Progetto Almax

15112015

2014 Marzo "BIG" Cabaret - ANDREA RONCATO

Ciao Andrea, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati.  Cosa ti ha portato a diventare un attore? Mi ha portato la mia indole. Io ho sempre voluto fare l'attore sin da bambino e quindi andando a scuola e studiando (ho fatto il liceo e l'università) contemporaneamente facevo spettacolo: dalle piccole recite parrocchiali ai primi spettacolini di cabaret e se c'era da cantare andavo a cantare in un coro di montagna che si chiamava “Corus De Lutiis”, se c'era da suonare con Gigi avevo messo su un piccolo gruppo che si chiamava "I ragazzi della nebbia" e nel contempo facevo il conservatorio andando a suonare l'organo in chiesa (suonavo anche ai matrimoni) quindi ho cercato di seguire quella che è sempre stata la mia vena artistica. In un modo o nell'altro ho fatto costantemente spettacolo, l'ho sempre avuto nel sangue. Non ho deciso in  un solo giorno di fare l’attore ma ho percorso la strada che avrebbe potuto spingermi a farlo. Ho intrapreso il percorso universitario per far contenti i miei genitori ma  dentro di me avevo sempre questa voglia di esibirmi e di fare spettacolo.  Com'è nata la coppia Gigi e Andrea? La coppia Gigi e Andrea è nata perchè lui era della mia stessa parrocchia ed io suonavo l'organo in chiesa mentre   lui la chitarra e così ci siamo messi insieme per formare un gruppo musicale.  Da quel punto, pian piano, abbiamo iniziato a fare qualche scenetta e qualche altra cosa, inoltre, andavamo in questo coro di  montagna dove cantava anche Francesco Guccini che ci faceva ascoltare le sue  canzoni mentre noi gli mostravamo le nostre cose finchè lui successivamente arrivò ad aprire un locale  cabaret che si chiamava "L'Osteria delle Dame" e ci propose di esibirci al suo interno. Cominciammo così ad intrattenere un vero e proprio pubblico fino a che un giorno venne a sentirci Sandra Mondaini che cercava dei partner. Le piacemmo e ci volle per "Io e la befana" quindi arrivammo in Rai.Da quel punto è cominciata la mia grande carriera televisiva e filmografica. Cosa ti ricordi della coppia Vianello - Mondaini?  Bhè, ho davvero tantissimi ricordi, avendo lavorato molto con Sandra la conoscevo bene e trascorrevamo molte serate tutti insieme, dormivamo nelle camere comunicanti degli stessi alberghi, giocavamo a carte insieme dopo lo spettacolo, avevamo molta confidenza. Quando andavamo a Roma a lavorare si dormiva a casa di Sandra ed in quel contesto ci presentò “Raimondo Vinello”, una persona deliziosa, di uno spirito esagerato  che ci faceva trovare la gazzetta di Bologna sul comodino tutte le mattine quando eravamo a Roma perchè potessimo leggere il nostro giornale (si sente una certa commozione nei ricordi di Andrea), una persona davvero eccezionale con uno spirito come pochi. In seguito io con loro, solo, senza Gigi, feci anche sei film della nota "Cascina Vianello" nel '97/’98 quindi ho avuto nuovamente la fortuna di poter lavorare con loro e le ricordo come due persone veramente speciali ed irripetibili, secondo me. Esiste ancora l'accoppiata Gigi e Andrea? Con Gigi non è mai finita. Il mese scorso siamo stati una settimana giù a Catania in teatro, due mesi fa eravamo a Bologna in teatro, quindi ogni tanto quando ci capita e quando siamo liberi dai nostri impegni (ed io non faccio fiction, ospitate o cose del genere) ci esibiamo in serate teatrali. Gigi poteva fare qualsiasi lavoro ma ha scelto di seguirmi per amicizia nei miei confronti. Si divertiva e nel contempo guadagnava perchè la nostra accoppiata ha avuto successo. Lui, però,  non ha il mio stesso spirito, non è una persona che come me vive per questo lavoro. Io morirò sul palcoscenico e non smetterò mai di lavorare mentre lui avendo raggiunto la pace economica non ha bisogno di continuare e non gli importa niente di andare in giro a fare provinio cose del genere, si diverte lavorando con me ed è eccezionale, quindi non ci siamo mai divisi ma abbiamo soltanto smesso di fare (senonché occasionalmente) le cose che facevamo insieme perchè ormai avevamo già acquisito appieno l'identità di “Gigi e Andrea”. Ci sono molti comici che come stanno facendo "Aldo, Giovanni e Giacomo" ma anche lo stesso "Checco Zalone" prima o  poi saranno costretti a dover cambiare il loro repertorio perchè stanno da troppi anni interpretando gli stessi personaggi. Io e Gigi quando facevamo i film restavamo “Gigi e Andrea” , con successo,  ma non per questo abbiamo scelto di portare in scena la stessa coppia tutta la vita. Diventa necessario un cambiamento e l’essere credibili anche singolarmente se si vorrà svolgere la carriera di attore per lungo tempo è fondamentale. Siccome il mio sogno è sempre stato quello  di fare l'attore nasceva l’esigenza di cimentarmi in altri ruoli. Attualmente con la Rai sto facendo una parte molto drammatica ben lontana dai ruoli di esordio. Il  non riuscire ad alternarsi in fasi differenti costringe al doversi ripetere ogni volta , però a lungo andare, diventa controproducente. Io e Gigi ormai abbiamo praticamente già fatto tutto perchè se adesso c'è "Don Matteo" noi facevamo "Don Tonino", se adesso c'è la "Gialappa's" noi facevamo i commenti ai concorsi di "Miss Italia" o "Miss Mondo" come la "Gialappa's" ma tutto dieci o vent'anni prima. Abbiamo quindi deciso di intraprendere percorsi diversi e fare qualcosa anche per conto nostro ma mai litigando, sempre e solo per scelta. Come è cambiata la televisione dagli anni ‘80 a questa parte? Bhè, è cambiata nel senso che attualmente in televisione viene dato più spazio alla pubblicità che allo spettacolo ma non perchè ci sia molta pubblicità ma perchè anche gli spettacoli sono fini alla pubblicità…. Gli spettacoli sono fatti per vendere prodotti e quindi mentre una volta si sentiva forse meno questo effetto era possibile fare anche uno sketch da venti minuti, come quando facevamo "La mamma". Adesso a Zelig fanno sketch di due minuti e dopo due battute “sotto un altro” e poi “via un altro” ed altri due minuti con la qualità che viene a scadere perchè in due minuti si ha giusto il tempo di raccontare due barzellette veloci per far ridere. Nello sketch di venti minuti invece c'è una lavorazione differente: bisogna cominciare a costruirlo, inventargli una storia, impostare un inizio, impostare un finale e quindi comporta sicuramente una professionalità maggiore. Noi, infatti, avevamo come nostri autori da "Giorgio Faletti" ad autori che nell'arco del tempo sono diventati grandissimi scrittori. Era tutto un altro modo di lavorare. Noi abbiamo iniziato ad andare in televisione dopo dieci anni di serate in mezzo al pubblico nelle  piazze, nelle strade, nelle cantine, nei teatri e via dicendo. Molta gente ora arriva al successo quando fino al giorno prima svolgeva tutt'altro lavoro, poi magari ha una dote, ma non si è fatta le ossa e non rimane impressa. Anni fa prima di “arrivare” c'era molta gavetta mentre adesso, a volte, la gente dal niente arriva a raggiungere un grande notorietà. L'unico aspetto negativo della facile popolarità e il riuscire a mantenerla. Nel mio caso, dopo trent’anni di questo mestiere, sto continuando a fare fiction ed anche quest'ultima: “UN MATRIMONIO” di “PUPI AVATI” in onda su “RAI 1” sta avendo più di  cinque milioni di ascolti per sera e grande odiens. In molti (sai quanti se ne vedono) hanno ottenuto dei successi strepitosi poi sono durati un giorno, un mese, la durata di unprogramma. Finito il programma si rimane con un pugno di mosche. Il successo lo può dare anche il GF però dopo una settimana dalla fine del reality non ci si ricorda nemmeno dei nomi di chi in quel momento erastato guardato per mesi e mesi. Il successo te lo può dare anche “Zelig” ma anche in questo caso si dimenticano i nomi. Forse ricordando i “personaggi” che interpretavano può riaffiorare alla mente un qualcosa. Finito “Zelig” il comico rimane "quello" che interpretava "quello" a “Zelig”. Tempo fa se c'era un candidato al successo usciva con tanto