Progetto Almax

15112015

2013 Settembre "BIG" - Attore "Centovetrine" - MICHELE D’ANCA

Ciao Michele, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati. Quali sono le tue icone di riferimento? Personaggi a cui ti sei ispirato quando iniziato la tua carriera? Dipende, ho icone di riferimento sia a livello di attori che di pedagoghi. I miei punti di riferimento iniziali (almeno dell'epoca) erano gli attori Americani ovviamente, quindi Robert De Niro a partire da “Taxy driver” in poi... anche Barlon Brando perchè è stato un grande innovatore della recitazione cinematografica, Al Pacino… insomma quella che potrei definire “la scuola della recitazione Americana”. In Italia,  sono stato ispirato da Gian Maria Volontè e tutto quel filone di attori che sono a mio parere completi. Parlando di Pedagoghi e di pedagogia io ho studiato tantissimo Stanislasky e quindi tutta la scuola russa da quel punto in poi, tutta la scuola ed il teatro d'arte di Mosca. Il tempo mi ha successivamente portato a fare esperienze che mi hanno permesso di fare incontri reali importanti fino ad approdare a New York. Come vivi la tua notorietà? Rapporto con i fan? Mah, io ho un ottimo rapporto con i miei fan perchè per me è molto importante che un attore sappia come viene visto il suo lavoro, è essenziale capire cosa del proprio lavoro arrivi o non arrivi ai fan, soprattutto quando detieni il ruolo di un personaggio che si articola nel tempo. Mi trovo molto bene in questo momento con il ruolo di Sebastian in Centovetrine, è un ottimo personaggio (ora molto acclamato) ed in questo periodo non posso che averne piacere. la cosa che mi lascia più piacere è che quasi tutti gli appassionati della soap si avvicinano e si complimentano con me non per il personaggio ma per la bravura e la qualità dell'attore e dell’impostazione interpretativa che ho saputo donargli. La fortuna è quando hai a che fare con una continuità. Se l'attore s'impegna si crea con l'autore un legame tacito e sottile. Spesso gli autori si pongono il problema di come l'attore potrà caratterizzare il personaggio: "Riuscirà a sostenere questo ruolo e questa storia tecnicamente facendone uscire tutto il suo potenziale?" Su di me stanno sperimentando molto perchè probabilmente mi ritengono competente e questo non può far altro che rendermi felice. La notorietà è immensa, le persone che ti seguono devono e vogliono vederti credibile. Nel mio caso ho avuto un ruolo di grande potenzialità e i risultati ci sono, si vedono e sono buoni. Queste sono soddisfazioni non di poco conto. Esiste una leggenda metropolitana che narra che ogni attore abbia uno psichiatra per riuscire a distinguere e scindere la persona e quindi l'attore dal personaggio soprattutto quanto ti viene cucito addosso. E’ Vero? Qualcosa di vero c'è nel senso che uno dei Vari problemi psicanalitici dell'attore è quello dell'identità e della transazione del personaggio. Succede anche nella grande cinematografia. Io stesso ho vissuto il problema perchè è un problema. Anche se una buona scuola (in genere questo lo fanno gli Americani) dovrebbe insegnare a perdere il controllo per poi ritrovarlo. E' anche vero però che ci sono dei ruoli maledetti, dei ruoli dove si è talmente immersi da non riuscire ad uscirne da soli, comunque lo sappiamo ed in fondo cercare di non incappare in situazioni anomale è parte del nostro lavoro. Ti sei mai ritrovato in qualche tuo personaggio in particolare? Mi sono ritrovato in tanti personaggi che ho interpretato. I personaggi o li ami o li odi. Mi ritrovo molto in Sebastian. Il personaggio mi deve dare qualcosa. Mi sono ritrovato moltissimo anche un personaggio che ho interpretato nella fiction “Caccia al re - La narcotici” con il ruolo di “Federico Buratti”. Quindi il ruolo di un “cattivo”?! No, diciamo solo un personaggio schietto e folle che crede nel valore delle amicizie assumendone anche  le più estreme conseguenze. Tra attore e  personaggio si crea una sorta di partenza univoca. Le emozioni che il personaggio vive attraverso la sua storia non debbono essere giudicate dall’attore che come personaggio dovrebbe pensare di essere nel giusto anche quando sbaglia. Tutti hanno una storia