Progetto Almax

15112015

2014 Marzo - "BIG" Attrici - BARBARA SIROTTI

Ciao Barbara, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati.  Il tuo percorso artistico? Il mio è stato e continua ad essere un percorso curioso. Nasco come musicista, a 7 anni ho cominciato a suonare il piano e ho conservato un certo tipo di attitudine musicale anche nella mia la mia formazione di attrice. Mi spiego meglio: quando impari a suonare uno strumento, capisci subito che per ottenere dei risultati devi fare ogni giorno, anche se non ne hai voglia, gli esercizi tecnici. Le meravigliose scale, l’inebriante solfeggio parlato e cantato e quei simpaticissimi esercizi che si ripetono in tutte le tonalità all’infinito. Una barba infinita!! Che però produceva ogni giorno un cambiamento piccolo, quasi impercettibile e che nel tempo mi consentiva di accedere ad esempio a Bach in un modo diverso. Ero tecnicamente più abile e quindi forse più pronta ad accogliere e cercare di capire la sua grandezza. La stessa cosa l’ho riscontrata durante la Scuola d’Arte drammatica Paolo Grassi, lavorando con Marco Paolini e Gabriele Vacis, con i quali addirittura esercitavamo ore e ore di training teatrale prima di poterci avvicinare ad esempio a Shakespeare, Cechov  o  Ibsen. Non so se sia in assoluto una formula vincente, so che con me funziona. E questo mi basta. Anche perché in questo mestiere non esistono Regole, esiste solo la pratica, il lavoro e le esperienze che vivi ogni giorno e che, insieme allo studio e alla curiosità verso la Bellezza, ti arricchiscono continuamente. Non ho intenzione di annoiarvi snocciolando il mio curriculum. Posso solo dire che ho avuto la fortuna di formarmi e lavorare con bravissimi attori e registi: Franco Nero , Ernesto Calindri, Luca Ronconi e Guido Ceronetti al Piccolo Teatro di Milano, Filippo Crivelli, Marco Baliani, Paolo Ferrari e Giancarlo Giannini. Insomma ho  sempre lavorato, in teatro, cinema, doppiaggio, tv, radio, cercando di essere flessibile e pronta alle diverse richieste professionali. Diffido da chi ragiona a compartimenti fissi, tracciando una linea di demarcazione fra i diversi ambiti dello spettacolo.  L’attore è uno che indossa storie di altri. Certamente il mezzo tecnico attraverso cui lo facambia il suo linguaggio, ma non per questo esistono aree di lavoro meno prestigiose di altre. Quali sono le icone di riferimento? Non credo di essermi ispirata a nessuna attrice n particolare, adoro Monica Vitti, Mariangela Melato e sulla scena attuale mi piace molto Michaela Ramazzotti e Paola Cortellesi. Qualche anno fa mi sono presentata negli Stati Uniti, Los Angeles e New York, con un monologo di Monica Vitti, naturalmente tradotto in americano. Trovai un’ agente interessata a volermi rappresentare nella Grande Mela, ma poi mi sono dovuta fermare per questioni burocratiche troppo intricate (visto e green card). Ogni tanto ci penso.. ti assicuro che sento ancora sulla pelle le luci della 44esima.  Come senti la tua notorietà?  Non sono affatto famosa, per fortuna!! Scherzo, la  notorietà credo faccia piacere a chiunque nel nostro campo, ma per ora posso dire che apprezzo quello che la vita mi ha dato.. errori compresi. C’è una cosa strana che mi sta capitando: dicono sempre più spesso di avermi già vista. Evidentemente credo di somigliare a qualcuno, un paio di nomi li avrei… ma lascio decidere a voi! E' più importante una buona produzione o una buona pubblicità per avere ascolti? Sicuramente la qualità del prodotto è fondamentale. Nell’epoca del web il “passaparola” o il gradimento espresso anche solo con i like e le condivisioni stanno consolidando l’importanza della “buona produzione” come dici tu. Ma credo che la pubblicità rimanga ancora oggi lo strumento più importante. Se il nome di un attore viene ben associato ad un progetto, si alimenta la curiosità del pubblico o addirittura (nei casi più riusciti) il desiderio di “far parte di una comunità”, la stessa che confeziona il prodotto e che diventa in qualche modo il simbolo di un “club vincente”, di persone che amano la stessa cosa e la seguono (un esempio su tutti la serie “Lost”). Chi si occupa della tua sponsorizzazione?  