Progetto Almax

15112015

2013 Ottobre - Ipnosi Terapeutiche - MARCO CHISOTTI

"Da circa un anno, grazie alla mia “zia acquisita” Maria Rita Ceccaroli, mi sono avvicinata al mondo delle ipnosi regressive. Credendo nella reincarnazione, credo ai debiti karmici, credo che siamo su questa terra per svolgere un percorso che ci siamo prefissati prima di “scendere sulla terra” in modo da evolvere e imparare delle lezioni. Ho avuto modo, tramite Maria Rita, di avere a che fare con dottori i quali sono dell’idea che solo i laureati in psicologia o scienze affini possano praticare ipnosi. Da qui lo sconforto di Rita la quale voleva aprire insieme a un suo amico uno studio a Roma per aiutare le “anime” a perdonare e ad andare nella luce. Ho cercato su internet altri dottori e ho avuto l’onore di intervistare un grande medico, il dott. Marco Chisotti, Psicologo, Psicoterapeuta, Presidente dell'AERF, Ipnologo Costruttivista Clinico, consulente presso l'Istituto di Medicina dello Sport di Torino, responsabile della formazione dell'AERF nei corsi di counselling e coaching, il quale, con grande umiltà mi ha dato delle delucidazioni che voglio condividere con voi."

