Progetto Almax

15112015

2013 Novembre - "Sacro e Profano" - LA MIA PERSONALE INTRODUZIONE AL PAGANESIMO

Il termine Paganesimo è oggi comunemente utilizzato per indicare le religioni europee precristiane. Per questa ''corrente'' spesso si usano termini a mio avviso impropri, troppo moderni o troppo antichi, come wicca,neopaganesimo,stregoneria,magia ecc. Volendo essere proprio precisi,il termine Paganesimo deriva dal vocabolo latino "pagànus" che significa abitatore di un "pagus" (villaggio). Ovviamente,dopo l'affermazione del cristianesimo, vennero chiamati pagani coloro che furono più restii ad arrendersi alla nuova religione monoteista,ovvero gli abitanti dei villaggi rurali,coloro che erano più vicini all'antica tradizione legata al culto della Natura. Il cosiddetto "paganesimo" (termine di ampio uso, ma improprio nel suo trattare come una sola realtà tutte le religioni non monoteiste) ha avuto spesso nei confronti dell'amore fra persone dello stesso sesso un atteggiamento di tipo decisamente diverso da quello che ha caratterizzato le religioni monoteiste,naturalmente un atteggiamento ben più aperto. Questa filosofia,questa fede, (più che religione) somiglia molto alla visione spiritualistica degli antichi Indiani d'America.C'é il culto di Madre Natura e di ogni essere vivente,le divinità fanno parte della natura e di noi, la scintilla del divino è in noi e in tutto cio' che ci circonda. Non ci sono divinità che ti osservano, ti giudicano o ti puniscono dall'alto. Per chi ci crede, possiamo dire che ''L'antica rede wiccan'' ha come unico ''comandamento'' La famosa Legge Del Tre, ossia : se non danneggia nessuno, fa ciò che vuoi; Difatti una vecchia poesia diffusa come ''Il credo delle streghe'' recita: 'E fai ciò che vuoi sia la sfida, così nell'amore che non danneggia nessuno sia compiuto ogni atto, perché questo è l'unico comandamento, per la magia degli Antichi, così sia fatto! Di otto parole la Regola delle streghe per noi: se non danneggia nessuno, fa ciò che vuoi 'Come accennavo prima, il paganesimo dai suoi amatori non viene considerata alla stregua di una religione,le religioni hanno regole,dogmi,il paganesimo celebrala Natura, e l'amore in ogni sua forma e in senso lato, per cui viene considerato una Fede personale, che accomuna molte persone nel mondo, ma che ognuno vive in modo diverso. C'é chi non pratica in alcun modo questa fede, chi si raduna in congreghe, circoli di energia per così dire, chi sceglie semplicemente la strada della solitudine,perché la ritiene la più libera e sapiente,chi studia antichi scritti per acculturarsi,chi non ne sente il bisogno,perché sente certi valori dentro di sè da quando era in tenera età. Come in ogni settore della vita anche nel paganesimo ci sono lati negativi,ciò però dipende dalla singola persona,dalla sua forza di volontà, dalle sue scelte e dall'uso che se ne fa di particolari doni. Ci tengo a precisare che anche i termini Stregoneria e Magia utilizzati nel Paganesimo devono essere presi con intelligenza,proprio perché per un pagano il soprannaturale non esiste, nel senso che, le vibrazioni di questo mondo con quello ''più alto'' sono strettamente collegate,semplicemente ci sono persone con determinati tipi di percezioni più forti rispetto ad altri,o per ereditarietà e discendenza o per ricerca e studio personale. I lati negativi a cui accennavo sono riferiti alla cosiddetta Magia, di solito viene divisa in Bianca,Verde,Rossa e Nera.Quest'ultima com'è facile intuire ha dei risvolti negativi se adoperata da persone troppo fragili o troppo crudeli o arrabbiate. C'è un detto che dice'' bisogna fare molta attenzione a ciò che si chiede perché si potrebbe ottenerlo''. A livello storico,potremmo raccontare all'infinito le mille e più atrocità compiute dalla ''Santa