Al momento ho un agente su Roma e uno su Milano, anche se spesso mi capita di entrare a contatto diretto con le produzioni, a volte perché mi richiama un regista con il quale avevo lavorato, o il produttore o un collega attore. Questo mestiere è fatto di contatti, visualizzazioni, presenze. Ogni occasione può essere buona per accendere la curiosità in chi ti osserva, facendo intuire che sei la persona giusta per loro. Che opinione hai a riguardo del panorama artistico in Italia? Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti? Credi nella notorietà Italiana ? Wow… è una provocazione questa? vogliamo scendere in battaglia? Lo dico col sorriso, ma io combatterei volentieri. Per prima cosa ti risponderei che in Italia abbiamo tanti panorami, meravigliosi, ma di artistico c’è ben poco. Purtroppo ormai è un luogo comune, ma credo corrisponda alla realtà. Nelle scuole la poesia, l’arte, il teatro vengono distrutti ogni giorno dalla pesantezza del “compito da fare”. Non si capisce e non si fa capire la cosa a mio avviso più importante: quello che stai leggendo non si chiama solo “Pascoli”, ma è una fonte di ricchezza, una persona che ha visto, ha ascoltato la bellezza delle stelle e ti sta raccontando la sua “ferita”.  Che poi, se ascolti bene… è anche la tua. Poi riguardo al cinema, in Italia ormai si producono solo commedie. Quasi sempre basate sulla notorietà dei personaggi (in genere televisivi), che ripropongono le solite battute, gag improvvisate. Tranne alcuni casi fortunatamente di grande rilievo, come ad esempio Tornatore, Sorrentino, Salvatores… ci ostiniamo a produrre solo commedie in cui i personaggi sono già definiti dal titolo, e scelti solo in base alla notorietà televisiva. Il che può anche andar bene, ma poi devi mettere la sostanza, la storia che devi raccontare deve coinvolgere il pubblico, trascinarlo per il cuore e fargli vivere un’esperienza. E invece spesso ci si ferma lì, sottovalutando a priori i gusti del pubblico che invece non credo sia poi così naive. Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo televisione e teatro? Vorrei sfatare un mito, quello che vede il teatro come su di un piedistallo e la tv invece come una cosetta casalinga, roba da ciabatte e poltrona. Non è sempre così. Dovremmo parlare secondo me di buona o cattiva televisione e di buon o cattivo teatro. Ma come direbbe qualcuno…“questa è un’altra storia”. Sogni nel cassetto? Ho una cassettiera enorme.E pensa che sto ancora finendo di montare gli ultimi cassetti! Ovviamente tutti abbiamo dei sogni, piccoli e grandi. Non so se riuscirò a realizzarli, nel frattempo cerco di dare il meglio di me, migliorarmi ogni giorno e.. sbagliare il più possibile, perché resta alla fine il modo migliore di imparare le cose. L’elenco dei registi con i quali mi piacerebbe lavorare fa parte del cassetto più grande e più difficilmente raggiungibile: Sorrentino, Salvatores, Tornatore, Virzì. E in televisione (anche se sarebbe più corretto dire sul web) la mia ultima grande cotta professionale: Maccio Capatonda!  E poi chissà… potrebbe riaprirsi l’esperienza di New York! “Essere pronti è tutto”, come diceva il grande Billy… La miglior cura per rilassarsi? Te ne parlerò prossimamente ma di straforo posso dirti: Il tango argentino.Lo adoro. Progetti futuri? Sono coinvolta in un progetto cinematografico internazionale e in una webserie vi aggiorno presto! Ok? Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima.  [Intervista di: Alessia Marani - Almax]  

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