Progetto Almax

15112015

2014 Marzo - Band - SILVER KEY

Ciao Silver Key (risponde Yuri Abietti voce della band), vi ringraziamo per la partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati. Percorso artistico? Ho cominciato a strimpellare la chitarra da ragazzino e i miei idoli erano i mostri sacri del folk-rock e del country americano e inglese. Mi sono avvicinato lentamente al progressive-rock e, dal '92 in poi, ho sempre cercato di formare una band che potesse riproporre un tipo di musica che, in Italia, era sempre più raro, una musica narrativa e fantasiosa. Ho avuto la fortuna di incontrare compagni di viaggio talentuosi, creativi e umanamente incredibili. Insieme, siamo riusciti, nel 2012, a far uscire il primo album della band, "In the Land of Dreams", per etichetta Ma.Ra.Cash Records e ora, dopo un paio di cambi di lineup, stiamo preparando i pezzi per il secondo album che dovrebbe uscire entro la fine di quest'anno o i primi mesi del 2015. Influenze musicali? Ah, moltissime.La mia matrice originaria folk-rock mi ha lasciato l'amore per Simon & Garfunkel, James Taylor, Bob Dylan, John Denver, Don McLean, Cat Stevens... Ma anche cantautori italiani come Lucio Dalla, Sergio Caputo, Eugenio Finardi, Samuele Bersani, Claudio Baglioni, Edoardo Bennato, Franco Battiato. Ovviamente tutte la band che ci si La Ma aspetterebbe da un autore prog "che si rispetti"... Marillion, Fish, Genesis, Peter Gabriel, Jethro Tull, Alan Parson's Project, Mike Oldfield, Pink Floyd, Queen. Il bello di questo genere è la possibilità di sperimentare e di mischiare caratteristiche sonore e musicali diverse ottenendo risultati sempre stimolanti. Come nascono tue sonorità? E' più importante un buon cd o tanta esibizione live? I live sono importantissimi perché senza contatto con il pubblico la musica (come qualsiasi forma d'arte) è sostanzialmente un elaborato metodo di masturbazione... E per quella io sono piuttosto tradizionalista. Il feedback immediato che senti dal pubblco, i complimenti e le critiche, sono importanti - anche se poi, alla fine, devi avere il coraggio di andare avanti per la tua strada. registrazione di un CD è una cosa assolutamente magica. Stare in studio di registrazione e vedere un brano prendere forma lentamente è davvero meraviglioso. Il nostro CD ci ha dato tante soddisfazioni, per essere una band al suo debutto, e ne siamo contentissimi. Che valenza ha l'aspetto estetico sul palco? Per me, molta. Per altri componenti della band, pochissima J Siamoun po' in disaccordo su questo (ma va benissimo: i confronti sono un momento di possibilità di crescita creativa). Tendenzialmente, io credo che una musica come il prog, che ha una forte componente teatrale e narrativa, debba essere supportata da una serie di altre "inserzioni" artistiche, come una certa presentazione ai concerti, la capacità di stare sul palco in un certo modo, di fare "spettacolo" e di raccontare una storia in modo completo. anche le copertine degli album sono importanti perché aiutano con la grafica a tradurre aspetti delle tue canzoni. Così come scritti ulteriori, racconti, idee... Io vedo il tutto come qualcosa di unico e indivisibile... musica, testi, grafica, spettacolo, narrativa. Chi si occupa della vostra sponsorizzazione? In parte, l'etichetta, ma fondamentalmente... noi stessi! Cercare sponsor o cercare di promuoversi, in un genere come il nostro, sono cose sostanzialmente dovute all'iniziativa personale . Questo è il motivo per cui, con una serie di altri artisti e band che si occupano di progressive, rock alternativo e musica indipendente e di sperimentazione, abbiamo creato un collettivo che si chiama "St'art - Lo Stato dell'Arte", per autopromuoverci e creare eventi, concerti, momenti culturali. Oggi, grazie a internet, tante cose che un tempo erano difficili e costose, diventano abbordabili e infinitamente più semplici ed economiche. Che opinione a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Non posso dirti come la penso fino in fondo al riguardo perché potrei essere denunciato, quindi limitiamoci a dire "tutto il male possibile"? J Diciamo che in Italia abbiamo una situazione artistica, in senso generale, assolutamente disastrata. Dal cinema alla cultura, dal teatro alla musica. E' una situazione, in buona parte, derivata da responsabilità di chi si è ritagliato fette sempre maggiori di potere e di "share" e riesce a pilotare il tutto tramite situazioni, di fatto, di monopoli illegali, la creazione di talent e reality, la programmazione sulle grandi radio nazionali collegate alle principali major. Cose che sappiamo tutti, in fondo, niente di nuovo... Agli esordienti