Progetto Almax

15112015

2014 Gennaio - Scrittrice - FRANCESCA ORELLI

Ciao Francesca, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati. Come ti sei avvicinata alla scrittura? Il mio incontro con la scrittura è avvenuto un po' per caso e un po' per gioco. Ho cominciato nel 1992 scrivendo dei piccoli componimenti e delle storielle, senza badare troppo alla forma, anche se rispetto ad altri bambini commettevo pochi errori di grammatica (e intanto con la matematica combinavo disastri apocalittici!). Ricordo in particolare che quando andavamo in vacanza a Fusio, un piccolo paesino situato quasi in cima alla Vallemaggia, uno dei miei passatempi preferiti era quello di giocare con la vecchia Hermés del nonno, un tesoro di macchina da scrivere che uso ancora adesso. Cinque anni più tardi, e non avevamo ancora il computer a casa perché negli anni ‘90 era un lusso, sognavo di scrivere il mio primo romanzo... dimille pagine! Ho iniziato con qualche pagina, scrivendo tutto a mano ed arrivando a disegnare i personaggi e la copertina di questo “libro”, anche se devo ammettere che ero (e sono tuttora) una frana con il disegno! Il mio desiderio però era quello di tenere la scrittura per hobby, perché, ed è proprio il caso di dirlo, da grande volevo fare l'archeologa... finché nel 2000, una mia parente, dopo aver letto una di queste poesie e sentendomi parlare in modo entusiastico di questa mia passione per la scrittura, non mi ha parlato di Giorgio Orelli, un grandissimo poeta etraduttore che purtroppo ci ha lasciati pochi giorni fa, e di Giovanni Orelli, un altro scrittore molto noto soprattutto per i suoi componimentiin dialetto e in italiano, incuriosendomi e affascinandomi. Inizialmente però non ho dato molto peso alle sue parole, anche perché ero convintissima che sarei diventata egittologa, ma poi con il passare degli anni la passione per l'antico si è andata esaurendo, mentre quella per la scrittura, dopo essere passata indenne attraverso l'infanzia e le turbe dell'adolescenza, è andata via via rafforzandosi. Qual è stato il tuo percorso, fino a questo momento? Sappiamo che la tua formazione è classica e pur essendo giovanissima hai già al tuo attivo diverse pubblicazioni. Se parliamo di scuole, devo dire che il mio è stato un percorso alquanto rocambolesco. La passione per l'italiano c'è sempre stata, questo non lo nascondo, ma nel corso degli anni sono passata da un liceo ad una formazione di apprendista, mai conclusa, per poi arrivare di nuovo al liceo linguistico e alla maturità. Dopodiché, inizialmente ho provato a proseguire gli studi nelle lingue e nelle letterature straniere, ma ancora una volta, zac!, riecco la passione per l'italiano che si è fatta di nuovo sentire, più forte e vivida! E così, dopo una lunga trafila burocratica, sono approdata al primo anno di Lettere. Per quanto concerne le mie pubblicazioni, nonostante avessi già provato diverse volte a portare a termine un manoscritto e avessi pensato anche a più riprese ad un'eventuale edizione, non sono mai stata incoraggiata molto dalla mia famiglia, pensa che addirittura mio padre mi derideva quando mi vedeva mettermi davanti al computer per scrivere, inoltre il pensiero di vedere il mio nome stampato su una copertina mi faceva vergognare da morire, e dunque per quasi quindici anni, malgrado le idee e le varie tentazioni, sono rimasta pressoché in silenzio. Nel 2007 però, dopo averci riflettuto non poco, ho deciso di fare il grande salto e di provarci. Nel 2008 sono uscita con: “Sognando Rock”, una raccolta di racconti, poi per due anni mi sono impegnata con un fantasy, arrivando a fare non poche ricerche nell'ambito delle varie mitologie, finché nel 2010 ho cestinato tutto il lavoro perché non lo sentivo più come mio. Leggendolo, mi sembrava addirittura che avessi copiato da qualcosa di già conosciuto (e questo malgrado avessi ricevuto un giudizio molto positivo da un'agenzia letteraria piuttosto importante), quindi non ci ho messo più di un secondo a mandare al diavolo un lavoro di quasi trecento pagine per ricominciare daccapo e seguire la mia vera ispirazione. Nel 2012 sono uscita con il mio primo romanzo: “Nelle mani della ribelle” per la Leucotea edizioni, il quarto libro di una serie di cinque, mentre l'anno prossimo, se tutto andrà bene, arriverà invece quello che avevo scritto per primo. Nel frattempo mi sto portando avanti (o meglio, ho quasi concluso) il secondo, inoltre dopo averci pensato e ripensato a lungo, ho ripreso a scrivere anche poesia. Di quale genere preferisci scrivere? Posso essere sincera? Non ho un genere particolare che preferisco scrivere, diciamo che in linea di massima mi avvicino a tutti con curiosità e voglia di sperimentare. Però posso dirti tranquillamente cosa non mi piace molto: la saggistica. Trovo che sia un po' troppo pedantesca e limitante per la mia fantasia, che amo utilizzare a piene mani quando mi metto davanti alla pagina bianca e comincio a buttare giù la prima bozza, inoltre non mi è mai piaciuto molto “salire in cattedra” e discutere o scrivere di un argomento al pari di un'algida e sterile professoressa, quindi a meno che non sia previsto per un qualche compito o esame universitario, in generale se posso cerco di evitare come la peste la redazione di saggi “troppo accademici”, anche di quelli molto brevi o che possono riguardare argomenti che mi interessano molto. Da dove trai gli spunti per i tuoi romanzi? Dalla vita quotidiana, da quello che mi circonda, dai problemi piccoli e grandi della gente che sento intorno a me e dalla musica, che