Progetto Almax

15112015

Big LUCA BONAFFINI

Gli esordi e l’incontro con Pierangelo Bertoli

Luca Bonaffini, nato a Mantova il 28 ottobre 1962, cresce in un ambiente famigliare fortemente influenzato dalle discipline artistiche.Appena quindicenne, dopo diversi approcci con le sue grandi passioni – il disegno e il teatro – impara a suonare da autodidatta la chitarra, scoprendo i vinili dei cantautori, soprattutto italiani, ma anche americani, francesi e spagnoli.Diplomatosi maestro elementare, interrompe la carriera degli studi universitari per dedicarsi completamente alla passione della chitarra e della scrittura di canzoni.Nel 1983 incontra Pierangelo Bertoli che, dopo un lungo periodo di osservazione, lo inserisce come autore nei suoi album (“Barbablù”  in Canzone d’autore nel 1987 e successivamente “Improvvisamente”  in “Sedia Elettrica” nel 1989).Nel frattempo, dopo aver partecipato al Premio Rino Gaetano per ben due volte (1986 e 1988), la Carrere Italy (guidata dalla talent scout Rosanna Bergonzi), gli fa firmare il suo primo contratto discografico (novembre 1988). Bonaffini pubblica il suo primo album (previsto per la Clou disque) registrandolo con mezzi di fortuna e il supporto di alcuni amici della sua città.Nasce  la prima opera discografica, “Astrologia” , che contiene 9 canzoni di vario genere, lasciando perplessi critica e pubblico soprattutto per la scelta degli arrangiamenti. Il disco non ha grande fortuna, nemmeno quando nel 1989 viene proposto al Festival di Sanremo (il primo della gestione Aragozzini) e l’artista, rimasto sotto contratto con la Carrere, inizia a collaborare con Patrizia Bulgari, per la quale scrive alcune canzoni dell’album “Venere Ferita” (Carrere 1990) diventandone anche produttore artistico.

Il disco “Oracoli” e l’esperienza “BLEZ”

