Progetto Almax

15112015

2013 Luglio - Pittore - FILIPPO BELLAVISTA

Ciao Filippo, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. Come ti sei avvicinato alla pittura? Ce l’ho sempre avuta vicina… Qualunque ricordo, qualunque immagine della mia infanzia contengono un pennarello, una matita, qualche foglio di carta da scarabocchiare… E i muri, presagio di una passione futura… non appena i miei decidevano di imbiancare io già pregustavo la voglia proibita di una bella ed immensa pagina bianca da pasticciare….. Appena si distraevano un attimo mi fiondavo dietro la porta del corridoio (che era un provvidenziale separè da occhi indiscreti) e davo la stura a creatività e fantasia…. Inutile aggiungere che questa mia passione non era troppo ben vista e non priva di ripercussioni… forse è stato allora che ho imparato a chiedere il permesso ai proprietari dei muri da dipingere!!! Il tuo percorso? Totalmente da autodidatta. Ho un carattere piuttosto “indipendente” che mi ha fatto rifiutare l’omologazione ai miei coetanei che frequentavano i vari istituti d’arte. A tratti ho voluto scrollarmi di dosso questa vena artistica e creativa come se fosse un fardello ingombrante. Ma a periodi tornava su, come una macchia su un muro che riemerge nonostante le mani di pittura. E allora si sono inframezzati periodi in cui disegnavo, incidevo con il pirografo, imparavo ad adoperare pennelli aerografo e colori…. Poi ho iniziato a convogliare certe inclinazioni verso la grafica pubblicitaria, settore in cui ho lavorato per una ventina di anni e verso la decorazione di interni, mia attuale occupazione. Le tue tele solitamente di cosa ritraggono? Dipende. Innanzitutto le mie opera nascono prevalentemente come pitture murali. Talvolta pannelli in legno. La mia preferenza va agli animali, specialmente i selvatici. In second’ordine i paesaggi e la tagliente espressività grafica della pittura Giapponese. Poi c’è da considerare che trattandosi di applicazioni molto particolari il soggetto è frutto di uno studio accurato dell’ambiente e tiene conto dei gusti e desideri del proprietario…. In effetti potrei dire che sono un Visualizzatore di Sogni…. Preferisci colori caldi o freddi? A preferenza caldi… ma a volte “comanda” il soggetto….. Parafrasando un celebre libro, direi che “il mio Nome è rosso”…. Come nasce un tuo quadro? I pannelli nascono da attrazioni estemporanee per il soggetto. Come dicevo la vitalità dello sguardo di un animale, la sfida nel renderlo “vivo”. Nel caso di opere su commissione mi concentro nel visualizzare i desideri e i “sogni” espressi dal Cliente, in una seduta specifica…. Da dove trai gli spunti? Da dove capita… può essere un flashback, un foto, un animale incontrato nel bosco…. Cosa ne pensi delle mostre? Sicuramente utili al di la dell’apparenza da vetrina per certi personaggi da comparsa. Però, fatto salvo questo particolare è indubbio che è un momento importante per la vita di un artista che voglia farsi conoscere ed apprezzare. Personalmente, visto il carattere che mi ritrovo non mi sento troppo portato… Cosa ne pensi del gusto delle persone? Mi astengo dal giudicare. A volte evidentemente lascia un po’ a desiderare, a volte è inficiato dall’apparenza, perché molti non esprimono realmente ciò che vorrebbero apprezzare ma piuttosto cercano un contegno o una condivisione… Una soddisfazione? Vedere riconosciuta un’opera, quale che sia, come “la mia”. Quando è capitato è sempre stata una grande gratificazione….. Contrariamente ai personaggi di “il mio nome è Rosso” ritengo che ognuno di noi debba dare alle proprie opere un po’ della propria personalità, della propria anima, anche se è un remake…. Da ragazzo, andavo ancora alle superiori, dipinsi una borsa di cuoio che mi regalò mio padre. Ritraeva la copertina di un disco del mio gruppo preferito. Purtroppo la persi in autobus, con gran rammarico. Non ne seppi più nulla per almeno un anno e mezzo, quando durante uno di quegli “scioperi generali” in cui tutti gli studenti si riversano nei parchi e giardini pubblici venni avvicinato da un amico. Il quale venne a raccontarmi che a sua volta parlando con un suo amico (che non conoscevo) venne fuori che questi era rimasto impressionato da un oggetto,una borsa appunto, vista ad un ragazzo che gironzolava nel parco…. “Era un bellissimo disegno degli Iron Maiden, pareva proprio uno di quelli che fa quel tuo compagno di classe”…. Non conosceva me ma si ricordava i miei lavori!!!! In una città da quasi un milione di abitanti è una bella soddisfazione no? Inutile dire che la borsa tornò con me nel giro di mezz’ora…. Qualche sassolino nella scarpa? Nessuno, non porto rancori ne tengo “arretrati”. Quello che ho da dire lo dico sul posto e non se ne parli più… niente conti in sospeso, come gli antichi Samurai…. Sogni nel cassetto? Diventare bravo a dipingere!!! Come Hokusai, che a novant’anni pregava per avere ancora dieci annidi vita per poter perfezionare lo stile…. Credi nell'arte pittorica Italiana? Si, certo!! Siamo pittori per Genetica! Progetti futuri? Sviluppare la mia attività lavorativa in tal senso, viaggiare per realizzare le mie opere ovunque…. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima. [Intervista di: Alessia Marani - Almax]  

