Progetto Almax

15112015

Musica: “SEMPITERNAL” - BRING ME THE HORIZON

Almax Magazine

E’ tempo di un nuovo album per il quintetto dello yorkshire, “sempiternal”,dopo tre album i cui suoni sono stati completamente votati alla nuova ondata del metalcore, i bring decidono di cambiare direzione e inserire nuove sonorità a quelle classiche. Il risultato è un album ben confezionato, si sente forte la mano del produttore Terry date, che ha prodotto album seminali nel new metal,come il capolavoro “white pony “ dei deftones. I bring che hanno sempre vagato in quel limbo musicale che è il metalcore classico, hanno fatto il salto di qualità con un album che strappa applausi ad ogni traccia,testi vicini alla maturità e la voce di Oliver sykes che si sposa benissimo con la direzione musicale presa. I punti più alti raggiunti dall’album,che nel complesso non mostra veri punti deboli,ma sicuramente pezzi come “can you feel my heart”, “croocked young” “ go to hell for heaven’s sake” e “the snakes start to sing” sono i capisaldi di un album che punta a mostrare ai puristi del metal che anche il core sta predendo una direzione più matura e che pure da un sottogenere che ha portato un sacco di band che hanno contaminato il genere con suoni troppo lontani da quella che è la storia,possono nascere album completi da un punto di vista musicale e dei testi. I bring troppo spesso eretti a simbolo di un filone di band per teenager, il cui unico punto di congiunzione con il true metal sono i corpi pieni di tattoo, riescono a sfornare un album strappa applausi, che potrebbe forse pure rappresentare un punto di svolta per un genere eccessivamente bistrattato e che invece andrebbe esaminato meglio come fenomeno sia sociologico che musicale. Va detto che se questo album può essere considerato un disco importante è merito del produttore, il cui ruolo spesso viene sottovalutato e alla nuova casa discografica dei bring me che passati dalla epitah alla sony hanno potuto ingaggiare mister Terry Date, ma la band dimostra comunque una bravura di fondo che è innegabile e l’allontamento da certi stereotipi le potrà solo giovare. L’album lascia un solo punto interrogativo, Sempiternal è l’album della svolta o un semplice acuto in una carriera che tornerà per amore del marketing e del vendere facile a prendere una direzione comoda come quella del non discostarsi troppo dal genere?  VOTO: 8,5. Recensione di Recensione a cura di Vito Rickinson

SFOGLA IL MAGAZINE

Lascia un commento