di nome e cognome, per farti un esempio: “Zuzzurro e Gaspare”, non erano legati ad una trasmissione ma andavano nelle trasmissioni come “Zuzzurro e Gaspare” ed erano loro come personaggi che innalzavano il programma e non viceversa. Adesso chi ottiene la notorietà non è l’artista ma è la trasmissione. Cosa ne pensi dei talent? Di talent forse ne vanno bene uno o due, anche dal GF è riuscito a far emergere “Luca Argentero” ma è stato forse uno dei pochi casi, anche da X-FACTOR sono emersi Giusy Ferreri e Marco Mengoni ma gli altri non li ricordo e sono una persona che guarda molto spesso sia per diletto che per lavoro la televisione. Quando vengono dati successi immediati, proprio perché sono immediati, immediatamente finiscono. Sono le trasmissioni le vere ed uniche incontrastate protagoniste. Ci sono attori che stimi e a cui ti ispiri? No, a cui mi ispiro no, forse all'inizio della mia carriera "Cochi e Renato" che come me e Gigi erano un duo comico affiatato e quindi un "simbolo", mentre, di attori che mi piacciono e che giudico molto bravi sia in tv che nel cinema ce ne sono diversi in Italia, come ad esempio: "Sergio Castellitto" che è molto molto in gamba, mi piace tantissimo anche Giancarlo Giannini che è un grandissimo attore, poi mi piace Fabrizio Bentivoglio e mi piacciono anche “Silvio Orlando”, “Luca Zingaretti” soprattutto nel "Commissario Montalbano". Esiste anche un’ampia schiera di attori esteticamente molto belli ma insignificanti che per fortuna non vengono presi troppo sul serio. Fra questi ultimi non includo ad esempio “Raoul Bova” che invece si da molto da fare. “Luca Argentero” è un altro che s'impegna molto per cercare di migliorare. Come attori esteri mi piacciono in particolar modo “Robert De Niro” ed “Al Pacino”. E tramontata l'epoca dei “Brad Pitt”, forse anche per la crisi si è un pò frenato questo fenomeno. Il pubblico è intelligente e non guarda più una persona solo perchè è famosa, soprattutto agli inizi della carriera. Il grande successo della fiction che sto facendo adesso di "PUPI AVATI" è la dimostrazione che è il pubblico non è poi così impreparato. La classica frase che sento ripetere è: "Va bene, questo programma è una cavolata ma se il pubblico vuole questo..." Io non trovo giusto questo tipo di ragionamento perchè se presenti  invece al pubblico un prodotto di qualità dove anche l'attore che dice una frase come "Il pranzo è servito" è un attore che da vent’anni fa cinema o perlomeno teatro è differente. La gente non è stupida e queste di queste cose se ne fa caso. Purtroppo la televisione spesso e volentieri serve delle sciocchezze asserendo che il pubblico vuole queste cose ma non è assolutamente vero.  Perché produrre cinepanettoni? Che significato hanno? I cinepanettoni... anche questi... c'è una grandissima differenza fra i cinepanettoni degli anni '80 ed i cinepanettoni di adesso. I primi erano dei veri e propri film con tanto di idee, di mezzi, di bravi attori talvolta famosissimi. Io ricordo che nell'ultimo cinepanettone che ho fatto erano presenti “Alberto Sordi”, “Ornella Muti”, “Christian De Sica”, “Diego Abbattantuono” etc. La storia era buona e veniva resa ancora migliore dal cast. Oggi come oggi i cinepanettoni sono solo prodotti per fare soldi e quindi sono rimasti un pò gli scampoli di quelli di una volta. Si cerca di spendere meno nella produzione e soprattutto la storia è sempre quella. Ci sono statiuna serie di film: "Natale a Miami" - "Natale a New York" - "Natale in India" e via dicendo che praticamente erano sempre lo stesso film nel quale cambiava solo il posto.  