Sono anche i mesi in cui però Pierangelo Bertoli, cambiata azienda discografica, passato dalla CGD alla Dischi Ricordi, progetta un nuovo lavoro discografico e propone a Bonaffini un disco a quattro mani. Nasce “Oracoli” (Ricordi, 1990) che, portando in petto brani forti e orecchiabili, convince la casa discografica a investire sull’artista emiliano.“Chiama piano”, singolo del 33 giri, diventa grazie anche alla partecipazione di Fabio Concato e Grazia Di Michele, un tormentone radiofonico e poi un videoclip di successo, dovuto anche alla presenza degli attori del film Mery per Sempre (tra i quali un giovanissimo Francesco Benigno). Bonaffini viene portato in tourneé da Bertoli, come chitarrista acustico, armonicista e vocalist e in quest’occasione interpreta dal vivo, in qualità di ospite, alcune sue canzoni.La collaborazione tra Bonaffini e Bertoli prosegue per altri tre anni passando attraverso due Festival di Sanremo e  due 33 giri “Spunta la luna dal monte e gli altri successi” (1991) e “Italia d’oro” (1992).Nel 1992 il cantautore sassolese decide di produrre Luca: nasce l’idea di un duo Simon & Garfunkel all’italiana, sfruttando la modalità country con la quale il musicista mantovano si è fatto conoscere. Scrive una decina di pezzi e, incontrata l’altra parte del duo, il modenese Ermanno Zanfi, incide i provini.I pezzi, finiti sulla scrivania di Caterina Caselli, suggeriscono a quest’ultima l’idea del disco Blez, o meglio B.L.E.Z. (nome d’arte composto dalle iniziali dei due artisti Bonaffini Luca, Ermanno Zanfi). Il disco esce nell’autunno 1993, contemporaneamente a “Gli anni miei” (Ricordi 1993), che contiene altre canzoni firmate da Bonaffini.Dalla sperimentazione alla scoperta del teatro canzoneAbbandonata la carovana Bertoli, Luca Bonaffini decide di provare nuove strade: dopo tre anni di pausa, essendo entrato in contatto con nuove realtà, torna in sala d’incisione e realizza prima “Minora” (Giungla records, 1996) e poi “Prima di oggi era già domani” (Giungla records, 1997). Il primo, prodotto insieme a Gianni Mocchetti – rock’roller degli anni ’70 noto soprattutto per i concept sperimentali realizzati con Franco Battiato (Fetus, Pollution… ect) –, esce ancora come “duo”. Non sono più i Blez, ma questa volta i Cronache , composto dagli stessi Bonaffini e Mocchetti. L’operazione è alquanto bizzarra perché i due decidono di riproporre il testo sacro (libro dei dodici profeti minori) con atmosfere e arrangiamenti classici del rock’n roll anni 50.Quasi contemporaneamente Bonaffini, che frequenta grazie a Iskra Menarini (storica corista di Lucio Dalla) gli ambienti bolognesi, incontra Walter Mameli (allora art director della double face e produttore negli anni 90 di Cesare Cremonini), che del cantautore mantovano preferisce recuperare la vena più country folk. È così che Luca torna sul mercato dopo quasi 10 anni col suo nome e il suo cognome in un album (“Prima di oggi era già domani”) dalle sonorità unplugged, mirato a valorizzare la sua voce e soprattutto la sua abilità chitarristica. Il cd contiene 9 cover di brani italiani molto famosi, suonati alla James Taylor, e un unico inedito sullo stesso genere.Nel 1997 l’artista riceve l’incarico di Direttore Editoriale del mensile “L’informagiovani” (edizioni Nord Press Verona) divenendo punto di riferimento per la realtà giovanile locale. Le istituzioni pubbliche lo invitano ai tavoli di discussione ma lui, maggiormente interessato al suo percorso artistico più che alle riunioni noiose della politica, ben presto ritorna alla sua musica.
Luca Bonaffini con Gianni Minà. Nel marzo 1998 pubblica con un’etichetta indipendente (Archimedia) l’album “Scialle di pavone”. Il cd, che continua la linea unplugged da lui inaugurata con “Prima di oggi era già domani”  è considerato uno dei più belli del cantautore.Ispirato a un quadro di suo padre pittore,  il brano dà il titolo al lavoro discografico e suggerisce un viaggio interiore e minimalista che si traduce in altri 10 brani, recuperati dal suo repertorio già inciso.Ma quella che dovrebbe essere una raccolta di canzoni, ben presto diventa un progetto che si trasforma prima in tourneé (“I nidi del pavone”, 1998) e poi in un libro multimediale (“Scialle di pavone: un racconto, una canzone e il videoclip”) che comprende una autobiografia letteraria, una versione inedita e orchestrale del brano e un videoclip dello stesso (ideato da Amedeo Palazzi e diretto da Stefano Cantaroni della Pressing di Lucio Dalla). Il libro riceve nel 1999 il Premio Quipo al MEI di Faenza come “miglior progetto multimediale”, anno in cui Bonaffini apre le porte a nuove esperienze di contaminazione con il teatro canzone e pubblica (sempre per Archimedia) “Il ponte dei maniscalchi”. Si tratta di un album concept  dove il cantautore, influenzato da “Il Secolo breve” di Hobsbown, si cimenta nel racconto delle apocalissi scampate degli ultimi cinquant’anni di storia.

La collaborazione con Flavio Oreglio e il terzo periodo.