Buongiorno Dott. Chisotti (LUMINARE), la ringraziamo per la sua partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati. Dott. Chisotti, intanto la ringrazio per la disponibilità! Cosa può dirmi in merito alla pratica di ipnosi? È necessario avere un titolo? L'ipnosi, se indicata come terapia o psicoterapia, la  può praticare solo un medico o uno psicologo abilitati alla psicoterapia, solo se sono psicoterapeuti, non è sufficiente esser laureati in medicina o psicologia, questo per quanto riguarda la posizione italiana sulla professionalità competente a praticare la psicoterapia di qualunque natura. Per quanto riguarda tutte le applicazioni della tecnica ipnotica che non hanno valenza psicoterapeutica, ma che sono praticate da Counsellor o altre figure professionali che si interessano di relazioni d'aiuto come sostegno e rinforzo dell'Io, possono esser portate avanti senza alcuna restrizione come la meditazione, lo sviluppo personale e motivazionale, organizzazione della persona, superamento delle crisi esistenziali, lavoro sulle convinzioni limitanti, apprendimento di strategie di vita, scelte, decisioni, responsabilizzazione dell'Io.  La professione di Ipnologo Ipnotista non è regolamentata in Italia, dunque per esercitarla non è richiesto il conseguimento di un diploma particolare né è obbligatorio far parte di un ordine professionale. Quindi l’ipnosi è considerata psicoterapia? Esiste una diatriba tra il definire l'ipnosi stessa psicoterapia, cioè se qualsiasi applicazione dell'ipnosi sia psicoterapia o meno. Su questo punto l'APA, American Psychological Association, ( http://www.apa.org/ ) è molto chiara nel dire che di per sé l'ipnosi non è psicoterapia, anche se può diventare una forma di psicoterapia attraverso la strutturazione dell'induzione, ma d'altro canto qualunque colloquio o semplice discorso tra due persone può trasformarsi in una relazione d'aiuto per uno dei due interlocutori, ed esser terapeutica, non per questo se ne può limitare l'esercizio. All'estero, in particolare nei paesi anglosassoni, esiste la professione di "Ipnologo Ipnotista",indipendente dalla psicologia, viene studiata in scuole apposite di counselling o altre forme di relazioni d'aiuto. In quanto sostegno o guida alternativa in una relazione d'aiuto, come è nella figura del Counsellor, un Ipnologo Ipnotista può praticare l'Ipnosi in Italia, senza entrare nella professione sanitaria.  Non esiste in Italia un percorso specifico all'interno della facoltà di psicologia, dove si studia l'ipnosi clinica, ci sono corsi di formazione quinquennali che abilitano psicologi e medici alla psicoterapia, in alcuni di questi si insegna l'ipnosi. Riscontriamo quindi l’ennesima pecca della legislazione italiana, giusto? La legislazione italiana è più arretrata, in merito, rispetto a quella di altri paesi. L’art. 728 del C.P. afferma che “Chiunque pone taluno, col suo consenso, in stato di narcosi o d’ipnotismo,o esegue su lui un trattamento che ne sopprima la coscienza o la volontà, è punito, se dal fatto deriva pericolo per l’incolumità della persona, con l’arresto da uno a sei mesi o con l’ammenda da Euro 30,00 a 516,00.  Tale disposizione non si applica se il fatto è commesso, a scopo scientifico o di cura, da chi esercita una professione sanitaria.” Ma per agire un tale reato ci deve essere la soppressione di certe abilità mentali e la persona corre un grave pericolo nella sua integrità, ma è impossibile realizzare uno stato mentale con l'ipnosi che metta a repentaglio in qualche modo la vita dell'individuo. Il legislatore fa riferimento ad una concezione un po’ datata di ipnosi, si sa di per certo che l’ipnosi non è in grado di sopprimere né la coscienza né la volontà di un individuo, di fatto, potrebbero esercitare l’ipnosi nell’ambito della loro professionalità gli iscritti agli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, dei Farmacisti e degli Psicologi, per riferimenti alla normativa, vedere il sito del Ministero della Salute. È specificato che non si può praticare l'ipnosi se si lede la persona, se dal fatto deriva pericolo per l’incolumità della persona, dunque se non si mette a repentaglio l’incolumità del soggetto è legittimo praticarla. Molto raramente, a me personalmente è capitato pochissime volte ed in forma lieve, l’ipnosi può portare a fenomeni chiamati abreaction (sovrareazione), causati da riferimenti ad episodi fobici o particolari traumi della persona. Un cliente che viva un abreaction può dimenarsi, cadere, muoversi di scatto, può farsi male, si tratta semplicemente di fare in modo che l'incontro avvenga in un area protetta, ponendo attenzione all'incolumità della persona. Approfondendo il tema della legislazione specifica sull'ipnosi, nel codice penale italiano è presente un altro articolo in particolare dove si dice di poter commettere reati sotto ipnosi, ma è stato dimostrato più volte che non è possibile commettere un azione che vada contro i credo morali della persona: l'Art. 613 del C.P. parla del reato di incapacità indotta tramite violenza, ma l'ipnosi di per se è innocua, non e' possibile sopprimere la coscienza o la volontà dell'individuo, e non è possibile limitare una persona nelle sue abilità in modo permanente, in specifico dice: "chiunque, mediante suggestione ipnotica o in veglia o mediante somministrazione di sostanze alcoliche o stupefacenti, o con qualsiasi altro mezzo, pone una persona, senza il consenso di lei, in stato d'incapacità d'intendere o di volere, è punito con la reclusione fino a un anno [...]. La pena è della reclusione fino a cinque anni: 1) se il colpevole ha agito col fine di far commettere un reato; 2) se la persona resa incapace commette, in tale stato, un fatto preveduto dalla legge come delitto". La letteratura scientifica ha ampiamente dimostrato che con l'ipnosi non è possibile provocare l'incapacità di intendere e di volere o far commettere un reato ad una persona allontanando la dalla sua identità, i suoi valori, le sue presenze in ambito morale.  Nelle esperienze di laboratorio non son mai stati riscontrati danni con l'ipnosi lo psichiatra statunitense Hilgard non riporta nessun danno imputabile all'ipnosi, da una ricerca su 300 soggetti ipnotizzati più di 500 volte, ripetendo l'ipnosi, non solo i soggetti si indebolivano, ma sviluppavano una tendenza ad agire in modo indipendente. Costringere qualcuno ad agire contro la sua volontà non mai è stato possibile, la persona si rifiuta e sviluppa una repulsione verso il ricercatore che ha tentato di fare pressioni per ottenere un risultato contro la sua volontà, esiste una spiccata capacità di autodifesa e di tutela personale negli individui. Le persone tendono ad utilizzare l'ipnosi a loro vantaggio, anche contro la una volontà esterna. Con l'esperienza dell'Ipnosi si mantiene tutta la capacità di distinguere tra realtà e fantasia, e inoltre non vengono sviluppati atteggiamenti mentali nevrotici né meccanismi evasivi, come riporta anche Milton Erickson nei suoi scritti, l'ipnosi è innocua e favorisce naturalmente un riequilibrio psicofisico nelle persone, inoltre l'opinione generale che l'ipnosi dipenda dalla forza dell'ipnotista è totalmente infondata, in quanto senza la piena collaborazione del soggetto non si ottiene nulla, anzi si rischia di perdere la possibilità di agire l'ipnosi in futuro con la persona. È verissimo e posso confermarlo, perché per un paio di volte non sono riuscita ad andare in ipnosi perché la mia mente conscia non voleva. Quando poi sono riuscita a lasciarmi andare, ero pienamente cosciente  di tutto. È un fenomeno ancora da scoprire e soprattutto da comprendere, molta gente ha paura di quello  che potrebbe venir fuori e di cosa si potrebbe scoprire. L'ipnosi è sempre stata circondata dal mistero, ancora oggi, per fortuna, dico io, lo è, il mistero infatti porta con se attenzione e rispetto di chi si avvicina all'ipnosi con l'intento di capire il "mistero" in modo competente, approfondendo il lavoro di chi, prima di noi, ha studiato e sviluppato l'ipnosi stessa, uno di questi studiosi è stato Delboeuf ed in una delle polemiche più antiche e mai sopite sull’ipnosi scrive: “Bisogna che tutti sappiano cosa sia l’ipnosi, quali sono i suoi benefici e quali i pericoli; e non è solo attentare alla libertà, alla giustizia, alla scienza, ma anche ferire l’umanità e la morale, a volte, in nome di favorire degli interessi che non si confessano, riservando il monopolio a delle persone che, protetti da un diploma, potrebbero fare psi­colo­gia nell’ombra. Dico ferire l’umanità, perché i danni fisici dell’ipnosi, derivano dall’ipnotizzatore stesso. Non c’è più rapporto tra il magnetismo e la medicina, di quanto non ce ne sia tra la geometria e la religione, tra la fisica e la musica. Posso dire arditamente che si nasce magnetizzatori, come si nasce violinisti … [qui non ci trova assolutamente d’accordo] … Senza dubbio, l’ideale è il medico ipno­ti­sta, ma prima di tutto bisogna che sia ipno­tiz­za­tore e psicologo. Se si vuole fare dell’ipnotismo senza essere ipno­tiz­za­tori, a fianco di qualche riuscita, si registreranno numerosi insuccessi, e qualsiasi paziente trattato inutilmente è generalmente un malato perduto per la cura magnetica … Che il magnetizzatore non medico non prescriva rimedi, va da sé. Ma c’è una legge per questo. Quanto al resto, che si lasci, per la miseria, il mondo tranquillo.”Da ipnologo competente ma soprattutto molto appassionato, cosa vuole dire a termine della nostra intervista? Credo ci possa essere molto da imparare dall'esperienza dell'Ipnosi in ogni campo di ricerca, che sia inutile farsi la guerra di possesso sull'ipnosi, non è di nessuno e nessuno può arrovellarsi il diritto di tenerla per sé, è uno di quei patrimoni dell'umanità, tanto naturale quanto misterioso, di libero accesso da sempre e per sempre. Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima.  [Intervista di: Sabrina Zuccarini

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