Progetto Almax

15112015

2014 Ottobre - Band - P.oZ.

ALMAX MAGAZINE

P.oZ. - 2974 Musik for Dark Airport” - Seahorse Recordings. P.oZ. è un combo nato nel 2001 dall'idea di Antonio Bufi e Antonio Lisena (già musicisti attivissimi nell'area rock alternativo pugliese) di combinare musica elettronica e concreta con sonorità di matrice rock al fine di creare un suono completamente nuovo. L’album è ispirato al crollo delle Torri Gemelle e dedicato alle vittime di tutti gli attentati aerei. Attraverso l'utilizzo di pianoforti e strumenti acustici preparati, strumenti analogici ed elettronici, fields recordings e cut ups, P.oZ. ha voluto ricreare un'atmosfera dark nella quale convivessero concreta ed elettronica minimale sia d'ambiente che da pseudo ballo. Realizzato in vari paesi come il precedente, vede la collaborazione di Sergio Altamura e Michele Salvemini, musicisti già affermati anche fuori dell' Italia. ASCOLTA.

Ciao Poz, vi ringraziamo per la partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati.  Percorso artistico? Tutti e due facevamo parte in gioventù (abbiammo tutti e due più di 40 anni) di una band che suonava essenzialmente rock molto sporco. Abbiamo poi cominciato a interessarci di musica elettronica e concreta e a fare i primi esperimenti con mixer, nastri, macchinette e giocattolini fino ad arrivare a fare quello che facciamo ora, cioè mescolare diverse sonorità per ottenere quello che che per noi “suona” meglio compatibilmente con l’idea che ci siamo prefissati. Influenze musicali? Le più disparate: dalla dark/new wave anni 80 (per forza di cose!) al rock, dub, noise, concreta… ci piacciono artisti come Cage, Nick Cave, Plastikman, Pansonic, Massiv Attack, Tom Waits, Capossela, Aphex Twin…alla fine ascoltiamo di tutto!!! Come nascono le vostre sonorità? Con tanta pazienza e olio di gomito! Lavoriamo molto sulla ricerca del suono, sia digitale che analogico. Il nostro primo disco ci abbiamo messo quasi dieci anni a farlo, questo tre. Lavoriamo su delle idee, anche a distanza, fino a che non abbiamo trovato la giusta combinazione. È più importante un buon cd o tanta esibizione live? Sicuramente il lavoro di studio è importantissimo per finalizzare il sound da portare all’esterno. È chiaro che se in un live suoni peggio che in studio, allora c’è qualcosa che non và. L’esibizione serve anche ad avere un feddback con chi ti viene ad ascoltare, ti da la possibilità di vedere sul campo l’effetto che fa la tua musica. Noi di live ne facciamo pochi, anche perché sono particolarmente strutturati. Che valenza ha l'aspetto estetico sul palco? Dipende dal messaggio che uno vuole dare al pubblico. È chiaro che un’estetica d’impatto (sotto tutti i punti di vista) lascia il segno, sia nel senso negativo che positivo, naturalmente. Chi si occupa della vostra sponsorizzazione? Siamo seguiti da un’etichetta e un’agenzia. Per il resto facciamo da soli. Che opinione a riguardo del panorama artistico musicale in Italia? Per quello che possiamo vedere noi, non vediamo un grosso fermento come magari poteva essere stato 20 anni fa con la nascita di etichette e gruppi indipendenti (C.P.I., Marlene Kuntz, AFA, Afterhours…) ma anche prima con personaggi come Lucio Dalla o il primo Franco Battiato, gente che all’epoca osava sulla propria pelle. Adesso è diventato fin troppo facile “suonare”, basta un software e hai fatto il pezzo. Sembra ci sia un po’ di stanchezza in giro, a parte qualche apparizione rara di tanto in tanto. Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Forse non c’è più volontà da parte di nessuno di rischiare, di creare un bel movimento. Le case discografiche tendono ad andare altrove con il loro progetti, gli esordienti in confronto, sono delle formiche. Mai fatto provini in qualche talent show? Perché? Nessuno perché non ci interessa. E poi siamo “troppo dark”!!! Rapporto con i fan? Quando ci invitano a bere una birra, sono molto cordiali… Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica? Sicuramente soddisfazioni! Credete nella discografia Italiana? Appena succederà qualcosa, te lo diremo. Sogni nel cassetto? Arrivare ad 80anni e continuare a suonare. Progetti futuri ed aspettative? Come sopra. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità.  Con affetto e Stima. [Intervista di: Alessia Marani -  Almax]

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