Progetto Almax

15112015

2014 Ottobre - Band - PLAYONTAPE

ALMAX MAGAZINE

Ciao Playontape, vi ringraziamo per la partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati.  Percorso artistico? Quando abbiamo formato la band, non eravamo più dei ragazzini alle prime armi. Tutti e quattro avevamo avuto i nostri percorsi artistici con le nostre rispettive band, tra loro tutte diverse, e quando ci siamo incontratiquestoè stato di fondamentale importanza. Da lì in poi abbiamo iniziato un nuovo percorso, siamo nati come una band New wave per poi passare al Post Punk, e ora nei nostri concerti li mescoliamo assieme a sonorità progressive. Dal vivo, ora, ci piace tantissimo improvvisare. A volte ci capita di scrivere un brano mentre facciamo un concerto, senza nemmeno farlo apposta. Tutto questo per dire che il nostro percorso artistico è in continua evoluzione. Influenze musicali? Ricollegandoci alla prima domanda, le nostre influenze sono molteplici e diverse, anche perché non ci è mai piaciuto essere confinati in un genere definito.Sicuramente nel nostro sound si avverte l’importanza di band come JoyDivision,Bauhaus,The Sound,Depeche Mode a volte anche Pink Floyd, ma nei nostri ascolti c’è anche il kraut rock,la psichedelia e nuove band come gli Arcade Fire che ci hanno ispirato molto,soprattutto nella composizione del nuovo album. In “THE GLOW”sono anche presenti dei chiari riferimenti ad artisti italiani, come Lucio Battisti o Il teatro degli Orrori. Come nascono le vostre sonorità? Le nostre sonorità nascono in sala prove, non sono costruite. Avere influenze musicali diverse ci avvantaggia a creare atmosfere sempre varie. E' tutto frutto della magia che si crea quando quattro persone, nella stessa stanza e suonando il proprio strumento, si trovano sulla stessa linea d'onda. Musicalmente parlando, liberi di esprimere se stessi. È più importante un buon cd o tanta esibizione live? Prima di tutto è importante fare un gran disco. Poi è ovvio che fare tanta gavetta, com’è accaduto a noi suonando anche nei posti più piccoli della provincia,aiuta ad acquisire esperienza,cosa che poi riversiamo nel nostro lavoro in studio.Capita di ascoltare tanti ottimi dischi di gruppi validi chenon rendono poi a dovere nella dimensione live.Consideriamo il live un elemento fondamentale nella nostra musica. Proviamo sempre i nuovi brani davanti al pubblico, ci aiuta tantissimo a capirne le varie sfaccettature, non costruiamo le nostre canzoni in studio. Che valenza ha l'aspetto estetico sul palco? Per noi quello che conta è la musica. E' solo una questione di emozioni. Naturalmente una band, oltre ad avere buone capacità di esecuzione, deve saper anche curare l’aspetto estetico. Non parliamo soltanto di look, ma anche attraverso l’allestimento del palco e della scenografia dello spettacolo, inventare qualcosa che possa colpire l’attenzione del pubblico. I nostri concerti con i videomapping di Hermes Mangialardo (il quinto Playontape, regista tra l’altro del nostro video d’animazione “KABUKI SYNDROME) sono di grande ispirazione per noi e per il nostro pubblico. Chi si occupa della vostra sponsorizzazione? Lunatik,collabora da molto tempo con la nostra etichetta, La Rivolta records. Che opinione a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? In Italia esistono tantissime belle realtà nel panorama underground mache sfortunatamente restano confinate,nascoste e spesso sconosciute al grande pubblico. L’Italia, ahimè è triste affermarlo, ma resta e resterà sempre una spanna dietro a paesi come la Gran Bretagna,Germania, Svezia che hanno una maggiore ricettività e sensibilità verso la musica underground. Questo è anche frutto dell’impoverimento culturale che stiamo vivendo in Italia un po’ su tutti i campi artistici. Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Non ci sono più gli investimenti a lungo termine, adesso chi investe nella musica non rischia più. Si và sempre sul sicuro con l’artista già affermato. Anche questo fa parte di quell’impoverimento culturale di cui parlavamo poc’anzi. Mai fatto provini in qualche talent show? Perché? Non hai bisogno di una risposta. Il talent show è solo spettacolo, intrattenimento. Nessuno di noi vuole intrattenere con la nostra musica. Per questo c'è già Elio, basta lui. A tal proposito c’è un brano del nuovo album dal titolo “Dust”, che velatamente si scaglia contro questo sistema,che purtroppo,ormai rappresenta una triste realtà. Rapporto con i fan? Ottimo. Insomma, non ci disturbano quando camminiamo per strada, ci offrono sempre da bere al bar, ci fanno saltare le file, meglio di così…(lol) Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica? La musica per noi è vita, e come tale sono sempre gioie e dolori. Credete nella discografia Italiana ? Certo, se si hanno idee innovative e coraggiose, non c'è crisi che tenga. Non sono i discografici che comandano, sono le persone che hanno il potere. Le RIVOLTE nascono in questo modo... Sogni nel cassetto? Un featuring importante. Non si dice per scaramanzia. Progetti futuri ed aspettative? Un lungo tour e milioni di dischi da vendere.Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità.  Con affetto e Stima. [Intervista di: Alessia Marani -  Almax]

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