Curiosità… A Filippo piace molto anche scrivere ed ecco alcuni dei suoi testi:

La casa che tocca il cielo

Piove. Il Mare è una distesa nera spazzata dal vento… Seduto in macchina lo osservo in una giornata per niente primaverile… L’odore della pioggia, del vento e delle alghe entrano anche se i finestrini sono chiusi… E i pensieri prendono il volo leggeri e indisturbati, la mente dissociata dal corpo in uno stato ipnotico…Basta poco. Basta la luce del lampo che ringhia sull’acqua, e non sono più lì… Sono trasportato in un sogno in bianco e nero. Nella casa che tocca il cielo. Quella luce di folgore scioccante e vitale che entra dal lucernaio e illumina il letto… E poi il suo odore, della sua pelle morbida e bianca, dei lunghi capelli sparsi sul cuscino… E l’immagine prende colore, le labbra rosso vermiglio, gli occhi colmi di desiderio… E poi il suono, la voce del tuono che urla “adesso”!!! E non so più dov’è la tempesta, svaniscono il confine dei muri, dello spazio e del tempo, della quotidiana maschera… Compare solo l’urgenza bollente, la voglia di unirsi senza ritegno, di sciogliersi in un amplesso lungo e potente. E sentirla gemere, come una brezza marina che inizia ad increspare le acque e poi esplode nell’ululato dell’Uragano che non ha mai fine… Perduti in un oceano che non conosce sosta né requie, e onde che si susseguono inarrestabili per poi all’improvviso cullarci dolcemente… nudo e bagnato guardo il soffitto. Le nubi ferite da uno squarcio azzurro brillante… Ho visto la luce nella Casa che Tocca il Cielo.       

Ti ho visto partire

Dalle labbra dischiuse Il tuo spirito ho visto volare sospinto dall’ultimo sospiro,  oltre le nubi, dove splende il sole ed un vento fresco spazza via i pensieri e le miserie della vita. Ti ho visto partire senza valige e senza rimpianti, Il volto appena rasato e sereno, un saluto senza voce, affidato ad una lacrima scorre umido tra le mie dita.      

Pelle di Luna

Sei un’apparizione improvvisa con il vento della sera, una presenza dolce e fresca, una promessa dietro gli occhi impazienti, una voglia a lungo repressa, un profumo leggero e persistente, un corpo sodo e fremente. Scambio di anime senza barriere, bianca e splendente illumini la stanza. Abbraccio di latte bollente, lacrime di cera sul mio petto: “Sei speciale”. La tua voce come un mantra, scandisce il tempo della notte svanita all’alba, portata via dal giorno. Le tue orme sulla neve, Il ricordo di un sogno.

Pensieri

Il corpo subisce l'ingiuria del Tempo. Il cuore è giovane per sempre. Dentro il petto celiamo ricordi. Di un giorno.... di un anno... I sentimenti non hanno scadenza...Con ali bianche volano tra le pieghe della memoria.

©Filippo Bellavista

Un abbraccio all’eclettico Filippo Bellavista da Almax Magazine :)

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