Progetto Almax

15112015

2015 Maggio -"BIG" Band - MANAGEMENT DEL DOLORE POST-OPERATORIO

ALMAX MAGAZINE

Ciao Management del Dolore Post-Operatorio , ringraziamo per la partecipazione su Almax Magazine di cui siamo onorati.

Percorso artistico?

Primo disco ufficiale nel 2012, AUFF!! Al quale segue McMao nel 2014 ed ora "I Love You", in uscita per La Tempesta dischi con la produzione artistica di Giulio Ragno Favero(Teatro degli Orrori).Ho cercato di essere breve, altrimenti avrei dovuto cominciare da quando facevamo le cover dei Nirvana, a 16 anni.

Influenze musicali?

Siamo stati influenzati da tutto, poi abbiamo preso l'antibiotico. (risposta standard, è la 2345 volta che la dico, che noioso che sono)

Come nascono le vostre sonorità?

Si per i testi che per la musica aspettiamo l'ispirazione. Il lavoro principale è della mente, che soffre si deprime e si contorce per mesi, finchè arriva lo spiraglio di luce e finalmente le mani cominciano il loro lavoro, velocemente. Su e giù.

È più importante un buon cd o tanta esibizione live?

Prima di andare a vedere il Live nella maggior parte dei casi si rimane incuriositi dall'ascolto del disco o del singolo. E' necessario che ci sia un buon disco. Ma non necessariamente un disco di qualità estrema, devono essere belle le canzoni e/o i testi, tutto qui. Il live fa tutto il resto, il 75% del lavoro, in un mondo dove i dischi non si vendono più, finalmente, il pubblico vuole sudare insieme a te.

Che valenza ha l'aspetto estetico sul palco?

Dipende dal gruppo. In ogni caso è una dichiarazione di appartenenza. Anche vestirsi a caso è comunque uno slogan= "non me ne frega niente", il pubblico lo capisce. C'è chi invece fa dell'abbigliamento piuttosto che della coreografia tutto un lavoro fondamentale sul proprio immaginario. Noi facciamo un pò e un pò. Per quanto riguarda la nostra "coreografia", facciamo spesso affidamento sulle parole. Le parole sono il nostro arredamento.

Chi si occupa della vostra sponsorizzazione?

Un mucchio di persone brave e simpatiche.

Che opinione a riguardo del panorama artistico musicale in Italia?

Ci sono mille gruppi che spaccano il culo e pochissime strutture che possano mettere le band emergenti in condizione di dimostrare il proprio valore. C'è bisogno che i ragazzi capiscano che quello che vedono in TV non è la musica, porcapupazza, e questo è compito delle strutture reali che sono sul territorio. Seduti su una poltrona si recepisce una cosa, nel bel mezzo di un pogo stai sicuro che ti arriva un altro messaggio.

Come mai viene dato così poco spazio agli esordienti?

Perchè non fanno i numeri. "Quanta gente mi porti?" è la prima domanda che ci facevano i locali quando eravamo agli inizi. Nessuno ci ha mai chiesto altro. Il problema è che troppa gente incompetente si improvvisa gestore e direttore artistico di un locale. Il gruppo deve darsi da fare con i propri mezzi ma il locale (ce ne sono molti con le palle quadrate) deve costruirsi una clientela, attraverso la propria serietà nella selezione musicale. Se un giorno porta la Cover band di Ligabue e il giorno dopo un gruppo emergente punk, è meglio che faccia altro. Se vuole chiamare un gruppo metal e farlo suonare con l'impianto di Hello Kitty, che te lo dico a fare.

Mai fatto provini in qualche talent show? Perché?

Adesso ti è venuta voglia di fare una domanda stupida. Abbiamo provato spesso, davvero. Sempre con il solito obiettivo = salire sul palco e tirare fuori il pisello o cose simili. Se ne sono accorti in tempo.

Rapporto con i fan?

Lo stesso rapporto che abbiamo con gli amici. Il nostro camerino è come il parco giochi.

E' una specie di miracolo. Alla fine di ogni concerto mi chiedo di chi sia la colpa, perchè questo mondo è così merdoso se invece nei concerti siamo capaci tutti di stare così bene.

Più soddisfazioni o più delusioni inseguendo la musica?

Chi non è mai deluso è uno stupido, oppure non è capace di stupirsi, oppure non se ne frega niente, oppure è miliardario e suona per perdere tempo. Quando fai quello che ami le delusioni sono tante, ma fanno parte del gioco e ti danno quella voglia di rompere il muso a tutti. E' fondamentale. Se sono sempre tutti contenti di quello che fai, ti stanno prendendo in giro, oppure non capiscono niente.

Credete nella discografia italiana?

Crediamo solo nelle realtà famigliari, dove c'è il contatto con chi ti segue e ci si aiuta reciprocamente. Quelli dei "piani alti", gli introvabili superdirettori, lavorano con le televisioni e quei personaggi ridicoli del sabato sera. Non capiscono niente di quello che c'è nel sottosuolo. Sarebbero capaci di incontrare l'erede di John Lennon e dire= "no, questo non vale niente, non venderà un disco" (ragionano solo con le vendite, loro). Ma ormai non sono più in cerca di niente, sono chiuso negli stanzini delle loro fabbrichette dove costruiscono in serie talenti da bruciare come fiammiferi. "Talenti", che parolona. Al giorno d'oggi sentirsi dire "hai talento", è diventata un'offesa.

Sogni nel cassetto?

Vogliamo tutto.

Progetti futuri ed aspettative?

Non ci aspettiamo niente. Vogliamo suonare e registrare altri dischi. Vogliamo solo fare quello che ci piace.

Grazie da Almax Magazine per la cortesia e la disponibilità. Con affetto e Stima.

[Intervista di Alessia Marani]

SITO: http://www.managementdeldolorepostoperatorio.it

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