Inquisizione'' nel '600 verso donne ritenute streghe. Bastava veramente poco per scatenare la fantasia della Chiesa per punire con ferocia queste povere donne. Una voglia, un neo strano ( lo chiamavano capezzolo del Diavolo, per loro era la prova dell'accoppiamento che avveniva tra le streghe col demonio), oltre alle mille torture feroci la violenza psicologica era la cosa più atroce. A volte costringevano i figli delle donne condannate ad assistere alle torture delle madri o addirittura a mangiarne il seno come per rinnegare la loro natura di donna moglie e madre. La realtà era che allora la società era enormemente maschilista e certi mestieri dovevano essere solo opera di uomini, come la figura del medico,invece le donne avevano quel qualcosa nel rapportarsi ad erbe medicinali e nell'accudire donne incinte ad esempio che mandava in bestia la Chiesa e venivano punite anche per questo. Se si radunavano per confrontarsi venivano additate di celebrare banchetti col demonio. Le torture erano varie e atroci. Da punteruoli conficcati nelle parti intime,alle corde e cerchi di legno per smussare muscoli e ossa,fino a una sorta di altalena che le faceva dondolare in un sacco per farle impazzire, fare avere loro deliri e allucinazioni col fine di fare ammettere di essere streghe, o meglio, secondo loro, devote al maligno. Lo stesso sistema veniva usato per le torture nelle vasche con acqua, rendere quelle donne così deboli e sofferenti da portarle a dire qualunque cosa pur di interrompere i supplizzi. Uno dei termini utilizzati per additare queste donne era "janare" o "ianare" (si pronuncia allo stesso modo). Il nome forse deriva da Giano. Giano era il dio bifronte, con una faccia sul viso ed un'altra dietro la testa. Proprio per questa sua caratteristica - la capacità di guardare in avanti e all'indietro, di controllare chi entrava e chi usciva - era il dio delle porte di casa (ianua),il dio del principio, il dio del mattino. Il primo mese dell'anno, proprio in quanto dà inizio all'anno nuovo, venne chiamato Ianuarius in suo onore. Secondo questa teoria, le janare si chiamerebbero così perché entrano nelle abitazioni attraverso la porta di casa (in latino ianua, -ae) il cui dio protettore è appunto Giano. Un'altra tradizione vuole che il termine janara voglia dire "seguace di Diana" poiché la dea Diana, venerata dai Romani, corrispondeva alla Artemide dei Greci, identificata con Ecate. Ecate era rappresentata con tre teste e tre corpi (corrispondenti ad Artemide, Persefone e Demetra - o Selene). Persefone (la romana Proserpina) è la dea del mondo sotterraneo e proprio in virtù di tale identificazione, Ecate regnava anche sui demoni malvagi e sulle tenebre e vagava nottetempo spaventando gli uomini. I malefici che una janara poteva provacare erano diversi. La ianara poteva provocare aborti o essere la causa di infertilità,poteva entrare di notte nelle abitazioni e "torcere" i bambini, facendoli piangere per il dolore ed a volte causando la loro deformità. Le ianare erano anche responsabili della sensazione di "oppressione" sul petto che a volte si avverte mentre si giace supini - come se qualcuno con le proprie mani esercitasse una pressione sul nostro sterno. Questa sensazione di oppressione a volte è accompagnata dalla impossibilità di gridare o di chiedere aiuto. Le vecchine spiegano tali sensazioni con la solita frase, in cui riecheggia una saggezza antica: "Sono le ianare che ti premono". Il termine Janara si è probabilmente diffuso nella famosa città di Benevento, famosa per le sue leggende sulle streghe. La leggenda del noce di Benevento risale al VII sec. D.C. Si narra che i Longobardi, pur essendo stati convertiti al cristianesimo, continuavano a conservare delle usanze pagane e ad adorare idoli che facevano parte del loro