Progetto Almax

15112015

2013 Novembre - Fotografia - WALTER FANTUZZI

"Walter Fantauzzi è nato a Colleferro (Roma) il 22 ottobre 1978. Dopo una scuola di formazione tecnica, abbandona gli studi per dedicarsi alla progettazione grafica e della pubblicità, per poi passare a nuova comunicazione web multimediale. Attualmente esperto in applicazioni mobili come UX e UI Designer per applicazioni per dispositivi tablet e smartphone. Figlio d'arte nel 2009 ha deciso di trasformare la sua passione per la fotografia da dilettante a professionista formazione presso la scuola "Officine Fotografiche" di Roma."

Ciao Walter, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati. Benvenuto, raccontaci come ti sei avvicinato alla fotografia e in generale all'arte, sapendo che hai un'illustre pittore in casa? Ciao carissimi, è un piacere essere intervistati da voi. Mi sono avvicinato alla fotografia sin da piccolo, dopo aver scaricato un intero rullino di una KODAK usa e getta per fotografare la stessa cosa più e più volte. Essendo figlio di un Pittore, ho sempre avuto in giro per casa fotografi ed artisti per cui con il passare del tempo mi sono avvicinato alla grafica editoriale e al design, tutt’oggi mi occupo di UX and UI design per un’azienda informatica. Il passo dal design alla fotografia è minimo, ed avendo da sempre questa passione nel 2009 mi sono detto perchè non passare ad una carriera professionale? Così mi sono iscritto nella scuola di Officine Fotografiche di Roma e li mi sono formato per 3 anni di seguito in vari settori fotografici. Il tuo percorso passa anche attraverso la musica, parlaci della tua esperienza? Hai detto bene, sono da sempre un amante della musica ascoltata e suonata.  Tu mi conosci bene anche sotto le vesti di musicista, ed in particolare per chitarra e flauto traverso. Aimè il tempo però da dedicarvi è stato sempre minore... Ma la musica mi ha dato modo di capire i ritmi che posso utilizzare nelle mie foto. Di fatti le forme in movimento che cerco di immortalare sono sempre sinonimo di “melodia”, tanto che il mio prossimo progetto, attualmente in cantiere, si basa molto sulla musica  posso dirti che ne vedrete delle belle... I tuoi scatti solitamente di cosa ritraggono? Principalmente persone o personaggi... La mia ricerca attuale si basa su ritratti di tipo introspettivo. Ti spiego cosa è il ritratto in fotografia: <<è un’immagine che descrive le caratteristiche non solo fisiche di un individuo ( o essere vivente) ma anche il suo skill (come direbbero gli inglesi) ovvero cosa fa quella persona di mestiere?>>. Ti faccio l’esempio del Pittore Franco Fontana che venne immortalato dal fotografo Ugo Mulas a cui commissionò un ritratto. Il fotografo dopo vari scatti capì che la foto di ritratto dell’artista non era il suo volto ma il suo gesto del taglio della tela. Da li ne derivò la famosa foto in bianco e nero in cui la silouhette del pittore si fonde con lo spacco nella tela generato dal taglio... questo era il ritratto di Fontana... il suo “gesto del taglio”.  Ecco cosa si intende per ritratto in fotografia, e in funzione di questo voglio percorrere una strada basata su ritratti introspettivi così come ho fatto per il mio progetto Flutelike Woman. Come nasce una tua foto? Da dove trai gli spunti e quanto tempo dedichi alla concettualizzazione dell'immagine che poi realizzerai? Bella domanda questa. Una foto nasce spesso dalle emozioni suscitate mentre leggo un libro, ascolto una canzone, mangio un panino, faccio una foto con il cellulare, condivido su instagram e facebook qualche pensiero... beh diciamo che non nasce per caso, ma è la vita e le sue situazioni che mi portano a ponderare un determinato progetto. Per quanto riguarda le fotografie di fashion si seguono delle linee guida che si mettono in atto con il cliente. Questo mi da gli obiettivi da raggiungere, e pertanto ne analizzo le informazioni e presento delle bozze di progetto. Mentre per le mie opere fine-art concettuali, il tutto nasce da quegli stati d’animo che vivo giorno per giorno... Il tempo che vi dedico è vario... l’ultimo progetto l’ho partorito dopo 3 mesi di vita eremitica, altri in meno di 1 giorno alcuni sono invece “LAMPO”, così li definisco io  estemporanei. Cosa ne pensi delle mostre? E' possibile vedere i tuoi lavori in giro? Credo che le esposizioni siano per un certo tipo di fotografia. Ovvero il messaggio che una foto emana, va bene per un tipo di mostra piuttosto che un’altra. Credo molto che per progetti fine-art il fascino della mostra sia unico, non è pertanto mercificato e virtuale come vedere una foto sui social network. I miei lavori attualmente sono esposti all’estero sottoforma di stampe fine-art con tecnologia Hahnemühle (un tipo di stampa molto particolare  e certificato nella tiratura in modo da rendere la foto un’opera d’arte) e sia sul mio sito in cui c’è anche una sezione shop dove poter acquistare le opere in modo “reale”. Spero prossimamente di esporre in gallerie su Roma con le quali ho preso accordi. Quante soddisfazioni e quante delusioni seguendo la strada dell'arte? Togliti qualche sassolino dalle scarpe. Anche questa mi sembra una bella domanda... mi soffermo un pò, e ti rispondo. 1, 2, 3, 4 minuti...  Beh dopo 5 minuti di attenta riflessione posso dirti che le delusioni sono state tante. Il mondo della fotografia, almeno per come lo si vive qui nella capitale, è veramente allucinante, permettimi il termine. Dico questo perchè ho avuto molti contrasti con altri colleghi che, come è ben noto, per tirare l’acqua al loro mulino mi hanno messo in cattiva luce. Ma chi ha lavorato con me sa come sono e come lavoro, e credo di avere prima o poi quello che merito. Soddisfazioni per ora non moltissime, ma quelle poche sono ottime. Sono stato pubblicato su “GQ. Com” lo scorso 13 settembre, ed ho avuto varie pubblicazioni editoriali per riviste fashion estere come En-Vie magazine. Cosa pensi dei fotografi italiani, c'è n'è qualcuno valido?  Certamente, ce ne sono molti di validi e validissimi, non sto qui a dilungarmi sui nomi a ‘mo di bibliografia. Credo che la fotografia Italiana abbia grandi capacità, ma quello che devono assolutamente modificare è il senso per le quale vengono fatte le foto. Non devono basarsi sui “Like” di facebook... devono cercare di comunicare un messaggio, avere pertanto ben delineato all’interno del fotogramma un concetto. Per concludere, parlaci dei progetti futuri e se hai un sogno da realizzare.  Diprogetti futuri ne ho tre in cantiere. Uno è molto particolare ed uscirò dagli schemi della fotografia e del mio stile, è una sorta di esperimento... ma non posso darvi anteprime... Magari se questa intervista uscirà successivamente al progetto potreste già averlo visto. Il secondo riguarda dei ritratti introspettivi... voglio continuare su quella linea. Il terzo è la ricerca del nuovo, potrei spaziare in tutto. Il sogno da realizzare? Beh una esposizione a New York. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima.  [Intervista di: Piero e Lisa - Alchem]

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