Progetto Almax

15112015

2013 Novembre - “Delitti e condanne… Prova scientifica e ragionevole dubbio”

CRIMINOLOGIA Omicidi, serial killer, stragi. Ormai si ha il terrore di ascoltare il telegiornale in quanto le notizie sono sempre tragiche. Gente innocente che perde la vita, delitti passionali, di chiusura di conti e non vado oltre con la lista. Processi infiniti vanno avanti per anni. E solo da pochi anni abbiamo una quasi parità tra accusa e difesa, cosa che prima non succedeva, grazie all’introduzione delle indagini difensive. Così come si evolve la storia, la società, il diritto, cosi si è evoluta e continua ad evolversi la prova scientifica, necessaria ai fini delle indagini del pm e del difensore. Il ruolo dei media nell’ultimo decennio in merito ai delitti, quali omicidi, stupri e pedofilia diventa via via sempre più invadente, non permettendo al giudice, al pm e al difensore di compiere nel migliore dei modi il loro dovere, visto che, in qualche modo, vengono resi pubblici audio di interrogatori e dichiarazioni che non potrebbero e non dovrebbero essere dette in merito alle indagini investigative. Il pubblico rimane affascinato e allo stesso tempo spaventato dall’orrore di questi delitti ed è proprio per questo che ne sono attratti e vogliono essere sempre aggiornati sull’evoluzione del caso. Si viene quindi a creare una catena, in cui soggetti esperti e soprattutto non esperti ma che si fingono tali, sono chiamati a partecipare a trasmissioni televisive, in cui possono mettere in mostra il loro lavoro, svelare l’andamento delle indagini andando contro le regole deontologiche; cosi facendo si perde di vista il punto fondamentale: e cioè fare giustizia, non spettacolo. Viene meno il rispetto per i familiari delle vittime, per le vittime stesse, sono idealizzati i presunti innocenti o colpevoli e si crea inevitabilmente una schiera di italiani che sono contro o a favore di questi ultimi. Secondo il mio parere ognuno deve fare il proprio mestiere, farlo bene per avere giustizia. A caso chiuso sarà possibile rilasciare dichiarazioni su come si sono svolte le indagini, rendere noti particolari su come si è scoperto qualcosa, ma durante lo svolgimento di esse, il massimo che si dovrebbe dichiarare è lo stretto indispensabile, commenti che non vadano a inficiare i pareri di chi segue il caso e soprattutto che non creino notizia da prima pagina di giornale. Quanti casi di scomparse, di omicidi non hanno avuto la pubblicità dei media e di conseguenza non sono state svolte ricerche e indagini accurate? Tante. E La giustizia in questo caso non è uguale per tutti. Il ruolo del giudice è molto importante ai fini della causa, ma possiamo essere sicuri che non è condizionato dal parere mediatico? Siamo sicuri che sia quindi terzo e imparziale? Il pm, oltre a cercare accuse contro l indagato dovrebbe, e il codice lo prevede, svolgere indagini a favore di egli. E invece ci si innamora della propria tesi, ci si convince della colpevolezza dell’indagato tralasciando dettagli che potrebbero essere rilevanti per la svolta di un caso. Il difensore non sempre svolge tutte le indagini investigative necessarie, e anche la nomina di consulenti risulta essere poco, se non per niente oggettiva. Ne deduco che lo scopo non è fare e ottenere giustizia, ma vincere o perdere una causa, non curandosi del fatto che un innocente potrebbe avere un ergastolo ingiusto o un colpevole essere rilasciato perché il fatto non sussiste o per carenza di prove incorrendo in errori giudiziari che, per quanto possano risarcire il soggetto condannato ingiustamente, non potrà mai riavere gli anni perduti; cosi come, dall’altro lato, si da la possibilità al finto innocente di delinquere ancora. Soluzione a questo problema è una sola: fare il proprio mestiere cercando e valutare tutte le ipotesi, soprattutto quelle più assurde e impensabili perché è proprio li che a volte si nasconde la verità. Rubrica a Cura di Sabrina Zuccarini

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