Nel 2000, in un breve tour – grazie ad una performance di rottura che vede la partecipazione di José Seves degli Inti Illimani, Claudio Lolli, Claudio Batta e Stefano Chiodaroli e che tocca tra le altre tappe Milano e il Teatro Zelig – incontra dopo dieci anni il cantautore comico Flavio Oreglio. Ha inizio così con il 2000 il terzo periodo della storia artistica di Bonaffini.Abbandonata Archimedia, in grave crisi finanziaria, l’artista collabora a tempo pieno con Flavio Oreglio. Insieme producono l’album “Ho un sacco di compiti per lunedì” (Ideasuoni 2001) e creano il progetto Musicomedians. Poco dopo Oreglio sfonda con “Il momento è catartico” e firma con Zelig un contratto di esclusiva perseguendo la strada del cabaret e abbandonando momentaneamente la canzone d’autore. Nel 2002 però Bonaffini, coerente alle sue scelte, pubblica un nuovo album.Si tratta di “Treni” che, grazie a Edoardo De Angelis e alla conduttrice radiofonica Lella Carcereri, pubblica per Azzurra Music. Il disco è decisamente più orecchiabile dei precedenti – allegro e pop – ma assolutamente in linea con il suo genere. Intanto il cantautore, ricontattato dopo quasi dieci anni dal team di Bertoli, si riavvicina a quest’ultimo per riprendere i concerti dal vivo. La presentazione dell’album “Treni” avviene in anteprima al Concerto del 1° maggio di Potenza di Pierangelo Bertoli dove i due si promettono reciprocamente di rivedersi il 5 novembre al Teatro Zelig insieme a Oreglio e agli altri comici per festeggiare il compleanno del vecchio amico emiliano e l’uscita ufficiale dell’album, prevista proprio per quel giorno. Promessa purtroppo impossibile da mantenere perché il destino vuole che quello di Potenza sia l’ultimo concerto dei due artisti insieme, dato che Bertoli morirà pochi mesi dopo – il 7 ottobre – di cancro.Il 2003 prosegue tra date e promozione, dignitosamente, fino a dicembre, quando l’artista cambia per l’ennesima volta scuderia discografica e chiede a Oreglio di occuparsi della regia del suo nuovo spettacolo teatrale “La canzone va a teatro”. Il poliedrico scrittore catartico accetta la proposta mentre Nota Music sponsorizza il cd contenente i brani dello show. “La canzone va a teatro” (album e cd) viene presentato nel marzo 2004 a Mantova in occasione del Mantova Musica Festival (Il cosiddetto Controfestival voluto da Nando Dalla Chiesa contro il Sanremo di Toni Renis).L’album, un estratto live dello spettacolo , rievoca le operazioni disco-teatrali del Giorgio Gaber degli anni 70-80, anche se il disco non contiene nemmeno un inedito. L’associazione Gaber, l’anno dopo, lo invita tra i dieci finalisti del Festival Teatro Canzone.Nel 2006 incontra nuovamente Luciano Nicolini (che gli aveva pubblicato “Prima di oggi era già domani” e “Minora”) che, abbandonata la Giungla Records e fondato le edizioni musicali Teorema, gli offre la propria consulenza discografica ed editoriale. Bonaffini nello stesso anno realizza due singoli: “L’altro paese” colonna sonora del Centenario della CGIL, arrangiato dalla band Terzobinario, e “La bella forza” (Inno ufficiale del volontariato, sponsorizzato dal CSVM), arrangiato da Emiliano Paterlini e cantato in coppia con cantautore comico Sergio Sgrilli.Mentre escono sul mercato diverse iniziative legate al nome di Bertoli (… “A Pierangelo Bertoli”, album tributo pubblicato da Sugar nel 2005, che contiene “Chiama piano” cantata da Nek, e il triplo “Parole di rabbia, pensieri d’amore” – cofanetto antologico che contiene quasi tutti i brani scritti insieme da Bonaffini e Bertoli –), il cantautore collabora nuovamente con Flavio Oreglio, per il quale firma “Anima popolare” inserita nell’album “Giù” (Catartica records, 2008).Il 25 maggio 2007 pubblica il suo nono album “Nessuno è scomparso” (Teorema, 2007).Quest’ultimo, considerato il concept meglio strutturato e completo di Bonaffini, diventa da semplice album un progetto intermediale che coinvolge intellettuali, artisti e operatori culturali mantovani e non solo. Un libro, una mostra e uno spettacolo teatrale aventi lo stesso titolo (“Nessuno è scomparso” appunto) e gli stessi protagonisti, tra i quali un fantomatico signor Nessuno sopravvissuto alla mancata apocalisse del terzo millennio, raccontano  la scomparsa dei valori e delle ideologie del Novecento, tracciando un ritratto amaramente sarcastico di sette eroi negativi della società contemporanea.L’operazione, ben articolata e originale, s’interrompe nell’aprile 2008, due giorni prima del debutto del tour teatrale con la regia di Federica Restani, prodotta da Ars spettacolo, a causa di problemi di salute del musicista mantovano.È solo nel novembre 2008 che Bonaffini ricompare, precisamente al Premio Tenco, in occasione della presentazione del doppio album “Quelle piccole cose” dei “Pam brumisti” (Alabianca group), dove l’artista è chiamato a interpretare un brano di Sergio Secondiano Sacchi, scritto negli anni 90, intitolato “Italia”. Proprio in quest’occasione, durante la presentazione del prezioso cofanetto, Sacchi chiama sul palco l’artista mantovano, definendolo “Il Cantautore MIliardario“, ironizzando sulla sua storia musicale anomala, fatta di produzioni di altissimo livello che non hanno riscontro nel mercato.

