Progetto Almax

15112015

2013 Novembre - Scrittore - LA SCIALUPPA DI MUCHO

"Sono il risultato di uno stillicidio di Parole. Spero che questo rubinetto non si chiuda MAI... Sono il prodotto di uno scarso processo di maturazione. Impigliato fra due mondi, soffro certe volte come un bambino e sbaglio nel goffo tentativo di comportarmi da adulto".

Ciao Mucho ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati. Come ti sei avvicinato alla scrittura? In un pomeriggio piovoso di molti anni fa. Ero a casa di un mio compagno di scuola e stavamo leggendo dei fumetti. Ad un certo punto se ne venne fuori con: " Sarebbe bello essere i protagonisti di una storia, di un'avventura. " Così, provai a scrivere un breve racconto su di un quaderno a quadretti di cui fosse il protagonista. Ne fu letteralmente entusiasta, il giorno dopo la notizia ebbe uno sviluppo endemico a scuola. trasformandomi in ciò che Sky avrebbe raggiunto soltanto decenni più tardi: uno scrittore on demand. Da lì scoprii la soddisfazione ed il senso d'inebriante vacanza che la scrittura mi trasmetteva e decisi che non avrei più smesso. Il tuo percorso? Ho partecipato alla realizzazione di alcune fanzines e ralizzato un blog che ho chiamato " Fregatura lieve come zucchero a velo ". Da lì ho avuto modo di saggiare le mie capacità e confrontarmi con i primi commenti dei lettori. Di cosa trattano le tue pubblicazioni?  Attualmente sulla " Scialuppa di Mucho ", la mia pagina di pubblicazione su Fb, compare una commistione tra prosa e poesia. Nasco decisamente avviluppato alla narrativa, ma negli ultimi anni mi sono scoperto un " ritmo poetico " che non sapevo di possedere. La capacità di arrivare al punto, nel cuore di una Sensazione evitando le curve della narrazione prediligendo il rettilineo di un sentimento. Come nasce un tuo scritto? Da dove trai gli spunti? A questa domanda posso rispondere solo in modo vago e probabilmente insoddisfacente. Certe volte s'impiglia nella mia attenzione un evento quotidiano, magari minuscolo ed insignificante, me lo porto nella testa tutto il giorno limandolo e studiandolo fino a che posso scriverne. In altre occasioni mi siedo semplicemente davanti alla tastiera perché sento l'esigenza quasi fisica di dover scrivere. Durante queste sessioni non ho un'idea precisa di dove stia andando, talvolta sono il primo a sorprendermi. Cosa ne pensi dei concorsi editoriali? Non nutro grande stima per i concorsi. Forse perché non riesco ad assimilare il concetto di gara con quello di scrittura. Sono convinto che possa esservi diversità ma non predominanza. Inoltre spesso questo tipo di iniziative sono inquinate da " conoscenze " o agevolazioni che vanno a discapito delle reali capacità di alcuni dei partecipanti. Una soddisfazione? Una persona mi ha chiesto di scrivere un componimento dedicato a qualcuno a lei caro venuto a mancare. L'ho trovato un gesto di fiducia enorme ed allo stesso tempo una pesante responsabilità. Intravedo in questa capacità evocativa: il senso della scrittura. Qualche sassolino nella scarpa? Rimpiango una mancata collaborazione con un editore bolognese che trovavo irresistibile. Abbiamo pranzato in una trattoria felliniana sotto i portici vecchi della città mentre il proprietario suonava un pianoforte a coda nel centro del locale. Vino a fiumi e risate sincere, di quelle che fanno traballare il cuore come una pila di piatti nel lavandino. Sogni nel cassetto?  Pubblicare finalmente un libro. Un esperimento strano che contenga prosa e poesia, a strati. Come una torta millesfoglie... Il titolo è pronto, il materiale anche. Devo soltanto riuscire a dar vita ad un armistizio tra pigrizia e problemi organizzavi ed economici. Credi nell'editoria Italiana? Più negli unicorni e negli hobbit che ti consegnano il giornale ogni mattina sulla soglia di casa. Scherzo, temo però che l'editoria italiana sia ormai un mostro senza testa ma dallo stomaco enorme, in grado di fagocitare con soddisfazione cibo spazzatura dall'alto coefficiente calorico, ma che non vada più a caccia di manicaretti. Progetti futuri? Mantenere il rapporto costruttivo che si è creato con i lettori tramite la mia pagina. Come ho già detto, l'enorme vantaggio dell'informatizzazione è la Possibilità di interloquire costruttivamente con lo scrittore, abbattendo il confine di passività che questo rapporto in passato possedeva. Da ragazzo avrei dato un mignolo per poter fare due chiacchiere con Stephen King o informarsi con Pennac circa la salute della famiglia Malaussène. Non faccio paralleli con questi due mostri sacri, era solo un esempio, ovviamente... Grazie per avermi dedicato tempo ed attenzione e come dico sempre: " Finché ci sarà qualcuno che scrive, ci saranno altri che leggono. " Se questo porta con sé domande e sogni, ben venga. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Alessia Marani - Almax]  

SFOGLA IL MAGAZINE

Lascia un commento