Progetto Almax

15112015

2013 Aprile - Pittrice - LAURA LEDONNE “ LULE’ ”

Ciao Lulè, ti ringraziamo per la tua partecipazione su Almax  Magazine di cui siamo onorati. Come ti sei avvicinata alla pittura? E’ difficile dirlo. I miei ricordi risalgono a quando frequentavo la scuola elementare, alcuni miei compagni mi chiedevano di disegnare e colorare per loro. Un giorno, sul terrazzino di casa mia, feci su un foglio a quadretti, il ritratto del Cristo, ai miei occhi risultò così meraviglioso, che a soli dodici anni si insinuò nella mia mente l’idea che si trattasse di talento. Cosa rappresentava per te il talento, e cosa rappresenta oggi? Non è solo passione, il talento è un’innata capacità, è un archivio di sapienza che la natura ci ha donato. Nel passato non mi ero mai definita un’artista anche se lo volevo con tutta me stessa. Ma ero combattuta, convinta che nella società odierna la professione della pittrice non sarebbe stata proficua, e poi le persone che hanno partecipato alla mia educazione avevano poca visione a riguardo. Per parecchi anni ho avuto un blocco nell’esprimermi artisticamente, proprio per la difficoltà a capire ciò che è bene e ciò che è male per me. L’arte, a mio parere, è un ingrediente fondamentale per sciogliere i conflitti interiori. Ognuno deve occuparsi di ciò per cui è nato – e nel mio caso è l’arte. Non occorre cercare una spiegazione, basta trovare un modo personale ed efficace che permetta l’evoluzione, con la pace nel cuore e l’entusiasmo nel fare. Il principio di questa evoluzione sono stati alcuni capovolgimenti e scuotimenti della vita, che necessitava il mio animo artistico, nati negli ultimi tre anni; a seguire, l’incontro con i veri maestri incrociati lungo il mio cammino. Tra questi il mio compagno Simone Coen, lui più di tutti mi ha fatto comprendere come utilizzare l’intuito quando è il momento di aprire il rubinetto dell’emotività artistica; è stata una rinascita. Come nasce un tuo quadro? Hai dei colori che prediligi? Sono scrupolosa, anzi, cauta esploratrice, osservo il dettaglio più che l’insieme degli elementi. Anche il dettaglio che stona nell’immagine cattura la mia curiosità. Riguardo ai colori, tutti attraggono la mia fantasia, quasi spesso attraverso sfumature, velature e trasparenze; non meno importanti sono gli effetti chiaro-scuri; infatti, la luce è da sempre l’idea rivelatrice per i miei soggetti. Di recente adotto la tecnica dello schiarente, spennello sfumando la candeggina su t-shirts, di tessuto, ovviamente scuro, estrapolando luce dalla profondità, sorprende vedere il contrasto; essa è stata per me una svolta, una valorizzazione della mia arte mai immaginata fino ad ora, il mio primo vero passo verso un’intuitiva, autentica identità artistica. Solitamente cosa ti piace ritrarre? Mi lascio spesso ispirare dai volti e da alcune anatomie del corpo umano. Constatando che mi attraggono anche i particolari, diventa per me una sfida dipingere di significato la loro totalità, a volte mi diverte dipingere l’assurdo nell’ordinario contesto: provate ad immaginare del bucato steso, e a fare da protagonista sono due infradito: trattasi di uno dei miei quadri (in vacanza tutto è lecito!) Cosa ne pensi del gusto delle persone al giorno d'oggi? Penso che il gusto delle persone sia strettamente legato alla sfera emotiva e storica del proprio vissuto: ad esempio, io stessa ho fatto fatica a trattenere la commozione di fronte al dipinto di un artista che ritraeva il nostro pianeta nella fase della sua nascita, il pittore aveva dipinto così fluidamente che pareva un feto. Hai mai vissuto l’esperienza di una mostra personale? Ti piacerebbe? Penso che il modo di mettersi in contatto con associazioni che si occupano di mostre e di concorsi sia per me un percorso lastricato di difficoltà, di recente ho consultato alcuni concorsi in cui possono accedere solo gli under 35 o i laureandi. Fino ad ora ho partecipato a due mostre collettive di un gruppo di cui facevo parte, a capo di questo gruppo c’era Silvana Scrivelli e sua figlia Stefania – entrambe insegnanti d’arte pittorica. In queste occasioni ho venduto quattro delle mie tele che raffiguravano un cortile della vecchia Niguarda, un mercato natalizio dell’800, ragazzi che corrono, e un trompe-l’oeil in cui ho dipinto delle conserve su mensole. Certo, mi piacerebbe una e più mostre personali, ho bisogno del mio tempo per decidere se scegliere l’espressività del tema o l’espressione della tecnica, o tutte e due le cose. Intanto, in che modo diffondi la tua arte? Ho dato il via al primo progetto per me importante, il blog (www.luleart.wordpress.com), che ho da poco ultimato. La vendita frequente, dei miei dipinti su tessuto a fondo scuro, ovvero le t-shirts, mi ha stimolato così tanto che ho ritenuto fosse il momento di metterle in rete, compreso il resto della mia arte. La mia riconoscenza va innanzitutto a un amico Giacomo Sargenti, fumettista della satira, che mi ha suggerito la tecnica dello scolorimento. Al mio amico violinista Igor Congedo che mi ha incoraggiato presentandomi coloro i quali esprimendo il desiderio, ora indossano i miei dipinti, in cui li ritraggo nelle vesti di elfi, streghe, regine ed anche eroi immaginati. Al mio amore Simone, invece va tutta la mia stima, sempre al mio fianco, lui crede in me più di quanto ci creda io. Una soddisfazione? Avere avuto la conferma che il mio ”tratto” è inconfondibile, ciò sta a dimostrare che la ricerca di un mio stile è il premio per il mio percorso evolutivo. Qualche sassolino nella scarpa? A volte ho il rimpianto di non essermi iscritta all’ Accademia delle belle arti, più per l’atmosfera, immagino avrei potuto cogliere altri stimoli per la mia ricerca artistica e forse avrei percorso altre strade. Sogni nel cassetto? Progetti futuri? Sogno di essere l’impresaria di una catena di art-shop, o market dell’arte, la tipologia è simile ai gazebo mobili, ma più graziosi. Ho dato il via al mio unico progetto: divulgare e stimare l’arte di Lulè! Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima.  [Intervista di: Veronica Liga]  

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