è un'altra delle mie grandi passioni. Pur amando i voli pindarici e la creatività, nella scelta degli spunti sono molto più terrena e concreta, un po' come la Leventina e Muggio, le valli da cui provengo e dove la gente è ancora molto attaccata alle tradizioni, alla natura e alla sua terra. Cosa pensi dei concorsi editoriali? Trovo che possano essere utili per farsi conoscere, ma che come per il campo editoriale, occorra prestarci una certa attenzione. Già di mio diffido in partenza di quelli che richiedono una quota molto elevata di iscrizione, a meno che non siano dei concorsi nazionali ampiamente riconosciuti, e la pubblicazione con una casa editrice a pagamento, quindi se posso dare un consiglio molto spassionato in materia prediligete quelli che sono completamente gratuiti (o se è prevista una quota di iscrizione, che sia davvero minima!), spesso sono quelli più seri e affidabili. Ora come ora, e soprattutto con tutto quello che ho in ballo, partecipo molto di raro, ma fino a qualche anno fa ero pressoché un'ospite fissa di diverse tra queste “gare autoriali”, e a parte forse un caso, ho sempre avuto belle esperienze e altrettante soddisfazioni anche da quel lato. Una soddisfazione avuta come scrittrice? Già il fatto di essere riconosciuta e chiamata dal pubblico e dalle persone che mi intervistano scrittrice è di per sé un'enorme soddisfazione, ma se proprio devo sceglierne una tra le tante che ho avuto in un anno... allora direi il fatto che dopo il canton Ticino e l'Italia, sono andata anche a presentare il mio libro in Polonia presso due comunità italiane, prima a Danzica a fianco dello scrittore Roberto Polce, poi presso un club italiano molto carino a Cracovia. E l'anno prossimo, a marzo 2014, sarò nella capitale, Varsavia, a presentare ancora una volta:  “Nellemani della ribelle”, un romanzo che parla sì di musica e del nostro tempo e di quello che stanno vivendo le persone, soprattutto i giovani, sia nel canton Ticino che in Italia, ma anche di una donna con un'esperienza di violenza alle spalle e della sua rivincita sia in campo lavorativo che sentimentale, proprio l'8 marzo, il giorno della festa della donna! Qualche sassolino nella scarpa? Se ci sono, in genere ho l'abitudine di togliermeli prima che mi facciano sanguinare eccessivamente i piedi. Sogni nel cassetto? Beh, quello più grande l'ho già realizzato a costo di molti sacrifici e di tanto lavoro, mentre ora direi: far sì che il “Fiocco Rosso”, il progetto benefico ideato da me e al quale partecipano altri artisti, sia ticinesi che italiani, possa crescere giorno dopo giorno e aiutare attraverso le nostre esibizioni tante persone che abitano sul territorio in cui si svolgono le nostre performance e che hanno bisogno di aiuto in un momento critico come questo. Per il momento siamo ancora piccoli e dobbiamo costruirci una fiducia solida e duratura nelle persone che ci avvicinano durante i nostri eventi, ma com'è vero che “pian pianino e senza fretta, si arriva a piantare la bandierina sulla vetta”, siamo molto fiduciosi nella nostra piccola comunità artistica e contiamo di poter arrivare a fare tanto per quei giovani, bambini, anziani, adulti, che stanno soffrendo a causa della mala gestione e dell'avidità di chi sta in alto. Credi nell'editoria italiana? Sì, ci credo! Malgrado nella stessa abbia incontrato non poche ombre, ho anche incrociato un editore meraviglioso e che ha creduto in me e nei miei manoscritti, gentile e professionale come sanno essere pochissimi editori. Quali sono i tuoi progetti futuri? Pubblicherai a breve altre opere? Dunque, come già anticipato in precedenza, tra giugno e dicembre 2014 dovrebbe uscire il primo romanzo della serie di cui fa parte: “Nelle mani della ribelle”, mentre per quanto riguarda i progetti futuri, sperando di riuscire a concretizzarla, pensavo di provare a scrivere una raccolta di sillogi... malgrado sia un genere piuttosto di nicchia al giorno d'oggi, la poesia è stata, se vogliamo, il mio primo “banco di prova”, inoltre mi è sempre piaciuta sia per la sua musicalità che per l'utilizzo di immagini quasi “oniriche” al posto delle parole. In più, dopo quattro anni di silenzio anche in quel campo, sto preparando anche un racconto per il concorso letterario “Dialogare” e progettando, insieme agli altri artisti partecipanti, diversi eventi “Fiocco Rosso”,  dove ci sarò sì io a presentare le mie pubblicazioni, ma anche loro con mini concerti in acustico e altro ancora. Finora in un mese di attività siamo riusciti a raccogliere circa 300 franchi che abbiamo destinato a tre associazioni ed al comune di Moglia (Reggio Emilia) per la ricostruzione, ma speriamo che questa cifra possa via via aumentare sempre di più. Il 29 novembre ci sarà il terzo di questa serie di eventi, dove ci saremo io, gli Spinning Jamy, una band alternative rock molto valida di Giubiasco e che di recente si è anche esibita a Zurigo, e i Dream On, un cover dei Gotthard di Asti che sta facendo diverse date anche nel Veneto oltre che in Piemonte, e il cui ricavato sarà destinato ad un' associazione che si occupa di aiutare i ragazzi e di farli seguire per un periodo più o meno breve da un mentore, e ad un'altra che invece si preoccupa di dare sostegno e conforto, sia psicologico che economico, a quelle persone che a causa di una rottura, di un funerale o di altro, si trovano in una situazione temporanea di difficoltà finanziaria. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima.  [Intervista di: Martina Galvani]

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