Progetto Almax

15112015

2013 Novembre - Pittori - CATIA BRIGANTI

"Catia Briganti: “Tutto quello che le è passato per gli occhi ora è nelle sue opere". 

Ciao Catia, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati. Come ti sei avvicinata all'arte? raccontaci il tuo percorso. Mi sono avvicinata all'arte nel senso di fare arte, in modo continuativo e definitivo oramai tredici anni fa, quando dopo tanto vivere da sola, mi sono ritrovata consapevolmente con una persona vicino, Luca, ed una dentro, Anita. Quindi dal momento che non potevo più viaggiare fisicamente, per questioni logistiche, aspettavo appunto Anita la mia prima figlia, ho iniziato a viaggiare con la mente. Così tutto quello che avevo vissuto nei primi diciamo trent’ anni della mia vita, i colori, i profumi e tutto, è uscito fuori nella realizzazione deimiei lavori. I tuoi lavori sono frutto dell'assemblamento di materiali riciclati, solitamente di cosa ritraggono e come nasce una tua opera e da dove trai gli spunti? Preferisci colori caldi o freddi e come definiresti la tua arte? I primi lavori ma anche molti degli attuali, nascono dalla esigenza economia in primo momento e poi etica, quindi il riutilizzo e la decontestualizzazione, dei materiali è prima necessità e poi virtù. Normalmente utilizzo legno, metalli ed ora anche carta e vetro. Le opere nascono come installazioni o sculture utilizzando i colori e le forme che più mi ispirano nel momento della creazione. Nel mio primo periodo di lavoro tredici anni fa oramai, utilizzavo tanto colore, tutto colore unico, nel senso creato direttamente durante l'uso sul materiale stesso. Molto coinvolgente e di impatto. Ora tendo a togliere sia colore che materiale. Quindi bianco e spesso rosso e materiale sempre più leggero. Cosa ne pensi delle mostre esposizioni nelle mostre d'arte? Mostre ed esposizioni, curati da altri intendo invitata e gestita da curatori e persone qualificate, capaci ed oneste, sono un sogno che qualche volta si avvera, ho avuto l'occasione di conoscere belle persone che mi hanno dato tanto, e alle quali evidentemente ho dato molto anche io. Poi ci sono incontri che magari mi hanno lasciato amarezza ma mai ho pensato di lasciare la possibilità di fare mostre che sono molto impegnative ma anche molto gratificanti. Adrenalina che dura per tanto e che mi da forza per ripensare al mio lavoro ogni volta differente. Raccontaci una delle più grandi soddisfazioni ricevute dal tuo lavoro. Grande soddisfazione dovrei dire l'invito inaspettato e la partecipazione al padiglione Italia presso “Il palazzo degli Alessandri” a Viterbo per la Biennale di Venezia per 150 anniversario dell'Unità d'Italia. Debbo dire la verità però che poco mi ha segnato emotivamente...mentre il riscontro morale e il contatto con il pubblico che visita le mostre personali o collettive dove si trovano i miei lavori, mi da tanto. Direi che mi riconosco e mi capisco tramite le critiche positive o meno che le persone fanno durante la partecipazione. Hai qualche sassolino nella scarpa da toglierti? Non ho nessun sassolino, lavoro tutti i giorni in CAnTInA che è il mio laboratorio ed atelier da poco ristrutturato e sono felice così, anche se sono consapevole che se io con le mie opere e la mia CAnTInA fossi in Germania, o in nord Europa, avrei una serenità diversa una dignità riconosciuta e non avrei scrupolo a usare i soldi guadagnati con il mio lavoro per comperarmi vino buono e coloria volontà.Sogni nel cassetto? Il mio sogno e volontà è vivere con il mio lavoro di artista. Io ora ci vivo perchè abito in un paese, bello e solidale, perchè viviamo io e la mia famiglia in maniera semplice e poetica e perchè mio marito paga le bollette...io vorrei invece non dover temere di non riuscire a pagarle... Credi nell'arte pittorica Italiana? Credo nell'arte come poesia quotidiana, come modo di vivere e respirare. Non credo, ma perchè non ho capacità di memoria, nei corsi e riscorsi storici.  Progetti futuri? Progetti tutti i giorni a volte più concreti altri più surreali. Oltre al mio lavoro quotidiano in CAnTInA mi occupo in maniera concreta di ristrutturazione di interni, in maniera concreta nel senso gestisco i vari lavori di ristrutturazione e li eseguo anche oltre ad utilizzare i miei lavori ed opere negli interni stessi. Parlaci della tua associazione e della "Cantina" che hai appena ristrutturato dove realizzi i tuoi lavori. “CAnTInA” era la cantina o meglio la casa vecchia di mia nonna Anita dove teneva le riseve alimentari etc...è il luogo dove lavoro oramai da 15 anni e che mai lascerei è dove creo penso ricordo e vivo tutta la mia poesia. Vi aspetto. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima.  [Intervista di: Piero e Lisa - Alchem]

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