Progetto Almax

15112015

2013 Novembre - Scrittrice - ERIKA POLIGNINO

Ciao Erika, ti ringraziamo per la partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati. . Come ti sei avvicinata alla scrittura? Scrivo da sempre. Fin da bambina ho sempre avuto una morbosa curiosità nei confronti dei libri e delle parole scritte. Ho sempre letto molto, c’erano storie che ai miei occhi di bambina apparivano straordinarie e toccanti. Avrei voluto viverle anch’io. A quel punto ho cominciato a scrivere, prima i pensieri e poi le poesie esprimendo tutto ciò che sentivo dentro di me. Tutto questo è nato anche dal fatto che non ero socievole, parlavo poco e avevo grosse difficoltà a relazionarmi con gli altri, sia a scuola che altrove. Il mio bisogno di comunicare diventava ogni giorno sempre più forte e ho iniziato a mettere su carta ciò che non riuscivo a esprimere a voce. Ogni volta che lo facevo, provavo sensazioni meravigliose e uniche, la mia fantasia si scatenava creando bizzarri personaggi e storie. Il tuo percorso? È stato lungo. Inizialmente scrivevo solo poesie, adoravo i poeti maledetti, li seguivo con ardore leggendo tutti i loro libri. Da lì sono passata a scrivere brevi racconti o storie che avevo nella mente, questo per molto tempo e senza mai pensare di pubblicare qualcosa. In quel periodo mi interessava scrivere e basta. Anche dai film traevo ispirazione e non solo, facevo lunghe passeggiate nella mia città e molte cose attiravano la mia attenzione stimolando la curiosità e l’immaginazione. Poi, arrivò un periodo difficile in cui dovevo fare i conti con la realtà ostile che mi circondava e iniziai, nella mia solitudine, a scrivere il mio primo romanzo intitolato Nero Fluorescente. Durante la sua stesura mi capitava di fare strani sogni la notte, non me li ricordo tutti ma sembravano che volessero comunicarmi qualcosa. Concluso il romanzo, ho cominciato a pensare per la prima volta di pubblicarlo. Dopo Nero Fluorescente, hai pubblicato Modamorte per la Mursia, un grande passo in avanti come scrittrice. Di cosa tratta la Tua ultima pubblicazione? Modamorte è ambientato a Milano e racconta di una giovane stilista alternativa di nome Musette che frequenta l’istituto d’arte assieme all’amica giapponese Miyako. Musette crea abitini per bambole e orsacchiotti e di tanto in tanto frequenta una discoteca di musica elettronica. Si accorge che la scuola non le insegna la Vera creatività, quella che aiuta a trovare l’ispirazione, quella che spinge ogni artista a creare e Musette si trova in difficoltà, non riesce più a disegnare i figurini. Una sera, in discoteca, incontra e fa amicizia con Daniel la cui famiglia gestisce un’agenzia di pompe funebri a Corinaldo, un borgo medioevale delle Marche. Conosce anche Soledad, sorella di Daniel, di cui proverà una morbosa attrazione. Su invito di Daniel, Musette e Miyako trascorrono le vacanze natalizie a Corinaldo. A contatto giornaliero con i morti e con Soledad, divenuta ormai una sua ossessione, l’ispirazione finalmente giunge e per Musette sarà l’occasione di una vera e propria svolta. Inizia il suo inconsueto ma originale percorso artistico durante il quale crea vaporosi abiti per i defunti per il loro ultimo viaggio in luttuoso fascino. Amicizia, erotismo, arte, moda e morte formano questo mio romanzo gotico. L’estate scorsa hai presentato Modamorte all’Isola del Cinema di Roma, uno degli eventi cinematografico/letterario più importanti della Capitale ed è uscito sul Corriere della Sera di Roma un articolo su di te, per chi volesse leggerlo può trovarlo sul tuo sito: www.erikapolignino.com. Quella sera dovevi presentare il tuo libro accanto al film Tulpa - perdizioni mortali con Federico Zampaglione, ci puoi raccontare qualcosa? Appena hanno annunciato la mia presenza all’Isola del Cinema non ho dormito per due notti! Era per me un mondo nuovo e diverso da quello che avevo sino a quel momento frequentato ed ero emozionata. Ogni anno all’Isola vengono registi e attori/attrici rinomati a presentare i loro ultimi lavori cinematografici e doveva esserci anche Zampaglione. Volevano metterci uno di fianco all’altro poiché nei nostri lavori c’erano moltissimi elementi in comune e si trattava di una serata dedicata al goth e all’horror. Lui era impegnato altrove e non siamo riusciti a fare la presentazione assieme, però sono rimasta soddisfatta comunque, non solo per aver presentato il mio romanzo ma anche per il fatto che grazie a me hanno inserito, per la prima volta, la tematica Come nasce un Tuo scritto? Da dove trai gli spunti? Gli spunti nascono in me ogni ora e ogni giorno della mia vita. Nascono dai libri, dai film, dalle fotografie, dalla gente che incontro. Dai miei fan, dai viaggi, dalle mostre, dalle storie che mi raccontano, dalle sofferenze che la vita porta, dagli amici che ho perduto per sempre, dai ricordi d’infanzia, da un tatuaggio visto per caso, da una collana indossata da un’amica, dal desiderio di volare Cosa ne pensi dei concorsi editoriali? Non penso nulla. Una soddisfazione? Ne ho avute tantissime e spero di averne altre. Qualche sassolino nella scarpa? Sono parte della vita, ma preferisco scrivere i miei libri e guardare avanti. Chi mi conosce bene lo sa. Io do fiducia e massima collaborazione, metto tutto il mio impegno per far sì che il lavoro artistico in comune venga bene, ma se dall’altra parte c’è superficialità e sciatteria a quel punto non spreco le mie energie per nessuno. Proprio di recente ho visto gente ottenere risultati disastrosi e questo succede a coloro che non vogliono saperne della diplomazia. Ognuno raccoglie ciò che semina. Guardando le tue foto ufficiali, sono belle e particolari. Ultimamente posi per un solo fotografo, come mai? Si tratta di una fotografa molto brava, lei si fa chiamare THE.ORY ed è conosciuta nell’ambito goth. Ha talento e creatività che mi sorprende sempre. Spesso la contattano per essere fotografati da lei. Durante il lavoro non trascura nulla, crea l’ambiente studiando ogni minimo dettaglio, è un compito che richiede tempo ed energia. Sa risaltare le qualità delle modelle e dei modelli. Ha spirito di osservazione ed è appassionata di cinema, chi vuole può consultare le sue foto nel sito: www.theoryphotoart.com Credi nell'editoria italiana? Più che credere nell’editoria italiana in sé, dipende tutto dalle persone che lavorano nell’editoria italiana. Sono loro che devono credere in noi giovani autori e avere la voglia di investirci, ma la crisi ha reso paludosa ogni cosa, si riesce a fare poco o nulla. Gli editori spesso hanno paura o sono frenati da qualcosa.  Ci vuole costanza e pazienza da parte dello scrittore e fortunatamente io sono un tipo testardo, non mi arrendo facilmente. Sono propositiva e mi piace collaborare con le persone in gamba. Da quando sono usciti i miei romanzi, ho imparato moltissimo, ho fatto esperienze di vita e le considero come un importante bagaglio per il mio futuro. Sogni nel cassetto? Scrivere per sempre, che per me significa amare per sempre. Progetti futuri? Non dico nulla per scaramanzia. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Alessia Marani - Almax]  

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