Le rassegne, la direzione artistica e altri progetti culturali

Dopo due anni di pausa, nel 2010, scrive la colonna sonora del Premio Isabella d’Este ( il brano “Isabella d’Este”, firmato per il testo dall’esordiente Laura Tempesta) debuttando anche come produttore e regista teatrale.Nell’ottobre dello stesso anno crea, insieme ad alcuni artisti mantovani, la Compagnia del Teatro delle Arti curando la produzione artistica e la regia dello spettacolo teatrale “Nessuno è Scomparso”,  in una versione completamente nuova.Nel febbraio 2011 fonda l’impresa di arte, musica e spettacolo Dolce Marilyn – diventandone direttore artistico e occupandosi di produzioni musicali e teatrali mirate alla promozione di eventi culturali e di musicisti (prevalentemente cantautori o interpreti di canzoni d’arte e d’autore).Nel novembre 2011 pubblica all’interno del libro “Dottore, vorrei un rene nuovo…” – curato da Elisabetta Di Dio Russo, per raccogliere fondi in favore della ricerca medica dei pazienti in dialisi – un racconto intitolato “La statura della vita”.Insieme a Stefano Caprioli, designer e image-maker milanese, realizza in poco più di un anno quasi cinquanta spettacoli, tra cui la seconda edizione del Premio Isabella d’Este, il recital di teatro canzone di Dario Gay (celebre negli anni 90 come cantautore) “D(i)ARIO GAY – ognuno ha tanta storia” scritto dallo stesso Bonaffini con Enrico Ruggeri, trattando il difficile tema dell’omofobia, e molti altri spettacoli (“La musica che resta – omaggio a Rino Gaetano”, “Amare da morire”, “Tanzbah, ricordi di un ragazzo ebreo”, “La canzone va a teatro, ovvero i nuovi cantautori”). Il 14 agosto 2012 riceve il Premio Postumia come operatore culturale e  pubblica Stelle e lune d’autore,un breve saggio che parla di canzone d’autore e astrologia contenuto  all’interno del prestigioso cofanetto/libro Dei Tarocchi del Mantegna e di Arcani Misteri (edito da Il Cartiglio Mantovano, curato da Monica Bianchi e scritto da autori vari), che viene presentato il 6 settembre 2012 tra gli eventi collaterali del Festivaletteratura di Mantova.

