Progetto Almax

15112015

2014 Ottobre - Misteri - LA NOTTE DI HALLOWEEN

ALMAX MAGAZINE

Sono sempre stato affascinato dal sottile ed indefinito confine tra il reale ed il surreale, da tutti quei racconti e quelle storie che nel mare del tempo hanno caratterizzato leggende, misteri e credenze popolari. Credo fermamente che nessuno di noi abbia mai disdegnato l’ascolto di una di quelle storie che hanno come condizione necessaria un bel fuoco acceso ed il silenzio di una sala rotto soltanto dall'anziana voce di un nostro caro. Sono storie che ci affascinano, ma più della loro essenza, è la possibile realtà di quello che invece non sono ad attrarci, tutto quello che non comprendiamo rimane più facilmente nei nostri ricordi, dettando passioni ed emozioni al pari di fantasticherie e dicerie. La mia storia, per la verità, è la più vecchia e comune del mondo: sono sempre stato affascinato da tutte quelle creature che negli anni hanno caratterizzato tutti i mitologici personaggi dell’horror e sulle loro basi di verità ho iniziato, fin da ragazzo, a ricamare con ago e filo della fantasia. Ma una storia è soltanto una storia come tante se non la si racconta a qualcuno, se non la si tramanda, perció, non c’è niente di meglio che raccontare una piccola leggenda, per riuscire a librarsi per qualche minuto sulle ali della fantasia.  Magari alla fine scopriremo qualcosa di più del mondo in cui viviamo, dei luoghi che ci circondano e delle credenze che tanto hanno caratterizzato le generazioni passate. Passando attraverso il mondo attuale, fatto di immagini, social e grande diffusione, trovo che il fascino delle storie che ricerchiamo in un libro, in una canzone o in un film siano sempre più legati a quei paesaggi di verdi lande e distese di boschi in cui vivono creature di ogni sorta. Per quanto la modernità avvolga sempre di più le nostre vite, sfruttiamo la tecnologia per dare vita sul video a quei film che ci ricordano gli spensierati libri fantasy dell’infanzia. Nei suoni delle musiche moderne, alla fine, accompagnano di più le corde di un vecchio violino e tutto quanto diventa come una splendida emozione senza tempo. Esattamente quella storia che ci ha sempre affascinato. Alla fine il mondo si unisce, le credenze e le tradizioni approdano su tutte le terre, mischiandosi con nuove radici, nascondendo abilmente la loro reale provenienza, ma non tutto è perduto, le leggende rimangono. La verità nascosta al loro interno continua a vivere e ci sorride prendendosi gioco di noi. Non sarei un vero autore ed un vero amante delle leggende e dell’horror, se almeno in questo mese di ottobre non accennassi per qualche riga alla imminente festa di Halloween. Gli italiani danno i più disparati accenti alla pronuncia di questa festività anglosassone, rendendola quindi più nostrana, se così si può dire. Ma alla fine di tutto, la festa di Ognissanti è diventata, vuoi per passione o moda, una festa immancabile a sancire la nascita di una nuova fantasia. I primi che ne beneficiano sono i bambini col tradizionale “dolcetto o scherzetto”, ma quel che quasi tutti non sanno sono le origini della zucca intagliata, quello strano volto illuminato da un lume, a volte dall’espressione simpatica, a volte dall’espressione inquietante e ghignante.Tanto da poter credere che uno spirito vi possa prendere dimora, almeno per quella notte. E’ qui che nasce una storia, o meglio, una leggenda. Quella di Jack. Si narra che, nella tradizione irlandese, un fabbro di nome Jack dalla condotta poco nobile, ma molto astuto nell’ottenere ciò che gli faceva comodo ingannò un tempo il diavolo che lo aveva tentato per un goccio in più una sera, in una locanda.  L’abile Jack riuscì ad raggirare lo stesso demonio che, trasformatosi in una moneta per esaudire il suo ultimo desiderio di bere prima di prendere la sua vita, rimase intrappolato nel portamonete del fabbro grazie ad una croce incisa sulla pelle. A patti con Jack, il diavolo ottiene la libertà in cambio di altri dieci anni di vita da donare al fabbro. Passato tutto quel tempo il demonio si ripresentò, ma Jack riuscì a beffarlo ancora una volta ed alla fine, incredibilmente, ad avere risparmiata la vita. La storia riporta che Jack visse ancora per anni, ma una volta passato a miglior vita, rifiutato dal paradiso si trovò a bussare alle porte dell’inferno. Ma il diavolo memore della sua esperienza con la furbizia del fabbro lo condannò a vagare in eterno in cerca di dimora. A quel punto, Jack, chiese al diavolo una fiamma che potesse brillare in eterno così da illuminare almeno i suoi passi, e così fu.Il demonio gli donò una fiamma dell’inferno che l’uomo mise all’interno di una rapa.La leggenda infine si conclude dicendo che Jack stia ancora vagando in cerca di una dimora da occupare, proprio nella notte di Ognissanti e che gli abitanti delle case che volessero sfuggire a questo rischio devono mettere fuori dalla finestra una rapa con dentro un lume, perché egli possa passare oltre, ignorando quelle mura. Questa leggenda è ancora valida, se così si può dire, ma dall’Irlanda ha viaggiato fino nell’America del nord. Non essendo la rapa una coltura molto diffusa, per praticità, vennero usate le zucche, molto più diffuse invece. È' così che nasce la figura della zucca intagliata, con il suo ghigno ed i suoi occhi malefici. Jack e la fiamma dell’inferno. Nessuno sa però da dove sia nata questa leggenda, il confine tra il reale e la fantasia è stato cancellato da una sorta di coltre nebbiosa. Ora la zucca, o meglio, la tradizione della zucca assieme alla festa di Halloween è approdata anche in Italia. Credo sia bello sapere le sue origini, perché come dicevo poco fa, è una di quelle storie da raccontare alla sera, magari proprio nella sera di Ognissanti, con la luce soffusa e tutta la nostra fantasia a cullarci in un piccolo sogno senza tempo. Per fare una rapida ricerca alle tradizioni Italiane vere e proprie, si può trovare qualche accenno nell'antica festa di Sant'Andrea celebrata a Martis e in altri comuni dell'Anglona e del Goceano, in Sardegna. In questa festa, celebrata il 30 di novembre però, gli adulti intimoriscono i ragazzini andando in giro per le strade agitando tra loro scuri e coltelli o strumenti di lavoro del contadino.  I bambini a loro volta vagano per le strade con delle zucche intagliate a forma di teschio facendo poi baccano con coperchi e mestoli per bussare alle porte delle case e ricevere quindi in cambio i dolcetti. Non ho mai assistito a questa usanza, non mi sono mai trovato da quelle parti, ma alla fine, forse, Jack non è poi così lontano come si pensi. Buon Halloween! Rubrica a cura di Alexander Land

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