viene dato poco spazio perché nessuno è seriamente interessato alla musica e tutti sono interessati solo e unicamente alla creazione di prodotti vendibili, confezionati in modo scientifico, verso determinati target identificati da ricerche di mercato e dall'influenza che i media hanno sul pubblico. E' un'industria... e non ci sarebbe nulla di male in questo se lasciasse un po' di spazio anche agli indipendenti. Negli altri Paesi succede più facilmente: le major ci sono anche lì, il "mainstream" c'è anche lì... ma c'è anche una "scena" molto attiva di musica alternativa e indipendente e il pubblico è maggiormente educato e propenso a sperimentare, a sentire cose nuove, a conoscere band fino ad allora ignote. Speriamo che le cose cambino, ma l'unico modo perché accada è farlo capitare muovendoci e organizzandoci. Mai fatto provini in qualche Talent show? Perchè? No, nemmeno se mi pagassero. I talent show sono un ossimoro. Il "talent" non si impara. Sono profondamente contrario a questo tipo di spettacolarizzazione dell'arte perché penso che sia profondamente inutile, anzi dannoso, e ipocrita. Si tratta di creare personaggi che non sono nient'altro che star momentanee, la nuova sensazione della stagione, che vengono necessariamente rimpiazzate (con pochissime eccezioni) dalle star della stagione successiva perché il programma deve continuare a fare ascolti. Non c'è nulla di artistico in tutto ciò. L'arte non consiste nell'imparare a cantare con un certo metodo tecnico e di interpretazione predigerito, o a farsi scrivere le canzoni da qualcun altro, con un arrangiatore, un'orchestra, un esperto di marketing, un vocal coach, un esperto di look... Se domani inventassero un cyborg sufficientemente convincente, potrebbero fare la stessa cosa e nessuno se ne accorgerebbe. Per me Arte è innanzitutto creazione e comunicazione. Tutte le volte che vedo un talent o un reality mi viene in mente quella scena di "The Wall" con i bambini che escono tutti con la stessa maschera seduti ai banchi della scuola, su una catena di montaggio. Per me arte è quelo che fanno subito dopo. Quando distruggono e danno fuoco alla scuola.  Rapporto con i fan? Per quei pochi che abbiamo, almeno finora, ottimo! Io non credo affatto nella divisione "star" - "fan". Penso che essere sul palco sia una questione di ruolo, non di identità, e credo che chi si monta la testa, a prescindere da chi sia, non ha capito nulla di cosa vuol dire fare musica ed essere un artista. Penso a un rapporto di dialogo e di comunicazione tra chi sta sul palco e chi sta sotto a guardarlo, sempre e comunque. Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica? Credi nella Discografia Italiana?Per ora, più soddisfazioni, di sicuro. Abbiamo fatto quello che volevamo fare, senza nessun compromesso, e siamo stati premiati con un buon successo di vendite (nei limiti dei piccoli numeri della nostra nicchia musicale) e un ottimo successo in termini di critica. Nella discografia italiana non credo molto per i motivi che ho già descritto sopra, ma spero che le cose possano cambiare. Se le etichette indipendenti come Ma.Ra.Cash avessero più risorse, potrebbero davvero fare ottime cose. C'è tanta gente che lavora con passione e serietà, rispettando profondamente gli artisti e dialogando con loro.L'immagine del produttore tipo "gatto e volpe" che pensa solo a far soldi e a fregarti non è sempre vera, ma sospetto che lo diventi sempre di più man mano che sali sulla scala della notorietà e delle grandi major discografiche. Soprattutto in Italia. Sogni nel cassetto? La creazione di una vera rete di artisti che si aiuta a vicenda e che mette tutta la propria forza e la propria convinzione in qualcosa di più grande, che sia utile per tutti. Non è tempo, né tra artisti e band, né tra etichette, secondo me, di giocare allo sport più seguito e praticato del "Bel Paese": la guerra tra parrocchie. E' tempo di capire che un vantaggio per una persona si traduce in visibilità, occasioni e risorse per tutti. Oh, e poi la pace nel mondo J Progetti Futuri ed aspettative? Intanto, il nostro secondo CD! Poi un video... una raccolta di racconti ispirati alle canzoni, magari un fumetto... tanti concerti e tante collaborazioni con altri artisti. Magari una tournée europea, l'anno prossimo. Staremo a vedereJ  Dove possiamo trovarvi? Sul sito si trovano i link per ascoltarci e acquistare il CD su tutti i principali social media e siti di digital delivery.  Etichetta: www.maracash.com FB del collettivo St'art: Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima.  [Intervista di: Alessia Marani -  Almax]

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