Progetto Almax

15112015

2013 Giugno - Street Dance - DARK SIDE

Ciao Raoul e Dark side vi ringraziamo per la vostra partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. Il vostro percorso? Raul lavora da anni come insegnante e coreografo di streetdance e gli altri componenti del gruppo sono tutti suoi allievi. Col tempo fra tutti i ragazzi si è instaurato un rapporto di grande amicizia che ha portato alla formazione di un gruppo performativo composto inizialmente da 14 elementi che grazie ad un grande affiatamento è riuscito a vincere nel corso degli anni svariati trofei e competizioni. Crescendo come si sa, si cambia e molti hanno abbandonato il mondo del ballo. I componenti restanti però hanno continuato e col sogno condiviso di ballare e creare qualcosa di innovativo e originale hanno dato via al progetto “Darkside” che è attualmente formato da cinque elementi: Raul, Michele, Claudio, Mauro e Ingra. Modelli a cui vi ispirate? I Darkside sono stati uno dei primi gruppi locali a utilizzare più stili nelle stesse coreografie, cosa un tempo insolita, oggi al contrario comune. Il mondo della streetdance è molto cambiato negli ultimi anni a causa delle progressiva scomparsa della base Funk nei brani Rap, in origine anima pulsante della musica sulla quale allora si ballava l’Hip Hop appunto. La nascita poi di nuovi generi musicali quali ad esempio la Dubstep o il ritorno della Dance stile anni '90 ha obbligato i ballerini a ideare nuovi passi e di conseguenza nuovi stili ballabili su qualsiasi tipo di musica sfruttando la fusione con altre danze quali il Modern-Jazz o la Salsa. Queste fusioni hanno portato a rendere molto difficile la creazione di qualcosa di davvero innovativo. Cercando di distinguerci dagli stili che vanno più di moda al momento in Italia abbiamo deciso di seguire lo stesso modo di lavorare dei gruppi che secondo noi sono i più originali a livello mondiale come i Jabbawockeez, la Quest Crew, i Poreotics e gli I.Am.Me Crew cercando di dare comunque un’improntapersonale alle coreografie che ideiamo. Come nascono le vostre coreografie? E' più importante una buona reclam o tanta esibizione live nei locali? E’ grazie alle esibizioni nei locali più importanti della provincia che il gruppo ha avuto modo di farsi conoscere ma la TV e il web permettono una visibilità a livello globale ed è ciò sù cui stiamo puntando maggiormente. Le coreografie nascono dalla fusione delle idee di tutti i componenti tenendo sempre conto di ciò che potrebbe essere più adatto al tipo di pubblico a cui il nostro lavoro è indirizzato. Che valenza ha l'aspetto estetico sul palco? L’immagine è un elemento fondamentale per tutte le discipline del mondo dello spettacolo. Chi si occupa della vostra sponsorizzazione? Dopo tanti sacrifici siamo riusciti a farci apprezzare e ora ci sono locali e organizzazioni di eventi che si affidano a noi per i progetti attinenti al ballo. Che opinione avete riguardo il panorama artistico coreografico in Italia? In Italia abbiamo dei grandissimi artisti apprezzati in tutto il mondo. Girando abbiamo però scoperto che per certe cose siamo ancora molto indietro. Non stiamo parlando di tecnica ma di mentalità. C'è una paura radicata nello sperimentare, nel tentare nuove strade. Lo abbiamo capito a nostre spese. Spesso siamo stati criticati da altri gruppi e presi poco sul serio perchè non seguiamo la moda del momento ma noi preferiamo andare per la nostra strada. Perchè viene dato così poco spazio agli esordienti? Non siamo del tutto d'accordo. La crisi economica che stiamo vivendo ha portato forse a solo un unico vantaggio ed è proprio questo: più spazio agli esordienti. E' possibile verificare questo nelle fiere di paese dove mentre un tempo si chiamavano come ospiti grandi artisti ora mancando fondi si organizzano sempre più spesso eventi ispirati al programma TV "La Corrida" di Canale 5 dove appunto artisti esordienti possono mostrare il loro talento. Il risultato di questa scelta si sta rivelando vincente: il pubblico si diverte; lo spettacolo è vario e longevo e i costi sono ridotti ai minimi termini. Anche la TV si è adeguata: programmi come "Italia's Got Talent", "Amici" e "X-Factor" fanno milioni di ascolti grazie ad artisti esordienti. Mai fatti provini per talent? Perché? In realtà sì! Raul trà il 2002 e il 2003 ha partecipato ad uno speciale di "Amici di Maria De Filippi" dopo aver passato una selezione di 30000 aspiranti. Michele e Mauro per due volte sono arrivati in finale nei webcasting indetti dalla Citroen per ballare al concerto degli LMFAO. Un sogno di tutti è quello un giorno di ballare una nostra coreografia tutti insieme per un programma TV importante e farci conoscere e apprezzare dal grande pubblico. Rapporto con i fan? Siamo un semplice gruppo di amici con la passione del ballo che si impegnano in quello che fanno, parlare di fans sarebbe un po' troppo presuntuoso. Abbiamo amici conosciuti in giro nelle varie serate che apprezzano il nostro lavoro, che ci seguono e ci sostengono in questo percorso e con loro ovviamente il rapporto è fantastico! Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo l’arte? Se non ne valesse la pena non lo farebbe nessuno. E di fatti non lo fà quasi nessuno... He He He!!! Scherzi a parte, non sono solo i traguardi che raggiungi, è un fatto di energia. E' difficile da spiegare. Se ci mettiamo a contare materialmente sono più i svantaggi che il resto: allenamenti fino a tarda notte; un sacco di spese trà affitto salette per allenarsi, costumi di scena e spostamenti; discussioni a non finire per trovare un accordo comune sulle coregrafie e le scelte musicali; poco tempo per sè stessi; retribuzioni o rimborsi spese solo in rari casi; finti professionisti che ti illudono promettendoti "mari e monti" per rivelarsi solo dei parolai... Ma se ci fermiamo a pensare alle emozioni che proviamo nel sentire le reazioni positive del pubblico quando balliamo tutti insieme una nostra coreografia scatta dentro di noi un qualcosa di inspiegabile. L'estate scorsa abbiamo aperto il concerto dei Sonohra e ci siamo esibiti davanti una folla urlante di 10000 persone ed una cosa inenarrabile, pochi minuti che valgono un anno di sacrifici. Sogni nel cassetto? Come gruppo è quello di riuscire tutti a mantenersi economicamente grazie a questo progetto e per farlo è molto importante farci conoscere e apprezzare dal grande pubblico. Progetti futuri ed aspettative? Abbiamo un sacco di progetti imminenti importantissimi ma dobbiamo stare con i piedi per terra e concentrarci sul lavoro da fare. Aspettative mai, sono pericolose. L'importante e metterci il cuore e l'impegno e i risultati poi arrivano da soli. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Alessia Marani – Almax]  

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