bagaglio di tradizioni ataviche. In particolare si racconta che adorassero la Vipera, sia in forma di idolo d'oro, che serbavano nelle proprie abitazioni, sia appendendo un serpente morto ad un albero: in questo caso, i Longobardi passavano sotto il serpente morto e gli toccavano la testa come segno di deferenza. Secondo alcuni la Vipera che essi adoravano, aveva due teste, secondo altri era alata. Sicuramente il culto pagano dei barbari si innestava sul culto di Iside, già presente a Benevento dove sorgeva un tempio dedicato alla dea egizia. Iside, infatti, era una divinità in grado di controllare i serpenti. A quanto sembra, i Longobardi appendevano la pelle di un animale ai rami del noce e poi, in groppa ai cavalli con la parte anteriore del corpo rivolto verso la coda dell'animale, cavalcando velocemente, in una specie di "quintana", dovevano strappare con un'arma dei brandelli della pelle appesa all'albero, tessuti organici che essi poi mangiavano. L'ubicazione del noce di Benevento è controversa. Secondo alcuni, esso nasceva sulle "ripe delle ghianare", lungo il corso del fiume Sabato. Secondo altri esso si trovava nello Stretto di Barba, secondo altri ancora in una località chiamata "Voto" (poiché i Longobardi sotto il noce facevano dei voti o li scioglievano). Il noce fu fatto tagliare da san Barbato. Si narra tuttavia che l'albero, anche se tagliato, sia rispuntato più volte nello stesso luogo. Ci tengo a precisare che col termine 'strega' non si indica solo una donna ma anche un uomo di questa corrente. Ovviamente,come tutti sappiamo a questo termine si è sempre data una visione negativa, fin dalla nostra infanzia quando ci raccontavano la cattiveria e la bruttezza delle streghe in tutte le favole. Prima i roghi erano veri,fatti col fuoco, oggi, la tortura è solo terminata in modo illusorio, le torture sono psichiche, iniziando da conoscenti, colleghi e parenti spesso si è derisi, incompresi o comunque non liberi di professare queste credenze con libertà. Per cui si creano o tante solitudini o piccoli e ristretti gruppi di amici con cui parlare e condividere questi argomenti delicati. E spesso ci si ritrova accomunati, in modo sbagliatissimo o ad esaltati satanisti, o a ragazzini attratti da fatine, favolette, e cose che poco hanno in comune con questo mondo. Per il momento, vi lascio con una poesia di una scrittrice che stimo molto. Se vi interessa il prossimo articolo, dove cercherò di approfondire oggetti significativi per questo mondo, come candele,incensi, carte, ecc. ci vediamo con piacere al prossimo numero ! Che la Dea sia con voi. )O( Per tutte coloro che sono morte di Erika Jong Per tutte coloro che sono morte denudate, rasate, rapate. Per tutte coloro che hanno invocato invano la grande Dea solo per aver la lingua strappata alla radice. Per tutte coloro che sono state trafitte, torturate, spezzate sulla ruota per i peccati dei loro Inquisitori. Per tutte coloro la cui bellezza suscitò il furore dei torturatori; per tutte coloro cui la bruttezza fu condanna. Per tutte coloro che non eran belle né brutte, ma solo donne orgogliose. Per tutte le abili dita spezzate dalla morsa. Per tutte le braccia morbide strappate dall'alveolo. Per tutti i seni in boccio dilaniati da pinze incandescenti. per tutte le levatrici uccise per il peccato di aver fatto nascere l'uomo in un mondo imperfetto. Per tutte quelle streghe, mie sorelle, che respiravano più liberamente avvolte dalle fiamme, sapendo, mentre abbandonavano le spoglie femminili, e la carne bruciata cadeva come frutta nelle fiamme, che solo la morte le avrebbe mondate del peccato per cui morivano il peccato di esser nata donna, che è più della somma delle parti di un corpo femminile. Rubrica a cura di Paola Edmea Isaja

SFOGLA IL MAGAZINE

Lascia un commento