Come mai Boldi e De Sica non ritornano a lavorare insieme? Mah, perchè molto probabilmente anche loro avranno avuto la voglia di lavorare da soli. Boldi e De Sica alla fine della fiera erano arrivati a fare sempre la stessa cosa. Ad un certo punto prima che il pubblico si stanchi del non vedere nulla di diverso conviene prendere delle decisioni importanti. Penso che Boldi e De Sica se davvero ritrovassero qualcosa di valido da fare insieme non avrebbero problemi a rifarla. Nella fiction di "PUPI AVATI" è stato presente anche “Cristian De Sica” che si è cimentato in una parte drammatica recitandola veramente benissimo. Alla sua età forse si era stancato di fare solo commedie. Perchè anche io ho scelto di recitare con "PUPI AVATI" invece di andare a recitare sulle spiagge? Ormai sarei poco credibile ma ci sono certi attori di cui non faccio nomi che continuano a fare i film sulle spiagge a fare gli sciocchi con delle ragazzine che potrebbero essere le loro nipoti e non fanno più poi così tanto ridere, anzi, forse rientrano anche un pò nel patetico. Credo che un ruolo debba essere rapportato anche all'età anagrafica. Nell'accrescimento dell'attore deve crescere anche il ruolo in base agli anni trascorsi. E perché nonostante tutto i cinepanettoni sono sempre tra i film più quotati al botteghino? Ma non è vero che questi i cinepanettoni sono sempre i più quotati al botteghino, ad esempio questo inverno i film più quotati al botteghino non sono stati i  cinepanettoni. Nel periodo Natalizio le famiglie si riuniscono al cinema ed il cinema diventava un momento ricreativo, come fosse un momento di piazza. Non tutto l'anno però avviene la stessa cosa. Se il cinepanettone ha ottenuto guadagni li ha ottenuti in quei quattro o cinque giorni di festa e basta. Anche il nome "CINEPANETTONE" ricorda che il film è fatto solo per questo periodo di festa familiare. Quando invece vogliamo parlare di premi nobel parliamo della "Grande Bellezza" di “Paolo Sorrentino” che dopo essere stato candidato ai golden globe è arrivato a ricevere un meritatissimo oscar. Ora che ci penso, non ho mai visto un cinepanettone candidato all'oscar, questa sarebbe una sorpresa!. (rido e lui mi dice...) Vedi che l'umorismo degli anni '80 funziona sempre? Mi torna in mente “Checco Zalone” che ha riportato alla luce dei film che avevamo fatto noi negli anni '80. Lo spirito degli anni passati è sempre stato quello giusto, quello che arriva veramente alla gente. Dal cinema alla televisione: come è stato lavorare per “Carabinieri” e nel reality “Ballando con le stelle”? “Ballando sotto le stelle” è divertente, l'ho trovato molto stimolante. “Carabinieri” è una fiction simpatica, carina, leggera. Attualmente mi piace lavorare con attori veri,  non più  con: tornisti , miss Italia e compagnia bella. Chiaramente anche in “Carabinieri” nelle prime puntate c'era la bella ragazza rappresentata da “Manuela Arcuri”, poi c'erano attori bravi come “Pino Caruso”, “Sergio Albelli” e “Arabella”. Successivamente ci siamo ritrovati a dover recitare con quattro miss Italia, tre tornisti e due veline sminuendo la fiction. Cosa puoi dirci ancora della fiction "UN MATRIMONIO" di "PUPI AVATI" che sta riscuotendo davvero tanti consensi? Qual è il segreto di questo successo? Posso dire che è una serie vincente con la prima messa in onda del 29 Dicembre su  “RAI 1” . A livello di indici d'ascolto, la fiction, sta avendo molto più successo di quelle tanto pubblicizzate con “Gabriel Garko” o con “Raoul Bova”, più di tutte le altre fiction proposte attualmente. "Porta a Porta" ha incentrato un'intera puntata della trasmissione su questa fiction perchè è un prodotto d'autore di alta qualità recitata da attori bravissimi dove io ho un ruolo molto drammatico che è quello del papà di “Michela Ramazzotti” e  ricordo davvero questa bellissima puntata con presente “Cristian De Sica” dove penso di aver visto una delle sue migliori interpretazioninel personaggio del padre del giovane che sposerà mia figlia, il quale alla fine morirà per colpa dei vizi del gioco, delle corse ai cavalli e via discorrendo. Siamo entrambi stati invecchiati, perché nelle prossime puntate io avrò già settant'anni e quindi è stato bello iniziare le riprese a quarantacinque anni per poi ultimarle ad ottant’anni (naturalmente parlando di tempo non reale ma basato sulla fiction). Iniziando ai tempi del 1950 ad ogni puntata  questa