da raccontare ed è compito dell’attore riuscire a leggerla fra le righe sino ad estrapolare anche le parti apparentemente invisibili. Bisogna tenere sempre conto di tanti diversi punti di vista che servono all’ attore per dare vita e dare un senso all’ esistenza del proprio personaggio. Meglio una buona produzione o una buona pubblicità? La pubblicità è un accessorio, l'importante è una buona produzione, quindi una buona sceneggiatura, un buon regista, il momento creativo durante la creazione. Si può ideare e creare una schifezza come un'opera geniale, quella è una conseguenza. C’è da dire che però tanti film di successo (a mio avviso non particolarmente esaltanti) sono stati spinti anche da una buona pubblicità ed un'ottima promozione. Certo che è importante oggi fare pubblicità ma se non c'è la sostanza non ci sarà mai un reale successo, serve una storia buona, adeguata ed importante da raccontare oltre ad un regista che non distrugga il tutto ma che riesca a mettere a fuoco i momenti importanti e a fotografarli bene raccontandoli altrettanto bene attraverso le immagini che devono arrivare forti ed immediate. Che opinione a riguardo del panorama artistico in Italia? Una  tristezza desolante. Noi potremmo vivere esclusivamente di cultura in tutti i sensi, a 360 gradi ma il fatto è che noi qui ormai non produciamo e non riusciamo a produrre più niente perchè mancano i fondi, anche i privati non investono. Ma non parlo nemmeno di industria a livello Americano ma di quello che c'era una volta in Italia e cioè un sano artigianato di qualità. Chi ha lavorato nel cinema Italiano per tanti anni ne è a conoscenza. Noi abbiamo insegnato a fare cinema a tutto il mondo. Noi abbiamo un patrimonio letterario maestoso. Noi abbiamo il più importante patrimonio di storia dell'arte del mondo. E poi chiediamoci cos’è uscito di buono in questi anni? "Chi ha saputo raccontare bene qualcosa di noi, del nostro paese e della nostra storia in questi ultimi anni?". "Nessuno" !!!. A livello di drammaturgia non vedo autori  di teatro che siano riusciti o che abbiano saputo rinnovare il linguaggio a livello drammaturgico. E' desolante, stanno chiudendo tutti i più importanti teatri, compagnie di danza... ci stanno annientando, annientano la nostra identità per renderci schiavi nella nostra terra a livello economico e finanziario. Tutto potrebbe ripartire solo nel momento in cui noi riusciremo a fare uscire come si faceva un tempo il nostro vasto patrimonio artistico culturale. Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Non lo so, è molto difficile, per me è stato molto difficile, io ho fatto molta gavetta e all'inizio ti senti sempre dire le stesse cose: "E ma ci vuole esperienza" etc... Questo è un lavoro che oltre al talento necessita anche di tanta fortuna, nel senso che si deve essere nel posto giusto al momento giusto. Io forse ho avuto questa fortuna anche se  me la sono sudata perché non mi hanno mai regalato niente. Sicuramente ci sarà chi ha avuto più fortuna di me. Io avendo avuto un percorso più lento di maturazione ho potuto dare una migliore prestazione e forse ottenere  maggiore attenzione e soddisfazione. Noi in Italia non siamo nemmeno riusciti a produrre un film come quello di  Bertolucci che ha vinto nove oscar con "Il Piccolo Budda" e non riusciamo a dare credito nemmeno ai grandi talenti, figuriamoci ad un esordiente. Chi rischia su un esordiente? Perchè c'è sempre il discorso del ritorno economico: "Chi sei tu?" "Che hai fatto?" "Cosa mi garantisci al botteghino?" e quando la risposta è "Niente"... e allora... non hai l'opportunità nemmeno di fare un provino. Probabilmente al momento non ci sono produttori illuminati che riescano a capire il vero genio del talento dell'artista e quindi di conseguenza non riescono nemmeno a fare qualcosa di veramente buono. Si lavora nel tuo settore in questo momento di crisi? In questo momento sto lavorando, però lavoravo anche prima. Ma poi quale crisi? Il precariato è crisi? Chi si è mai preoccupato del mio precariato di attore? Io sono sempre stato precario. Adesso ci si scandalizza tanto per il precariato, tutti vogliono avere il posto fisso, sembrano tanti bambocci... cioè non esiste nulla di fisso, non c'è niente di fisso nell'esistenza, a me viene da ridere. Alla gente in verità non importa di fare più niente nella vita, vorrebbero guadagnare senza rimboccarsi le maniche. Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo televisione e teatro? Io personalmente ho avuto più soddisfazioni dalla televisione, diciamo che dal teatro ho avuto maggiori soddisfazioni a livello artistico ma come attore non mi ha dato quello che mi aspettavo o quello che volevo, oppure semplicemente finora non era la mia strada, magari ritornerò anche a teatro però ho trovato sempre più meritocrazia nel campo televisivo, sembra strano ma è così. Il teatro mi ha dato una formazione vera, mi ha insegnato tanto ed è una bella esperienza formativa ma non mi è mai stato permesso di avere ruoli importanti come ad esempio "l'Amleto", non mi è mai stata data alcuna possibilità di svolgere un ruolo principale o di spicco. La televisione invece  mi ha dato l'opportunità di avere ruoli importanti dove l'attore un può mettere in mostra quello che sa fare e l'attore ha bisogno di ruoli, non è che si può stare una vita a fare da spalla. L'attore deve provarsi, deve sperimentarsi, deve mettersi in gioco e per fare questo ci vogliono ruoli importanti. Quali sono le diversità di recitare in teatro o in televisione? Mah, a livello di preparazione del ruolo, di studio e di coinvolgimento emotivo non trovo nessuna differenza, quello che cambia è il mezzo tecnico col quale esprimi, affronti e racconti un ruolo. In televisione come al cinema si ha una macchina da presa che arriva ad essere un microscopio che rilascia primi e primissimi piani che hanno la capacità di entrare dentro, in profondità, basta quindi l'espressione di un certo tipo per raccontare un mondo, mentre questo in un teatro sarebbe impossibile perchè non riusciresti mai a vedere questi minuziosi particolari. In teatro ci si deve cimentare molto di più, si deve utilizzare una tecnica per riuscire a fare arrivare le tue emozioni nei loggioni, quindi c'è bisogno di più energia, di più voce per un certo tipo di comunicazione. Mi torna in mente che una volta vidi recitare dal vero Marcello Mastroianni e ne rimasi incantato. Una differenza è che nel cinema puoi impegnarti un pochino di meno rispetto al teatro dove invece devi saper dare sicuramente di più.Sogni nel cassetto? In teoria ne avrei tanti ma in pratica non ho tempo per realizzarli. Il mio sogno nel cassetto è quello di tornare a teatro, di recitare sempre al meglio, di fare cinema perchè è assurdo che in Italia non si possa più fare del buon cinema. Io faccio questo lavoro da trent'anni e avrò partecipato solamente ad uno/due film dati al cinema che probabilmente non ha visto nessuno. Questo è un segno di crisi profonda. Ogni volta ci sono i festival e ci si autopremia, ci si autoincensa, parlando bene di un cinema Italiano vivo che invece è morto e che non esiste più. Mi piacerebbe molto fare del buon cinema finalmente. Mi piacerebbe finire il mio romanzo, non so se sono scrittore ma scrivo quei pensieri che ho dentro e che voglio far emergere. Ho veramente tantissimi progetti, sicuramente qualcuno avrò dimenticato anche  di menzionarlo. Progetti futuri ed aspettative? Al momento non ho progetti futuri ed aspettative, c'era una produzione che mi sarebbe piaciuta in Sicilia ma sempre per il solito problema finanziario abbiamo preferito non rischiare. Ci si rimette a fare certe cose. in questo momento sono molto impegnato con Centovetrine. Sebastian è un personaggio concentrato in una trama, una linea nera, drammatica ed impegnativa per la soap. Sebastian sarà per un certo periodo il protagonista della trama più importante della soap, quindi anche volendo non potrei fare altro, poi la storia è molto bella ma m'impegna veramente molto. Finiremo ad Ottobre, poi avremo un momento di pausa di sei mesi per poi riprendere. Ogni anno siamo a rischio chiusura ma perfortuna il prodotto è valido e per fortuna ancora si continua a prdurre.  Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima.  [Intervista di: Alessia Marani - Almax]

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