Il ritorno e lo “scoglio” dei suoi primi cinquant’anni

Il 29 settembre, dopo cinque anni di assenza, torna sul palcoscenico per un breve cameo all’interno del tributo a Pierangelo Bertoli “Canterò le mie canzoni per la strada”, cantando insieme ad Alberto Bertoli (figlio di Pierangelo) “Chiama piano”. All’evento, organizzato dal Comune di Modena, partecipano anche Luca Carboni, Marco Masini, Gerardina Trovato, Caterina Caselli, la band storica con Gabriele Monti e Marco Dieci, Danilo Sacco ex-Nomadi, I Tazenda ed Enrico Ruggeri.Nell’ottobre 2012, l’etichetta discografica Pull Music – trovandosi in possesso di materiale registrato nel 2009 dallo stesso Bonaffini – pubblica un’antologia in occasione dei suoi “primi cinquant’anni”. Titolo dell’album è La scogliera, brano omonimo contenuto all’interno del cd. Tra le altre, si ritrovano versioni riarrangiate da Roberto Padovan di Mostra Mostar, Scialle di pavone, Il ponte dei maniscalchi, Santa Claus, a fianco di due soli inediti (ma preziosi) scritti con Pierangelo Bertoli all’inizio degli anni 90 (tra Oracoli e Blez).  “Se ti ricorderai di me” e “Non recidere una rosa” sono canzoni d’amore, dal profumo evocativo intenso delle storiche e indimenticabili ballate firmate bonaffini-bertoli, come Chiama piano e Dal vero.BonaffiniRegia. Il 28 ottobre, in occasione del suo cinquantesimo compleanno, Bonaffini presenta il cd antologico presso lo Spazio Sant’Orsola di Mantova, ironizzando sulle politiche discografiche italiane, proponendolo come “album postumo” e manifestando il totale dissenso dall’editore che, trovandosi in possesso di materiale inedito dell’artista, lo ha pubblicato senza concordarlo con lui. Il titolo dell’evento, “Cinquanta dischi fa…-compleanno e funerale del cantautore“, è  emblematico. Il 6 dicembre partecipa per la seconda volta al Premio Tenco, insieme allo scrittore Mario Bonanno, al giornalista musicale Annino La Posta, il discografico Stefano Senardi e il cantautore Claudio Sanfilippo per ricordare la figura di Bertoli come amico e collega. In quell’occasione esegue alcuni brani scritti insieme negli anni 90 tra cui “Non recidere una rosa”.Nel gennaio 2013 stipula un accordo con Gruppo Teorema Sas (l’edizione musicale di Luciano Nicolini, suo produttore storico) per sviluppare progetti live e una vera e propria “sezione eventi” all’interno dell’azienda. Il 18 gennaio debutta per il Gruppo, in qualità di produttore artistico, con l’album “I Giardini di Israel” di Stella Bassani (moglie di Luca e figlia di Italo, scrittore e Presidente dal 73 all’85 della Comunità Ebraica Mantovana). Il cd della Bassani viene distribuito da CNI music (la Compagnia Nuove Indye di Roma, fondata da Paolo Dossena) in digitale, mentre l’artista entra a far parte del roster della stessa agenzia.Il 3 maggio debutta a Mandello del Lario con il reading musicale “La notte in cui spuntò la luna dal monte“, spettacolo autobiografico ispirato alla strada percorsa insieme a Pierangelo Bertoli. Bonaffini, in questo spettacolo alterna a canzoni scritte insieme a classici del cantautore emiliano, inframezzando il repertorio musicale con le letture di un diario “segreto” che custodisce gli appunti del 6 gennaio 1991, la notte in cui venne partorito il successo sanremese “Spunta la luna dal monte”.A fine 2013 Bonaffini crea il marchio di produzioneC7, in occasione della pubblicazione dell'album (in formato digitale)Vivere e parteciparedel cantautore italianoPaolo Baldoni. E' proprio con questo marchio che, in collaborazione con la storica Delta Italiana (Delta Dischi) di Paolo Dossena, pubblica un album contenente sette brani dedicato a Pierangelo Bertoli (Sette Volte Bertoli, che esce il 7 agosto 2014) e la ri-edizione di " I giardini di Israel", con nuovo titolo e nuova copertina di Stella Bassani (in occasione dei 70 anni dalla fine della seconda guerra mondiale).Bonaffini, per concludere il percorso di elaborazione durato due anni (2012-2014) organizza un concerto dedicato ai 25 anni dalla Caduta del Muro di Berlino a Cologne (BS) insieme al figlio di Bertoli (Alberto), l'8 novembre 2014.

I trent'anni di "percorso": 1985-2015

Il giorno 1 gennaio 2015, in occasione del compimento del trentesimo anno di inizio carriera (che lui preferisce chiamare "percorso") pubblica un video artigianale con una canzone inedita. Si tratta di un omaggio alla poesia, in quanto strumento di lotta civile e corretto uso della parola. Il brano, che s'intitolaLa leggenda del poeta sul fiume, fu scritto nel 2001 e pubblicato dalla Banca del Rispetto nel 2008.

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