Progetto Almax

15112015

2013 Agosto - Pittura&Poesia - ENRICO CORTI

"Voglio presentarvi un’artista autodidatta, simpaticissimo e alquanto eccentrico, il 36enne fiorentino Enrico Corti"

Enrico Corti ha sviluppato fin dall’adolescenza un’emotiva propensione per la poesia e la pittura e per tutto ciò che riguarda il creare e la creatività. Col suo STRAVAGANTYA PROJECT, indaga gli interrogativi e le riflessioni dell'essere umano nel mondo rappresentandone la sua anima dionisiaca ed emotiva fatta di angosce, paure, deliri, turbamenti, passioni, trasgressioni, gioie, trasformandole in forme e colori. In una continua sperimentazione stilistica, tecnica e concettuale che comprende oltre ai dipinti, sculture, poesie, installazioni, accessori moda e di object design. Le tematiche che rappresenta nei suoi lavori sono quelle dello struggimento amoroso, del disagio interiore, della distruzione e degrado ambientale per mano dell’uomo, della sete bramosa per il denaro e delle guerre in nome di falsi valori umanitari ma solo per la conquista degli ultimi giacimenti petroliferi, dell'erotismo religioso blasfemo, degli eccessi e deliri dell'umanità, dell’indifferenza e relativa solitudine, di denunce sociali, dell’inquietudine interiore, del rapporto tra l'essere umano e la natura e dell'individuo nella società stessa. Nel suo linguaggio pittorico prendono forma figure umane che in una dimensione tra l’irreale e il surreale, recano in sé echi fiabeschi, espressionistiche pose da odalisca, simbolismi, incisività geometriche astratte, prospettive allucinanti distorte e soprattutto una rielaborazione-deformazione onirica di luoghi e creature riprodotte in una più contemporanea chiave di lettura surreale. Diverse sono le tecniche pittoriche adottate per la realizzazione delle sue opere: acrilico, olio, sino ad applicare inserti metallici, polveri alimentari, o incidere e bruciare la tela stessa. Conosciamo questo stravagante artista da vicino… “Benvenuto Enrico è un vero piacere averti qui”. – “E’ un’Onore essere intervistato da te”.

Ciao Enrico, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati.  Cos'è l'arte per te? E quando è nata questa passione in te? L’arte per me è un vulcano interiore, una tempesta che parte da dentro e trasforma le mie emozioni, angosce, turbamenti, passioni in forme e colori in una continua ricerca formale e tecnica che mi porta a cimentarmi con la pittura, la poesia, installazioni, sculture, object design, vestiti e accessori moda. L’arte per me è creazione, trasformare un’idea, un concetto, una sensazione in un qualcosa che abbia forma e colore in modo da trasmetter anche a chi la vede quel determinato stato dell’anima. Non c’è una data precisa nella quale sia nata questa passione, è sempre stata dentro di me fin da bambino. Un'artista che ti ha ispirato e  che hai utilizzato come modello? Sono autodidatta non ho nessuna nozione tecnica né accademica e quindi nessuno studio specifico su altri artisti, e non ne ho uno come modello, ma amo Dalì, Picasso, Clemente, Matisse, Bukowski. e la Beat generation, Sid Vicious, David Bowie, Jim Morrison, The Cure, The Smith. Perché la musica è parte integrante della creazione, sta all’interno dell’opera stessa. E odio invece tutte quelle forme di paraculi e leccaculi che vi sono all’interno del mondo dell’arte, quella sorta di prostituzione artistica a volte subdola a volte palese, una sorta di mignottocrazia. L'opera  che ti ha dato più soddisfazioni? L’opera che mi ha dato più soddisfazioni è “v.i.t.r.i.o.l.” dove rappresento gli eccessi e i deliri di questa umanità. Vi è raffigurata una perversa e sballata ultima cena, un paradiso. Il momento della giornata che preferisci per dipingere? Da cosa sei ispirato, hai  una tua musa ispiratrice quando realizzi un'opera? Non ho un’ora particolare della giornata, ma un particolare momento interiore, ogni qualvolta mi sento fermentar dentro una determinata immagine allora  è come se andassi in trance, mi estraneo dal mondo e non sento  ne fame ne sete, e m’immergo e mi sazio dell’immagine che creo, è come un partire, si, creare è come mettere al mondo una nuova forma di vita. Perché cos’è l’arte se non un cuore pulsante?!  Le mie muse ispiratrici sono state per lo più ex ragazze che hanno avuto il dono di riuscire a smuovere le corde dell’anima mia. Progetti futuri e sogni nel cassetto?  È tutto un susseguirsi continuo di progetti, non per niente l’insieme delle mie produzioni si chiama Stravagantya Project. Comunque sto terminando due serie di lavori, il primo: artist paper toilette ,dipinti a inchiostro su carta igienica. Il secondo: Orient sex express , una raccolta di dipinti di mie esperienze sessuali sui treni. Il sogno nel cassetto è quello di uscire da questo anonimato di artista emergente, e chissà un giorno poter esporre in gallerie di fama mondiale, e soprattutto riuscir a  viver di ciò che creo. Grazie per il tempo che ci hai dedicato. Grazie a te, ma la prossima volta viene di persona ad intervistarmi, così dopo ti porto in giro a farti visitare la mia Toscana. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima.  [Intervista di: Nancy M. Rock]

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