famiglia protagonista invecchia sino ad arrivare al 2000. E' difficile separarsi da un personaggio affine? Non è difficile ma se lo ami, ti dispiace. Ogni personaggio contiene una parte di chi lo impersona perchè se lo si vuole fare bene bisognerà metterci dentro anche un pò della propria vita personale. L'attore che recita per il cinema è una persona che deve rivivere continuamente a ritroso i propri scorci di vissuto. Per fare un esempio, l'attore che incarna le vesti di un innamorato che deve dire un "Ti amo" ad una donna, deve rivivere in quel momento quella parte della sua vita personale in cui ha amato realmente una donna e quel "Ti amo" che viene detto all'attrice è in realtà quel "Ti amo" che si è detto alla vera persona amata. Se si recita davvero accade così d’istinto. Quando invece si fa teatro bisogna fingere. Fingi di piangere o di ridere, parli a voce alta, ti muovi in modo eclatante etc. però se si fa il cinema è tutta un'altra tecnica. Nel cinema non fingi mai e quando riscontri nell'attore di cinema una cattiva  recitazione significa che non ha ancora acquisito il vero talento. Avere attori bravi vicino a te, ti aiuta ad entrare più facilmente nella parte del personaggio che come ripeto deve rivivere il tuo stesso percorso di vissuto.  Qualche aneddoto buffo da condividere con noi? Mah, sai, di aneddoti buffi ce ne sono sempre tanti, nel senso che, quando lavoro io mi diverto, amo il mio lavoro ed è un lavoro che mi piace tanto, quindi praticamente tutti i film che ho fatto sono costellati di aneddoti buffi. Nel rapporto con gli attori è importante cercare di conoscersi tutti. Ho avuto rapporti amichevoli da “Pippo Baudo” a “Carol Alt”, da “Charlize Theron” a “Ornella Muti” o “Alvaro Vitali” per dire che li ho conosciuti tutti o gran fetta. Ora, in  questa fiction di "PUPI AVATI" che sta lavorando a mio avviso con la più brava attrice esistente nell’attuale panorama Italiano che è “Michela Ramazzotti” debbo dire che sono tutti molto preparati e più sono bravi e più ho il piacere di lavorare con loro. Se il cast è vincente, ti aiuta, è sempre un divertimento continuo. Molto bello lavorare anche nella fiction "Il Resauratore" con “Lando Buzzanca”. Ricordi ancora qualcosa della tua gavetta? Della mia gavetta ricordo tutto perchè ha creato tutta la base sulla quale io sto ancora lavorando, nel senso che, ora so cosa può piacere o meno al pubblico, so come trattarlo, so come comportarmi di fronte a quello che ha bevuto, so come comportarmi anche con quello che ha imparato a memoria tutta la “divina commedia”. Senz'altro la gavetta è quella che ti porti dietro tutta la vita, è come le fondamenta per un palazzo che se non sono solide crolla.  Un personaggio al quale sei rimasto particolarmente legato?  Ce ne sono tanti:  ad esempio nel cabaret "LA MAMMA" che è stato il personaggio che ho interpretato con Gigi e che mi ha dato la notorietà, nelle serie sono legato a quella di "Don Tonino" che mi piaceva e che in fondo continuerò a fare con "Don Matteo"... è la stessa identica cosa. Come film invece mi vengono in mente quelli fatti con attrici brave come “Elena Sofia Ricci”, oppure nei primi film inassoluto "Acapulco prima spiaggia a sinistra o l'allenatore nel pallone. Negli ultimi film invece menzionerei "Il grande cuore delle ragazze" sempre con "PUPI AVATI" e naturalmente questa serie che ho ultimato recentemente "UN MATRIMONIO”. Sono tutte cose completamente diverse ma comunque tappe artistiche molto importanti nella mia vita. Progetti futuri? Per adesso mi astengo dal pronunciarmi però ci sono diverse situazioni che bollono in pentola sia nel settore televisivo che cinematografico, sia in rai che in mediaset. Fra l'altro io insegno anche all'accademia degli artisti a Roma. Insegno cinema e recitazione per il cinema quindi sono sempre molto impegnato.  Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima.  [Intervista di: Brian Novak & Alessia Marani - Almax]

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