo sempre all'ultimo minuto, faccio sempre un casino pazzesco. Mi piace rendere tutto leggero senza regole ed impostazioni.

E' stata mossa una critica, tempo addietro e cioè che in tutti i film italiani si parli troppo spesso solo in lingua romana, che ne pensi?

Ma perchè noi facciamo sempre i soliti film dove Roma Capitale vince. Però questa critica è vera perchè gli attori a tutt'oggi parlano un dialetto diverso, strascicato. Il dialetto romano vero era quello di Alberto Sordi.

Le donne più importanti della tua vita?

Guarda, io sono sempre stato molto fortunato con le donne. Mia madre è stata una donna meravigliosa, rimasta vedova a 34 anni con tre figli (e all'epoca era un problema grosso) che anzichè metterci in un collegio ci ha insegnato a cavarcela da soli. Mia madre inoltre era una donna bellissima, si fermava il traffico quando passava mamma, mio fratello Andrea le copriva le cosce con il giubbottino per non farle vedere a nessuno. Poi c'è stata mia sorella Monica che è il vero e sacro fuoco dell'arte ed è la donna più buona del mondo, parte integrante della mia vita. Ci vogliamo un bene dell'anima. In seguito è arrivata mia prima moglie Claudia, la doppiatrice di Meg Ryan, la madre della mia prima figlia Guendalina. Una donna bellissima, intelligente, sveglia, che mi ha sempre spronato. Lei mi ha conosciuto quando ero un vero ribelle e se ho potuto scalare le vette dell'arte è stato anche grazie a lei. Successivamente è arrivata la mia seconda moglie, Giada, con la quale ho avuto altri due figli, e chi l'avrebbe mai detto ! Ancora ad oggi i miei colleghi mi chiedono come abbia fatto ad accalappiarla perchè era considerata una donna inarrivabile. Io con lei ho ricostruito la mia vita.  

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Secondo te, perchè tante piattaforme importanti come Amazon Prime, Netflix e via dicendo, non investono maggiormente sul doppiaggio? 

Perchè si parte dall'idea e dal presupposto che in Italia il doppiaggio sia un'eccellenza, ma non è così, è un lavoro pieno di farabutti. Ci sono tante società non certificate. Stiamo lavorando per rimettere a posto la situazione, anche perchè giustamente la gente si lamenta.

Sei mai diventato fans di un tuo personaggio o di un film o una serie che hai doppiato?

Dipende, diversi e diverse, soprattutto se sono storie vere. Il Gladiatore è stato il film che però mi ha fatto riamare il cinema.

Hai invece mai conosciuto dal vero, personaggi che hai doppiato?

Si, mi volle conoscere nel 2005 Russell Crowe, per il film "rapimento e riscatto" che mi disse "Io e te, recitiamo nello stesso modo!".  Un altro fu Hugh Grant, un attore con una cultura straordinaria. In una trasmissione da Fazio, Hugh Grant disse: "Io Ogni volta che ascolto la mia voce doppiata da Luca Ward imparo qualcosa della vostra lingua". 

Piu' difficile doppiare un film o un cartone animato?

I cartoni animati sono diventati davvero impegnativi e spesso viene messa la nostra voce su quella degli animali. I cartoni animati inoltre sono fatti per i bambini che sono un pubblico molto particolare. Ai bambini non puoi fare la cattiveria di cambiare una voce che gli è diventata familiare.

Quando hai sentito l'arrivo del successo?

Io ero veramente una schiappa a fare il doppiaggio, perchè non riuscivo a capire il meccanismo. Il doppiaggio è una tecnica, è una macchina difficilissima da usare. Io ho impiegato molto tempo a capire come poterlo fare al meglio. Mi sono dovuto impegnare seriamente ed invece che andare in discoteca mi cimentavo a casa ad incidere e a riascoltare la mia voce per capire questo benedetto meccanismo, anche perchè ho iniziato sin da piccolo a fare l'attore ed ero abituato a mettere la mia fisicità oltre che la voce in un film e quindi a tenere le mie pause, non quelle degli altri, ad avere la mia respirazione, non quella di altri, e via dicendo. A forza di impegnarmi e di studiare però sono finalmente arrivate le soddisfazioni. Un bel giorno, ricordo, che mentre stavo interpretando al leggio un personaggio minore, fui chiamato dal direttore che mi disse che ero stato scelto per interpretare finalmente il mio primo attore principale. Così due mesi dopo venni contattato per doppiare un personaggio protagonista: Eric Roberts nel film "A 30 secondi dalla fine" nel 1983. Quello fu il lavoro che mi aprì la strada per lasciare la carriera dilettantistica. Avevo sudato talmente tanto per arrivare ad alti livelli che non mi sarei mai fatto scappare per nulla al mondo la possibilità di diventare un veterano del mestiere.

Come è stato il primo doppiaggio di 007?

Da cardiopalma. Mi chiamarono a fare il provino per la voce di Sean Connery, in tantissimi prima di me avevano già tentato. Quando arrivò il mio turno, io mi emozionai talmente tanto che non riuscì a farmi uscire le parole. Successivamente il direttore di doppiaggio, Pino Colizzi,  che mi conosceva molto bene ed aveva capito benissimo la situazione, trovò un escamotage per farmi ritentare e ritentando da tranquillo il ruolo diventò mio. E dire che dovevo dire solo: "Sono Bond, James Bond".

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Hai mai avuto delusioni?

I treni in faccia sono arrivati a tutti. Me la presi solo una volta per un film bruttissimo dove non mi fecero doppiare Russell Crowe e anche i miei fans fecero una vera e propria ribellione. Questo mi fece molto piacere.

Il fatto di fare teatro è un ostacolo per entrare nel mondo del cinema?

Solo in Italia ci sono gli attori di teatro, cinema, televisione, doppiaggio... negli altri Paesi questo non accade. Teatro, cinema, televisione e doppiaggio si interscambiano in tutto il mondo, eccetto che in Italia e questa è una cosa sbagliata !  Ci stiamo impoverendo di attori. Non abbiamo più fantasia e non siamo più concorrenziali con il mercato internazionale. e pensare che gli sceneggiati li abbiamo inventati noi in Italia negli anni '50!  Tutto il mondo ci osannava. Oggi i nostri programmi e le nostre fiction non sono più interessanti ed anche se ci sarebbe la possibilità di ritornare agli antichi albori,  soprattutto nel mercato tecnico che è molto evoluto, la cosa non interessa.  Trovo che questo sia davvero desolante.

Ci fai un saluto speciale per i tuoi fans?

Un saluto a tutti i lettori di Almax. Speriamo di vederci presto nei teatri di tutt'Italia anche se ci sarà bisogno di organizzazione ma ci stiamo lavorando.

Grazie a Luca Ward per questa splendida intervista sperando di ritrovarlo quanto prima nuovamente con noi di Almax.

Speciali ringraziamenti anche a Sandro Serangeli e Francesca Brugnoli che hanno reso possibile questa intervista.

GUARDA IL VIDEO COMPLETO DELL'INTERVISTA SU YOU TUBE : https://www.youtube.com/watch?v=L3Zu8hlw1Fs